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Revisione prezzi, il passo in avanti delle Tol
Le Tipologie Omogenee di Lavorazione al centro del webinar di Ance sul quadro normativo, l’applicazione e i profili operativi
Scritto da
Antonio Troise
Pubblicato il
23/07/2026
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6'

Con l’adozione delle Tipologie Omogenee di Lavorazioni, le cosiddette Tol, il settore delle costruzioni dispone ora di un sistema più preciso per misurare l’andamento dei costi e adeguare i contratti pubblici alle oscillazioni di mercato, anche se il meccanismo deve essere ancora rodato al meglio. Il quadro normativo, l’applicazione e i profili operativi sono stati al centro del webinar promosso dall’Ance per approfondire il nuovo strumento, dopo la pubblicazione del decreto direttoriale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (n. 743 del 30 marzo 2026), reso disponibile il 27 aprile, con cui sono stati adottati gli indici di costo elaborati dall’Istat. Un’occasione di confronto tecnicoistituzionale sui principali aspetti metodologici delle Tol, sulle relative modalità applicative e sui possibili impatti operativi nell’ambito dei contratti pubblici.
Ad aprire i lavori è stato Antonio Ciucci, neo presidente dell’Ance, che ha ricordato il lungo percorso compiuto per arrivare a un meccanismo di revisione dei prezzi. Per molti anni, ha spiegato, l’Italia ha vissuto con il sistema del prezzo chiuso: una volta firmato il contratto, la possibilità di rivedere i prezzi era estremamente limitata e legata solo a circostanze eccezionali. Dopo la pandemia e con la guerra russo-ucraina, però, l’aumento vertiginoso del prezzo dei materiali ha mostrato tutti i limiti di quel modello. Da qui la spinta, grazie all’azione dell’Ance, per arrivare prima ai decreti di compensazione, poi agli aggiornamenti straordinari dei prezzari e infine all’inserimento stabile della revisione prezzi nel nuovo Codice dei contratti pubblici.
Si è passati, in sostanza, da un sistema nel quale la revisione prezzi praticamente non esisteva a un modello che prova a seguire l’andamento effettivo dei costi. Il nuovo meccanismo, ha osservato, funziona soprattutto in condizioni ordinarie, per assorbire variazioni fisiologiche e graduali. Può invece incontrare difficoltà davanti a picchi improvvisi legati a crisi internazionali o shock di mercato. Per Ciucci, il quadro attuale è, quindi, molto più avanzato rispetto al passato e utilizza metodologie in linea con quelle utilizzate in altri Paesi europei, garantendo maggiore trasparenza. L’obiettivo, ha concluso, è far funzionare bene il nuovo sistema, accompagnandone il rodaggio e correggendo i problemi che emergeranno.
Al webinar, moderato dal direttore generale dell’Ance, Romain Bocognani, è intervenuto, poi, Simone Puggelli, capo della segreteria tecnica del presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha inquadrato le Tol nel sistema dei lavori pubblici sottolineando l’importanza delle nuove procedure. Fabio Rapiti e Maria Moscufo, rispettivamente Direttore della Direzione Centrale per le Statistiche Economiche e Responsabile del Servizio Statistiche sulla Produzione e gli Scambi con l’Estero dell’Istat, hanno spiegato il lavoro svolto a partire dal Tavolo contratti lavori, istituito dal Mit alla fine del 2023 e coordinato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, soffermandosi sulla metodologia di costruzione degli indici di costo per le Tol.
Mentre Francesca Ottavi e Flavio Monosilio, rispettivamente a capo della Direzione Legislazione Opere Pubbliche e della Direzione Affari Economici, Finanza e Centro Studi dell’Ance, hanno fatto il punto sui profili normativi e sull’impatto operativo per le imprese e le stazioni appaltanti delle nuove procedure. Per facilitare l’applicazione pratica, è stato annunciato che sarà messo a disposizione un software per supportare le imprese nel calcolo degli aggiornamenti dei prezzi.
Molte le domande arrivate dagli operatori nel corso del webinar al quale hanno dato risposte puntuali tecnici e rappresentanti istituzionali presenti all’incontro. L’ex presidente dell’Ance, Federica Brancaccio ha chiuso il webinar sottolineando che quello sulle Tol non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione per il settore dei lavori pubblici, evidenziando soprattutto il valore del metodo seguito: un confronto tra istituzioni, pubblica amministrazione, mondo produttivo e associazioni, costruito con competenza e spirito di collaborazione.
La presidente ha chiarito che il nuovo sistema dovrà essere accompagnato da un monitoraggio permanente. Solo con l’applicazione concreta, infatti, emergeranno eventuali criticità, dubbi interpretativi e necessità di correzione. Per questo ha auspicato che il tavolo tecnico resti aperto e che vengano organizzati altri momenti di approfondimento, anche ravvicinati, coinvolgendo progettisti, pubbliche amministrazioni, Rup e direttori dei lavori.
Resta il fatto che le Tol non sono uno strumento pensato per affrontare emergenze eccezionali, come quelle provocate dalla guerra in Ucraina o da crisi internazionali quali la chiusura dello stretto di Hormuz, ma per gestire l’andamento ordinario dei prezzi, cioè le variazioni fisiologiche del mercato. Non risolvono, insomma, tutti i temi ancora aperti ma introducono un meccanismo più equo di aggiornamento dei prezzi e contribuiscono a ricostruire un rapporto di fiducia tra pubblica amministrazione e imprese. Ora bisogna far funzionare il sistema, correggerlo dove necessario e consolidare un metodo comune tra imprese e amministrazioni.
Iperammortamento e Transizione 5.0, le opportunità per le imprese
La sfida per le imprese di costruzione passa sempre di più dalla capacità di investire in tecnologie, macchinari e processi innovativi. È questo il filo conduttore del webinar organizzato dall’Ance su “Il nuovo iperammortamento e la fase finale di Transizione 5.0 per le imprese di costruzione”. Un’occasione per approfondire l’incentivo fiscale per l’acquisto di beni strumentali nuovi, introdotto dalla legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) ed in vigore per il triennio 2026-2028, con un focus sulle modalità attuative dello stesso, come definite nel Decreto 7 maggio 2026 del Mimit, di concerto con il Mef, di recente pubblicazione.
Ad aprire i lavori è stata Vanessa Pesenti, vicepresidente Ance, che ha espresso un giudizio positivo sul nuovo strumento, definendolo una leva importante di politica industriale. Per il settore delle costruzioni, ha sottolineato, “l’iperammortamento può rappresentare un’occasione concreta per favorire l’acquisto di beni strumentali e tecnologie in grado di rendere più efficienti i cantieri e l’organizzazione aziendale”. Il passaggio dal credito d’imposta alla maggiorazione degli ammortamenti rende però il meccanismo meno immediato, soprattutto per le piccole e medie imprese. Proprio per questo, “il nuovo incentivo va accompagnato da semplificazioni e correttivi”.
La misura resta comunque apprezzata, anche perché prevede una maggiorazione significativa per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro e può contribuire a rafforzare la patrimonializzazione di un tessuto produttivo composto in larga parte da imprese di piccole e micro dimensioni. Restano, tuttavia, diversi nodi aperti. Il primo riguarda la complessità degli adempimenti. C’è poi una questione specifica del settore edile: le imprese di costruzione lavorano in cantieri temporanei e mobili, anche fuori dall’Italia. Per questo l’Ance chiede che l’utilizzo temporaneo di un bene agevolato in un cantiere estero non comporti automaticamente la decadenza dal beneficio fiscale.
Un altro punto riguarda gli “esodati” dei precedenti incentivi: imprese che avevano programmato investimenti ma non sono riuscite a utilizzare pienamente i benefici, per incapienza o per esaurimento delle risorse disponibili. Anche su questo fronte l’associazione chiede correttivi, a partire da tempi più lunghi per la fruizione degli incentivi. Infine, Pesenti ha posto il tema dei software in cloud, oggi non pienamente compresi nel perimetro dell’agevolazione, ma ormai essenziali per la digitalizzazione delle imprese.
Nel corso dell’incontro, moderato da Marco Zandonà, Direttore Politiche Fiscali dell’Ance, sono intervenuti Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera, Marco Calabrò, capo Dipartimento per le politiche per le imprese del Mimit, Carmelo Fallone, senior expert Affari regolatori del Gse e Stefano Santalucia, senior adviser Fiscalità diretta e locale e Principi contabili di Confindustria.
A chiudere i lavori è stato Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente Ance, che ha rivendicato la capacità del settore delle costruzioni di adattarsi e investire anche in un quadro normativo spesso complesso. Le imprese, ha sottolineato, sono pronte a cogliere le opportunità della transizione digitale e tecnologica. Il compito dell’Ance sarà continuare ad accompagnarle con informazione, confronto e azione istituzionale, perché l’iperammortamento possa diventare non solo un incentivo fiscale, ma uno strumento concreto di crescita e modernizzazione per tutto il comparto.
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