voci del territorio
La grande sfida sociale resta l’emergenza casa
Intervista con Antonio Pezone, Presidente dell’Associazione: “Serve un’alleanza stabile tra pubblico e privato”
Scritto da
Mary Liguori
Pubblicato il
23/07/2026
Tempo di lettura
5'

Intervista con Antonio Pezone, Presidente dell’Associazione: “Serve un’alleanza stabile tra pubblico e privato”
Il 2026 segna per Ance Caserta un anno di svolta. Dalla nuova identità che riunisce Ance, Cassa Edile e Formedil alla proposta di un Atlante provinciale per l’housing sociale, fino al progetto “Città Aperta” sulla rigenerazione urbana. Il presidente Antonio Pezone traccia le priorità dell’associazione, indicando nella casa il terreno su cui costruire una nuova stagione di sviluppo per il territorio.
Presidente Pezone, qual è il filo conduttore delle iniziative avviate da Ance Caserta?
«La parola chiave è condivisione. Abbiamo scelto di rafforzare la nostra rappresentanza mettendo in rete Ance, Cassa Edile e Formedil perché oggi le sfide si affrontano insieme. Legalità, sicurezza, formazione e welfare non sono temi separati, ma fattori che rendono più competitivo l’intero settore delle costruzioni.»
Perché avete deciso di partire proprio dal tema della casa?
«Perché l’emergenza abitativa non riguarda più soltanto le fasce più deboli. Esiste una “fascia grigia” di lavoratori e famiglie che, pur avendo un reddito, non riesce ad acquistare o affittare un’abitazione a condizioni sostenibili. Era necessario partire dai dati per proporre soluzioni concrete.»
Lo studio presentato dall’associazione quale messaggio lancia?
«Che l’housing sociale non deve essere visto come una misura assistenziale, ma come uno strumento di sviluppo. Rigenerare immobili esistenti, recuperare aree inutilizzate e favorire partenariati tra pubblico e privato significa creare città più inclusive, efficienti e sostenibili.»
Tra le vostre proposte c’è l’Atlante provinciale del patrimonio. Perché è così importante?
«Per programmare servono conoscenza e trasparenza. Oggi manca una mappatura aggiornata degli immobili e delle aree disponibili. L’Atlante consentirebbe di individuare rapidamente le opportunità e di orientare meglio investimenti pubblici e privati, accelerando gli interventi.»
Ance Caserta ha anche annunciato un tavolo permanente. Con quale obiettivo?
«Vogliamo costruire un confronto stabile tra istituzioni, imprese, università, sistema finanziario e terzo settore. Solo attraverso una governance condivisa possiamo trasformare le risorse disponibili in progetti concreti e duraturi.»
Quanto pesa la rigenerazione urbana nella vostra strategia?
«È un tema centrale. Con il progetto “Città Aperta” proponiamo una visione che va oltre il recupero degli edifici: significa ricucire quartieri, creare servizi, migliorare la qualità della vita e rafforzare la coesione sociale. Le città del futuro si costruiscono con visione, competenze e collaborazione. È questo il contributo che Ance Caserta vuole offrire al territorio.»
Housing sociale, l’idea di un atlante dei luoghi accessibili
Realizzare un Atlante provinciale del patrimonio per l’housing sociale e istituire un tavolo di monitoraggio e ricognizione permanente, con l’obiettivo di colmare il gap informativo e amministrativo che si registra in Terra di Lavoro sul tema. È la proposta di Ance Caserta emersa dall’assemblea annuale dell’associazione dei costruttori, moderata dalla giornalista Mary Liguori, e dedicata all’emergenza casa e agli scenari dell’housing sociale. Al centro dei lavori la presentazione della ricerca “Housing sociale – Proposte, idee, scenari per la Provincia di Caserta”, illustrata dal giornalista economico Nando Santonastaso, presidente dell’Osservatorio Innovazione e Comunicazione, che ha evidenziato la necessità di una pianificazione integrata capace di coniugare recupero del patrimonio esistente, accessibilità abitativa e sviluppo urbano. Secondo le stime della ricerca, sono tra 35mila e 40mila le famiglie in provincia di Caserta che potrebbero potenzialmente beneficiare di interventi di housing sociale dedicati alla cosiddetta “fascia grigia”, identificata dall’Ance come le famiglie con un reddito compreso tra 13mila e 19mila euro annui. Per queste famiglie, l’incidenza della rata del mutuo sul reddito si attesta al 26,7%, collocando Caserta sotto la soglia di criticità per l’acquisto di una casa.
Un tavolo permanente per affrontare la questione abitativa: il progetto di Caserta
L’emergenza abitativa e le prospettive dell’housing sociale sono state al centro della tavola rotonda che ha accompagnato l’assemblea annuale di Ance Caserta, tenutasi il 26 giugno e rivelatasi un’occasione di confronto tra istituzioni, imprese e rappresentanti del settore delle costruzioni sulle strategie da mettere in campo per rispondere al crescente bisogno di alloggi accessibili. Ad aprire il dibattito è stato il presidente di Ance Caserta, Antonio Pezone, che ha annunciato la nascita di un tavolo permanente dedicato all’housing sociale e alla rigenerazione urbana. L’obiettivo è creare un luogo stabile di confronto tra istituzioni, enti locali, università, operatori finanziari, terzo settore e imprese, per trasformare il fabbisogno abitativo in un’opportunità di sviluppo per il territorio. «La casa è un tema di interesse costituzionale – ha sottolineato Pezone – e vogliamo individuare strumenti e modelli operativi capaci di produrre risultati concreti». Nel corso del confronto, il presidente di Ance Aies Salerno, Fabio Napoli, ha richiamato l’attenzione sulle risorse disponibili per il comparto, evidenziando come tra fondi europei Fesr e finanziamenti statali siano già destinati oltre 200 milioni di euro all’housing sociale. Fondi che, secondo Napoli, dovranno essere accompagnati da una programmazione efficace e da un modello finanziario sostenibile per sostenere interventi realmente accessibili. L’assessora regionale all’Ambiente e alle Politiche abitative, Claudia Pecoraro, ha ribadito l’impegno della Regione Campania nel promuovere politiche abitative innovative, capaci di coniugare inclusione sociale, rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale. La Regione, ha ricordato, potrà contare su risorse fino a 250 milioni di euro per sostenere progetti in grado di rispondere ai nuovi bisogni delle famiglie. A chiudere i lavori è stato il confronto tra la presidente nazionale di Ance, Federica Brancaccio, e il direttore de Il Mattino, Vincenzo Di Vincenzo. La presidente Brancaccio ha invitato a non disperdere il patrimonio di esperienza maturato con il Pnrr, indicando la necessità di accelerare l’utilizzo dei fondi europei e di rafforzare gli strumenti destinati alle politiche per la casa, definendo la proposta dell’Atlante provinciale avanzata da Ance Caserta un contributo concreto per la programmazione dell’housing sociale.
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