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AI Act, Ance sostiene il decreto attuativo: ora strumenti per le Pmi

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A cura della redazione

Pubblicato il

02/10/2026

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AI Act, Ance sostiene il decreto attuativo- ora strumenti per le Pmi

L’intelligenza artificiale sta diventando uno strumento sempre più importante anche nel settore delle costruzioni. Nei cantieri può contribuire a rendere il lavoro più efficiente, aiutando a ottimizzare tempi e risorse, ma soprattutto a prevenire situazioni di rischio. Attraverso l’analisi dei dati e il monitoraggio delle attività, l’Ia può supportare tecnici e operatori nell’individuazione tempestiva di eventuali criticità, migliorando così i livelli di sicurezza.

Ance, intervenuta sul tema in occasione dell’audizione sullo schema di decreto legislativo di adeguamento al Regolamento europeo sull’Intelligenza artificiale (AI Act), ha espresso una valutazione positiva sull’impianto del provvedimento, evidenziando al contempo alcuni aspetti prioritari sui quali intervenire per garantirne una corretta efficacia.

Affinché l’innovazione non rimanga un’opportunità accessibile prevalentemente alle grandi aziende, l’Associazione nazionale dei costruttori edili intende affiancare le piccole e medie imprese nel processo di adozione delle nuove tecnologie, mettendo a disposizione strumenti e soluzioni in grado di assisterle nelle diverse fasi del percorso.

Pertanto, Ance si pone l’obiettivo di prevenire il rischio di un crescente divario tra le imprese capaci di cogliere le opportunità offerte da queste tecnologie e quelle che, per carenza di competenze, risorse o strumenti adeguati, rischiano di rimanere ai margini del processo di trasformazione digitale.

Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente con delega a Tecnologia e Innovazione di Ance, ha fornito un quadro dettagliato della condizione in cui verte il settore relativamente alla trasformazione digitale: “Le costruzioni sono un comparto nel quale molte aziende non dispongono di strutture interne dedicate alla compliance, all’innovazione o alla gestione dei processi di trasformazione digitale. Questo rappresenta certamente un ambito nel quale l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale può generare un valore significativo. L’Ia può infatti contribuire a rendere più efficienti la programmazione e il coordinamento dei lavori, supportare le attività di manutenzione predittiva e rafforzare la prevenzione e la gestione dei rischi nei cantieri. Perché queste opportunità possano tradursi in benefici concreti e diffusi, è tuttavia necessario accompagnare le imprese nell’adozione consapevole delle nuove tecnologie, fornendo competenze, strumenti e indicazioni adeguate”.

Accanto alla priorità attribuita al Sandbox – lo Spazio di sperimentazione regolamentare, di cui Ance condivide l’impostazione pur richiamando l’esigenza di assicurarne un accesso realmente efficace – l’attenzione dell’Associazione si è concentrata anche sul ruolo dei poli europei dell’innovazione digitale. Si tratta di strutture pensate per favorire il trasferimento tecnologico alle imprese, attraverso percorsi di formazione, attività di sperimentazione e supporto agli investimenti.

Un ulteriore tema di rilievo riguarda la protezione dei dati e degli algoritmi impiegati nell’addestramento dei sistemi di Ia. Ance accoglie positivamente la scelta di comprendere tali informazioni tra quelle tutelabili come segreti commerciali, riconoscendo il valore industriale del patrimonio informativo sviluppato dalle imprese. Come già evidenziato, sono soprattutto le imprese di dimensioni più contenute ad avere bisogno di strumenti concreti e di un adeguato supporto per l’implementazione delle necessarie misure organizzative, tecniche e contrattuali.

Pur riconoscendo le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale, l’Associazione ha ribadito il principio secondo cui le decisioni in grado di incidere sul rapporto lavorativo debbano restare di competenza di una persona fisica. Questo è fondamentale per garantire certezza giuridica sia alle imprese sia ai lavoratori.

Centrale è stato inoltre il tema della formazione, che dovrebbe essere sempre più integrata con i processi produttivi e orientata a casi d’uso concreti dell’intelligenza artificiale. In quest’ottica, diventa importante valorizzare non solo i percorsi specialistici in ambito Ict, ma anche gli Its legati alle diverse filiere produttive e il ruolo degli enti bilaterali del settore, che possono contribuire a raggiungere capillarmente imprese e lavoratori.

La sfida, dunque, sarà quella di costruire un quadro regolatorio che, oltre a garantire adeguate certezze sul piano normativo, sia concretamente applicabile e accessibile anche alle realtà aziendali di dimensioni più contenute. Un approccio di questo tipo permetterà all’intelligenza artificiale di diventare un vero motore di innovazione e competitività, contribuendo al tempo stesso a rafforzare la sicurezza e la crescita dell’intera filiera delle costruzioni.

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