ance la festa
Quattro anni belli e difficili per stimolare la crescita
La forza delle nostre idee ha allontanato la paura di confrontarsi anche con mondi molto diversi
Scritto da
Federica Brancaccio
Pubblicato il
24/07/2026
Tempo di lettura
7'

Permettetemi di cominciare ringraziando il Presidente Maurizio Lupi che mi ha affettuosamente definita una “stalker”. Non posso dargli torto vista la quantità di segnalazioni, domande, proposte che continuamente da noi riceve, e anzi gli assicuro che questo ruolo non cesserà certo con la mia Presidenza… e ringrazio anche tutti i Presidenti del Consiglio e i Ministri delle Infrastrutture che ci hanno fatto l’onore di inviarci affettuosi saluti. Sono testimonianze importanti che contengono spunti di riflessione e stimoli anche per gli anni a venire. Ringrazio tutti quelli che sono intervenuti, le autorità, i colleghi, gli amici, tutto lo staff Ance, che oggi sono qui per festeggiare questa importante ricorrenza. Come abbiamo tenuto a ricordare nel corso di questa serata, il fatto che Ance abbia gli stessi anni della Repubblica ci riempie di orgoglio e ci carica di responsabilità.
Le parole della Presidente Sciarra, che ci ha onorato della sua presenza, ci ricordano che non siamo qui solo in rappresentanza delle nostre imprese e richiama lo scopo della nostra Associazione che è quello di accompagnare la crescita e lo sviluppo nel rispetto dei più alti valori costituzionali, come la libertà, il rispetto delle regole, dell’ambiente e della persona, “nell’interesse delle future generazioni”, come recita testualmente il nostro statuto. Non si tratta di principi formali, ma di scelte concrete che ci devono guidare ogni giorno. La vita di Andrea Vecchio, al quale va, ancora una volta, tutta la nostra stima e la nostra riconoscenza, dimostra chiaramente cosa vuol dire la passione e il coraggio di difendere i propri valori. Andrea non è solo e non lo è chi sceglie la via della legalità. La presenza, anche oggi, del procuratore antimafia Melillo e di tanti importanti esponenti delle forze dell’ordine, dimostra che siamo sulla strada giusta, ma non dobbiamo mai abbassare la guardia e sottovalutare il compito che ognuno deve svolgere.
Un chiaro richiamo al ruolo sociale che la nostra Associazione svolge da 80 anni e che ha spinto molti di noi, me per prima, a decidere già da giovani di impegnarsi per il bene comune. Un obiettivo che ci ha guidato in tutti questi anni e che ho perseguito con impegno nel corso della mia Presidenza, nella quale ci siamo dedicati a sollevare, difendere e promuovere temi strategici di rilevanza nazionale. Il diritto alla casa, la cura del territorio per arginare il rischio idrogeologico e promuovere l’adattamento, la tutela del contratto e della sicurezza sul lavoro, il richiamo alla concorrenza e a un mercato sano e competitivo, lo sviluppo di nuove tecnologie al servizio di imprese e comunità: sono temi chiave non solo per il settore, ma per l’intero Paese. A dimostrazione che pubblico e privato possono concorrere al raggiungimento degli stessi obiettivi e con gli stessi valori di riferimento. E Ance ne è la prova.
Non sono stati certo anni facili, ma abbiamo sempre cercato di affrontarli con decisione, in un clima sereno e di grande collaborazione. Anni di guerre, alcune a un passo da noi, sconvolgimenti geopolitici, tensioni e incertezze costanti che hanno pesato e continuano a pesare con gravi ricadute economiche e sociali. Riuscire a farsi ascoltare quando sono in tanti a gridare e si è in costante emergenza non è certo facile. Noi però non ci arrendiamo mai. Senza urla, senza strappi, ma con la forza della ragione e buone argomentazioni riusciamo spesso a portare avanti le nostre istanze, anche se gli esiti non sono sempre quelli sperati.
Il nostro tono sempre istituzionale e rispettoso dei ruoli, anche se a volte, necessariamente, più assertivo, ci permette di dialogare con tutti e di ricevere attestati di stima e attenzione da parte delle istituzioni e degli stakeholder nazionali e locali che abbiamo occasione di incontrare. Con caparbietà e determinazione cerchiamo sempre di promuovere dialogo, costruire alleanze, come quella strategica con tutte le associazioni della filiera sia datoriali che sindacali.
Sono convinta che se si è forti delle proprie idee non si può e non si deve avere paura di confrontarsi anche con mondi molto diversi dal proprio. Comprendere le ragioni dell’altro consente spesso di capire meglio il contesto nel quale ci si muove e può aiutare a raggiungere prima e meglio risultati attesi. Penso di aver ottenuto molto di più con un sorriso e davanti a un bicchiere di vino- e chi mi conosce sa che è la verità e non una semplice metafora- che con toni accesi e scontri frontali. Questo il nostro stile che ci contraddistingue da sempre. È quello che tutti ci riconoscono, come emerge chiaramente dalle interviste istituzionali che abbiamo realizzato in questi mesi, e che percepiamo anche questa sera attraverso l’affetto e l’amicizia che ci circonda. Ance è sinonimo di affidabilità, credibilità e autorevolezza. Un’eredità che ci appartiene e che è compito di tutti tramandare e onorare.
Questo non significa che tutto vada bene. Anzi. Tanti sono ancora i fronti aperti e le difficoltà che dobbiamo affrontare. A cominciare dalla “maledizione” della rigenerazione urbana, una legge di cui l’Italia ha disperatamente bisogno per dare nuova linfa vitale alle proprie città e che invece è fallita ben 77 volte. Per non parlare poi della tensione finanziaria che le nostre imprese, pur essendo protagoniste del Pnrr, sono costrette ad affrontare ciclicamente e che rischia, ora, di diventare insostenibile per il combinato disposto dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dei mancati pagamenti delle amministrazioni. E poi la grande battaglia per la difesa del nostro contratto, a tutela di un sistema che garantisce formazione, qualità e terzietà.
E per farlo bisogna anche saper guardare lontano, interpretare i bisogni delle nostre imprese, saper guidare i cambiamenti. Quelli che ci impongono le nuove tecnologie non più solo validi strumenti, ma sistemi sempre più sofisticati che occorre governare e sapere indirizzare nella giusta direzione se non vogliamo che da opportunità si trasformino in rischi. L’esperienza della Biennale, per la quale ringrazio ancora una volta Carlo Ratti, che ci ha invitato e voluto per promuovere il progetto “Construction futures” con il coinvolgimento delle più avanzate università al mondo in fatto di IA e robotica, dimostra che il nostro settore è pronto ad affrontare il futuro senza paura.
Questo è anche il mio saluto. E sono contenta di farlo in un giorno di festa, con la presenza nutrita del nostro sistema e dei miei compagni di viaggio di Presidenza. Grazie per avermi supportata e sopportata e anche grazie per avermi fatto capire che non c’è mai limite alla pazienza e alla capacità di ascolto. Voglio anche ringraziare tutti coloro che in questi anni mi hanno insegnato qualcosa, mi hanno dedicato tempo e trasmesso stimoli e spunti di riflessione. Lavorare con ognuno di voi, a cominciare dalla struttura che con passione e dedizione mi ha seguita in questi quattro anni frenetici, è stato un privilegio di cui farò tesoro per sempre.
Permettetemi anche di ringraziare il mio socio che in questi anni si è sobbarcato tutto il peso della nostra azienda, e i miei colleghi sanno bene cosa questo comporti soprattutto se si vive e si lavora prevalentemente in un’altra città. Non so quanti treni ho preso in questi 4 anni, l’efficientissima segreteria di Presidenza ne avrà certamente traccia così come i nostri infaticabili autisti, che sempre con il sorriso sulla bocca mi hanno accompagnato ovunque e a qualsiasi ora, pur di rispettare impegni e non far mancare la presenza di Ance in tutti i contesti in cui era richiesta e dovevamo esserci.
Ho sentito intorno a me tanto affetto e tanta condivisione. Lascio quindi con molta emozione, ma anche con grande serenità un’Ance coesa, forte e capace, con una squadra di persone di grandissima professionalità e competenza che tutti ci invidiano. E sono certa che con queste premesse la prossima Presidenza non potrà che fare ancora meglio. Da parte mia spero solo di essere riuscita a trasmettere fino in fondo l’entusiasmo e la passione ai tanti giovani che per fortuna sono tornati a credere in questo che per me è il più bel mestiere del mondo. Credete sempre in voi stessi e perseguite i vostri sogni!
Articoli correlati
mondo ance
Ciucci e la sua squadra: “Mercato, identità e innovazione”
Leggi articolo
ance la festa
Cambio di passo nel segno dell’identità
Leggi articolo
mondo ance
Il 2026 fase di transizione: ora è il momento di osare
Leggi articolo
ance la festa
Quei principi della Carta nel cuore dell’Associazione
Leggi articolo
mondo ance
L’AI costruita con le imprese: disponibili le prime soluzioni
Leggi articolo
mondo ance
Fiec, federazione più forte e al centro dell’Europa
Leggi articolo
Tag collegati:



