incipit

Quando gli interessi di un settore coincidono con quelli collettivi

Scritto da

Adriano Baffelli

Pubblicato il

24/07/2026

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2'

In un clima positivo, all’insegna della compattezza dell’associazione e di una profonda coesione del suo gruppo dirigente, Ance ha rinnovato i propri vertici per il quadriennio dal 2026 al 2030. Alla presidenza è stato eletto all’unanimità l’ingegner Antonio Ciucci, romano, presidente e amministratore delegato di Ircop, rilevante realtà imprenditoriale specializzata nelle infrastrutture e nell’edilizia civile pubblica e privata.

Ciucci ha vissuto significative esperienze associative, è stato presidente di Ance Roma-Acer e nel corso dell’ultimo mandato, su delega della presidenza, ha seguito per Ance la complessa questione della revisione prezzi. Nelle pagine seguenti potrete conoscere meglio la sua figura, la sua esperienza, i suoi propositi e la sua determinazione, leggendo l’intervista nella sezione “profili”.

Le idee, condivise con l’affiatata squadra dei vicepresidenti – volti confermati e volti nuovi, donne e uomini che hanno dato e daranno il loro prezioso apporto, garantendo linfa vitale al coinvolgente e impegnativo mondo associativo per rappresentare al meglio il settore – sono chiare, così come gli obiettivi. Ad iniziare da quello primario di “costruire” un’associazione sempre più forte, autorevole e vicina ai territori. Per raggiungerlo, la presidenza Ciucci ha individuato tre punti cardine da sviluppare: identità, mercato e innovazione.

Ci piace immaginare che il clima di concordia e unità, autentica, non formale od estemporanea, vissuta nell’Assemblea rinnovo cariche, sia al contempo causa ed effetto di un percorso in atto e dei tre temi “manifesto” indicati con chiarezza dal presidente Ciucci. Approfondendo il programma redatto per il nuovo quadriennio, si comprende come i temi indicati risultino fondamentali pilastri sui quali edificare l’associazione dei costruttori del presente e del futuro.

Una realtà capace di rappresentare le imprese a prescindere dalle loro dimensioni e dal settore specifico, pubblico, privato, sottoservizi, infrastrutture, specializzazioni varie. Un’associazione davvero unita, a livello centrale così come nei mille territori che compongono l’affascinante mosaico Italia, significa una voce più forte e autorevole. Necessaria per rappresentare nei confronti degli stakeholder, dei vari interlocutori, decisore politicoistituzionale in primis, gli interessi del settore, che sempre più coincidono con gli interessi della collettività.

Basti pensare alla rigenerazione urbana, a proposito: quando finalmente il Parlamento riterrà di approvare uno strumento necessario per lo sviluppo generale coniugato alla salvaguardia di ambiente e territorio? Per non dire del Piano Casa, delle infrastrutture viarie, ferroviarie, portuali. Per non parlare di programmazione, stabilità e certezze. Finis coronat opus.

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