ecomondo e saie
Sostenibilità e digitale Ance porta in Fiera proposte e best practice della filiera del costruito
A Rimini e Bari una riflessione sulle due manifestazioni L’occasione per fare il punto sulle nuove opportunità di crescita del settore
Scritto da
Adriano Baffelli
Pubblicato il
25/12/2025
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4'

In autunno due manifestazioni fieristiche hanno segnato il panorama dell’edilizia e del costruito: Saie a Bari ed Ecomondo a Rimini. Al di là degli stand e dei numeri, 31.700 visitatori a Bari e circa 110mila a Rimini, ciò che traspare è una vivacità rinnovata della filiera delle costruzioni, segnata da una forte spinta verso la sostenibilità, l’innovazione digitale e nuove opportunità che sembrano aprirsi in modo significativo, soprattutto all’intersezione tra edilizia tradizionale e circolarità. Ad entrambi i saloni specializzati Ance era presente, così come la testata AnceMag, con uno stand e con iniziative di approfondimento ad elevato valore aggiunto. Ho visitato con interesse entrambe le fiere, con la volontà di consegnarvi alcune riflessioni. Possiamo anzitutto dire che il Saie ha visto il costruito porsi al centro del Sud. La quarta edizione di Saie Bari ha evidenziato con chiarezza un segnale: il mondo della costruzione nel Centro-Sud Italia, e non solo, sta respirando un’aria di rinascita. In questa edizione, i temi dominanti sono stati l’efficienza energetica, la digitalizzazione del processo edilizio, la sicurezza e la rigenerazione urbana. Tra gli elementi più significativi: il percorso tematico “Saie Sostenibilità” ha enfatizzato materiali ecosostenibili, benessere indoor/outdoor e la gestione del patrimonio edilizio esistente; un’area “Saie Innovazione” dedicata a Bim, intelligenza artificiale, macchine e attrezzature da cantiere, l’area “Saie InCalcestruzzo”, segnalata da un grande operatore del settore, che ha presentato micro-innovazioni nel comparto cementizio, pavimentazioni ad alte prestazioni, soluzioni integrate per la posa in opera. Saie Bari non si è limitata a mostrare le novità della fiera, ma ha fotografato uno stato della filiera che si sta riorientando: dall’edilizia tradizionale verso un modello che somma costruito, impianti, digitalizzazione, materiali performanti e rigenerazione. In particolare, mi ha colpito la centralità data alla rigenerazione urbana e alla filiera del restauro-riuso che appare sempre meno marginale e sempre più strategica. Ecomondo: quando l’edilizia guarda, anche, alla circolarità. Ospitata dall’Expo Centre di Rimini, la rassegna, ormai molto più di una fiera dell’ambiente, è un hub internazionale della transizione ecologica, che parla anche, e sempre più, alla filiera dell’edilizia. Quel che mi interessa evidenziare è l’opportunità che si apre per il mondo del costruito: l’evento ha posto la rigenerazione dei suoli e dei siti, “Sites & Soil Restoration”, come una macroarea, insieme ad acqua, agricoltura, monitoraggio, bio-energie. Questo fa capire che il “costruito” non è più solo muri e impianti, ma il contesto, il suolo, la circolarità dei materiali. Si pensi all’approfondimento andato in scena in riva all’Adriatico sulle nuove opportunità del riciclo del poliuretano, con un focus che coinvolge l’edilizia come settore d’impiego. Aggiungo, l’organizzazione della Fiera ha segnalato che le certificazioni volontarie (Epd, Envision, contenuto riciclato) diventano leve strategiche nei bandi pubblici ed entro i Cam (Criteri ambientali minimi) del settore costruzioni. Questo significa che l’edilizia entra sempre più nella sfera della economia circolare: non solo efficienza energetica e digitalizzazione, ma riuso delle materie, materiali da demolizione, scarti dell’edilizia valorizzati. Le certificazioni diventano un biglietto d’ingresso per partecipare ai bandi e per essere competitivi. Il fatto che a Ecomondo si sia parlato di questi strumenti significa che la transizione circolare sta permeando anche il costruito. Riprendendo lo specifico approfondimento del poliuretano, materiale spesso legato a prodotti isolanti, ma con complessità di gestione a fine vita, all’interno di un programma che ha riferimenti anche all’edilizia. Potrebbe sembrare un dettaglio tecnico, ma segnala che la filiera dei materiali da costruzione ha davanti a sé nuovi spazi operativi. La riflessione si presta a un confronto e a qualche chiave interpretativa: le due manifestazioni, pur con target diversi, Saie più orientata al costruito tradizionale, con edilizia e impianti, Ecomondo più verso la green economy e circolarità, offrono una lettura complementare della filiera dell’edilizia nell’attuale fase. La rassegna pugliese mostra che l’edilizia ha ancora la massa critica del costruito, dei materiali, dell’efficienza energetica, della digitalizzazione. È il mondo che costruisce, ristruttura, rende efficiente. La Fiera ospitata a Rimini suggerisce che questa stessa filiera deve fare i conti con materie prime, materiali riciclati, processi circolari, certificazioni e modelli di business che vanno oltre la tradizionale posa in opera. Una chiave per capire dove siamo: il costruito diventa un sistema integrato, edificio, impianto, dato digitale, materiale riciclato, ciclo di vita, e non più solo muri e tetto. Uno scenario non scevro da complessità, indubbiamente. Al contempo si aprono delle nuove opportunità per la filiera dell’edilizia. Le imprese che sanno abbracciare questa visione, materiali circolari, digitalizzazione, certificazioni, avranno un vantaggio competitivo: partecipare ai bandi, cogliere opportunità del Pnrr, della rigenerazione urbana, della decarbonizzazione.
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