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Un grande affresco dell’architettura italiana

A novembre, a Ca’ Giustinian, l’assegnazione del premio In/Architettura che valorizza il lavoro di squadra di committente, progettista e impresa

Scritto da

Beatrice Fumarola

Pubblicato il

02/10/2026

Tempo di lettura

3'

Un grande affresco dell’architettura italiana

I Premi In/Architettura, promossi dall’Istituto Nazionale di Architettura Inarch e dall’Ance in collaborazione con Archilovers, hanno le loro radici negli storici Premi Inarch. La prima edizione risale al 1961, quando i Premi furono annunciati da Giulio Carlo Argan e, da allora, rappresentano uno strumento di promozione della qualità dell’architettura e degli ambienti di vita. Negli anni sono cambiate le modalità organizzative, i meccanismi di candidatura, le categorie, i partner, ma continuano a rappresentare un’esperienza unica nel panorama italiano, estesa a tutto il territorio nazionale, con la particolarità di mettere in evidenza, non tanto la capacità autoriale del progettista, quanto la qualità del rapporto che intercorre tra progettista, committente, costruttore, secondo un’impostazione data, fin dall’origine del Premio, dal fondatore Bruno Zevi.

I Premi sono stati assegnati dal 1961 al 1972 poi dal 1989 al 1992, tutti ben documentati nelle pagine della rivista “l’architettura cronache e storia”. Dal 2005 vengono banditi congiuntamente da Inarch e Ance, assumendo la denominazione di Premi Inarch Ance. Nel 2020 avviene la svolta grazie alla collaborazione con Archilovers che ha messo a disposizione una potente piattaforma tecnologica che ha consentito, attraverso una procedura per autocandidatura degli interventi realizzati, il coinvolgimento più ampio possibile dei progettisti.

L’edizione 2026, che ha raccolto la partnership di Ance Veneto, Federbeton e Listone Giordano, ha registrato 1.390 interventi candidati, realizzati negli ultimi cinque anni e distribuiti in tutte le venti regioni italiane. Un dato che consente, edizione dopo edizione, di costruire un monitoraggio capillare, non esaustivo ma certamente indicativo dello stato dell’architettura in Italia.

Dai più modesti, in termini dimensionali, interventi di nuova costruzione e di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente ai progetti di maggiore dimensione, i Premi si sono sempre caratterizzati per un aspetto particolare: viene premiata l’opera di architettura come esito di un processo complesso che coinvolge tutti i passaggi della filiera produttiva: domanda, esigenze, programma, norme, risorse, progetto, realizzazione, controllo, gestione e manutenzione. Di qui la scelta di premiare l’opera e i tre principali protagonisti che sono alla base della sua realizzazione: committente, progettista, impresa. Il Premio è una targa attribuita all’opera, sulla quale sono riportati i nomi dei tre soggetti principali che hanno contribuito alla sua realizzazione.

“Il Premio In/Architettura, premiando committente, progettista e impresa, ha lo scopo alto e attuale di difendere l’architettura italiana, nella consapevolezza della sua dimensione artigianale, perché artigianale è la qualità del lavoro che si svolge negli studi di architettura.” Con queste le parole, Pierluigi Nicolin ha ritirato nel 2023, alla Biennale di Venezia, il Premio nazionale “Bruno Zevi” per la diffusione della cultura architettonica conferito all’Editoriale Lotus.

I Premi In/Architettura 2026, articolati in regionali e nazionali, hanno riguardato gli interventi di nuova costruzione e gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente (restauro, ristrutturazione, rigenerazione).

A questi si aggiungono due categorie: il premio internazionale “Bruno Zevi” per la diffusione della cultura architettonica, assegnato a un’iniziativa di comunicazione, esempio qualificato di promozione e diffusione della produzione di architettura contemporanea di qualità nel mondo e il premio alla carriera, assegnato a un progettista italiano vivente, le cui opere costituiscono un importante contributo alla storia dell’architettura contemporanea e la cui figura rappresenta con eccellenza la cultura architettonica italiana.

Tredici giurie regionali, coordinate dalle tredici Sezioni Inarch e in stretta sinergia con le Ance locali, hanno assegnato i riconoscimenti regionali. I risultati sono quindi confluiti nel lavoro della giuria nazionale.

La giuria nazionale, costituita dalla presidente Inarch Barbara Beltrame Giacomello, il presidente Ance Antonio Ciucci, Ferdinando Napoli AD di Edilportale, Iñaqui Carnicero Segretario generale per l’Agenda Urbana, gli Alloggi e l’Architettura del Ministero degli Alloggi e dell’Agenda Urbana della Spagna, l’architetto Paolo Iotti (Iotti + Pavarani Architetti), l’architetto, curatore e critico Luca Molinari, l’autrice e regista Francesca Molteni, l’architetto Guendalina Salimei (Tstudio) e l’architetto Maria Alessandra Segantini (C+S Architects), ha selezionato, tra le opere premiate a livello regionale, i vincitori dei Premi Nazionali per gli interventi di nuova costruzione e di riqualificazione, del Premio alla carriera e del Premio “Bruno Zevi”.

I vincitori saranno proclamati nel corso della cerimonia nazionale, in programma il 13 novembre 2026 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia.

Beatrice Fumarola – Coordinatrice nazionale Inarch

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