incipit
Le città vincono se cambiano: focus su persone e case

Scritto da
Adriano Baffelli
Pubblicato il
02/10/2026
Tempo di lettura
2'

Le città vincono se cambiano: focus su persone e case
“La città che perde è quella che non si trasforma”, scrive Francesco Rutelli nel libro “Città vince, città perde”, ricordandoci con semplice ed efficace chiarezza che il mutamento fisico, funzionale e sociale è forse il più potente antidoto al declino.
Mi pare opportuno richiamare l’emblematico passaggio del testo, scritto con percepite intensità e passione del già sindaco di Roma e ministro dei Beni culturali, oggi, tra i numerosi impegni civici e sociali, anche direttore dell’iniziativa meritoriamente promossa da Ance, “Città nel futuro”, per ricordare in questo spazio la seconda edizione dell’interessante format.
Il palcoscenico scelto è anche quest’anno quello del Maxxi, a Roma, dal 30 settembre al 2 ottobre. La conferenza internazionale è un’utile occasione per conoscere lo stato dell’arte di tutto il complesso, quanto affascinante mondo, che ruota intorno alle città e all’abitare. Dal loro disegno, causa ed effetto della programmazione urbanistica, alla gestione dei mille snodi che favoriscono o penalizzano, comunque condizionano, le nostre vite.
Tanti sono gli aspetti connessi al tema, prevalentemente quelli tecnici, anche se non dovremmo mai dimenticare che: “Le città non sono le pietre, sono le persone”, come evidenzia Rutelli, richiamando Sant’Isidoro di Siviglia. I confronti ospitati dal Maxxi rendono evidente tale riflessione, offrendo approfondimenti in tema di urbanistica, infrastrutture, scelte tecniche e amministrative, segnalando, al contempo, il grande valore che risiede nel ruolo dei cittadini.
Nella qualità della loro vita. Serve proteggere il passato, valorizzare le radici e contribuire a far crescere conoscenza e cultura. Aspetti che s’intrecciano profondamente con la cifra estetica e culturale delle città, a prescindere dalle dimensioni. Con eguale determinazione dobbiamo, però, saper costruire un futuro altrettanto ricco di valore aggiunto.
L’immobilismo non è rispetto del passato, piuttosto una strada apparentemente comoda, ma che conduce alla sconfitta della collettività e dei singoli. Le città sono anche “la somma” delle case che la compongono. Altro aspetto con varie problematiche aperte, che registra novità tecnico-legislative. È il caso della Direttiva europea sulle Case green.
A tal proposito, il presidente di Ance, Antonio Ciucci, ricorda che, se i principi del provvedimento sono condivisibili, lo stesso non si può dire delle modalità per raggiungerli. Il leader nazionale dei costruttori ha commentato il Piano Casa del governo Meloni, evidenziando la necessità di affrontare il tema dell’abitare, senza dimenticare l’efficientamento energetico e la sicurezza antisismica, perché serve sì una risposta all’emergenza, ma non basta una casa qualunque: deve essere vivibile e sicura. Finis coronat opus.
Articoli correlati
incipit
Quando gli interessi di un settore coincidono con quelli collettivi
Leggi articolo
incipit
Gli ottant’anni di Ance
Leggi articolo
incipit
Dissesto: gli enormi costi del mancato intervento pur conoscendo la fragilità del Paese
Leggi articolo
incipit
Il nostro territorio è una risorsa inestimabile: prendiamocene cura
Leggi articolo
incipit
Olimpiadi invernali occasione per ridisegnare stadi e strutture sportive
Leggi articolo
incipit
Grande prova di capacità del Sistema Paese nell’anno appena concluso
Leggi articolo
Tag collegati:



