intervento

Dalla ricostruzione alla rigenerazione

Il nuovo patto per le città del futuro e lo sviluppo sostenibile del Paese

Scritto da

Dario Scannapieco

Pubblicato il

04/06/2026

Tempo di lettura

3'

Ottant’anni fa, in un contesto segnato dalle profonde ferite della guerra, il Paese affrontava la sfida storica della ricostruzione. In quella stagione, il settore delle costruzioni ha assunto un ruolo determinante nella ricostruzione delle infrastrutture, nel ripristino del tessuto urbano e, più in generale, nella ripartenza economica e sociale dell’Italia.

Oggi, a distanza di ottant’anni, ci troviamo di fronte a una nuova e altrettanto rilevante trasformazione. La sfida non è più soltanto quella di costruire, ma di rigenerare e riconfigurare il patrimonio esistente, accompagnando la transizione verso città più sostenibili, inclusive e resilienti.

Il patrimonio edilizio nazionale, in larga parte obsoleto e caratterizzato da elevati livelli di inefficienza energetica, richiede interventi strutturali di riqualificazione e valorizzazione. Parallelamente, emergono nuovi fabbisogni abitativi legati all’evoluzione demografica e sociale, che impongono modelli dell’abitare più flessibili e integrati.

In questo scenario, la rigenerazione urbana assume una valenza strategica per la competitività del Paese, configurandosi come una vera e propria politica industriale delle città.

Essa consente non solo di recuperare valore economico e sociale dagli asset esistenti, ma anche di contenere il consumo di suolo e contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali. Le potenzialità sono rilevanti, sia in termini di impatto economico sia rispetto alla qualità della vita nei contesti urbani.

La complessità di questa trasformazione rende imprescindibile un approccio sistemico fondato sulla cooperazione tra pubblico e privato.

Il partenariato pubblico-privato rappresenta oggi uno strumento decisivo per mobilitare risorse, attrarre capitali e integrare competenze, consentendo di affrontare interventi ad alta intensità di investimento e di elevata complessità progettuale.

Modelli di collaborazione strutturata permettono, inoltre, di garantire un equilibrio tra sostenibilità economico-finanziaria e impatto sociale, elemento centrale nelle nuove politiche urbane.

In tale contesto, la collaborazione tra Cassa Depositi e Prestiti e Ance rappresenta un esempio concreto di come istituzioni finanziarie e rappresentanza del settore possano contribuire congiuntamente allo sviluppo del comparto e alla trasformazione del territorio.

Nel triennio 2022-2024, Cdp ha impegnato complessivamente circa 4 miliardi di euro a favore del settore delle costruzioni, attraverso strumenti diversificati che includono finanziamenti, supporto alle concessioni infrastrutturali e iniziative di rafforzamento della filiera.

Questo impegno si è tradotto nel sostegno a opere strategiche e nella promozione di progetti ad alto impatto economico e territoriale.

Cdp inoltre affianca le amministrazioni pubbliche attraverso attività di advisory, strumenti finanziari dedicati e servizi di supporto tecnico-operativo, contribuendo alla progettazione e all’attuazione di interventi di rigenerazione urbana e di edilizia sociale.

Tale azione si sviluppa secondo una logica di addizionalità e complementarità rispetto al mercato, con l’obiettivo di catalizzare investimenti privati e generare effetti moltiplicativi sulle risorse pubbliche.

Particolare rilievo assume, in questo ambito, il tema dell’abitare sostenibile e accessibile.

Il Gruppo Cdp promuove modelli innovativi di housing, dal social allo student, al senior e al service housing, che rispondono ai mutamenti della domanda e contribuiscono alla coesione sociale e territoriale.

Si tratta di iniziative che integrano dimensione finanziaria e impatto sociale, in linea con le priorità strategiche nazionali ed europee.

Accanto all’azione degli operatori istituzionali, il ruolo delle associazioni di categoria resta centrale. Organizzazioni come Ance contribuiscono a orientare il dibattito, a promuovere l’innovazione industriale e a rappresentare le esigenze di una filiera fondamentale per lo sviluppo del Paese.

In una fase di profondo cambiamento, la capacità delle associazioni di accompagnare le imprese nei processi di trasformazione costituisce un fattore abilitante per il successo delle politiche pubbliche.

Guardando al futuro, la trasformazione delle città richiederà un approccio integrato che coniughi rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica.

Le città saranno sempre più sistemi complessi, nei quali infrastrutture fisiche e digitali convergono per abilitare nuovi modelli di sviluppo.

Oggi, come ottant’anni fa, il settore delle costruzioni è chiamato a svolgere un ruolo determinante. Se nel Dopoguerra si trattava di ricostruire il Paese, oggi l’obiettivo è guidarne la trasformazione.

In questo percorso, la collaborazione tra istituzioni, imprese e associazioni, come dimostra la partnership tra Cdp e Ance, rappresenta la condizione essenziale per costruire città più sostenibili, inclusive e capaci di affrontare le sfide del futuro.

Dario Scannapieco
Amministratore Delegato e Direttore Generale Cassa Depositi e Prestiti

Articoli correlati

  • intervento

    Una comunità di imprese che ha reso l’Italia più forte e moderna

    Leggi articolo

Tag collegati:

Condividi

Resta al passo
grazie ai contenuti di ANCEmag

Iscriviti Ora

Dai visibilità alla tua azienda
Richiedi informazioni

Altri articoli

  • Le videointerviste per lo Speciale Ance 80

    interviste

  • Gli ottant’anni di Ance, un numero speciale per celebrare il ruolo dei costruttori

    mondo ance

  • Il posto delle costruzioni nella Costituzione

    analisi