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Çanakkale: il ponte dei record che unisce Europa e Asia

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A cura della redazione

Pubblicato il

02/07/2026

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4'

Con una lunghezza totale di 4.608 metri e una campata centrale di 2.023 metri, Çanakkale è oggi il ponte sospeso più lungo al mondo. Un’imponente opera di ingegneria moderna che attraversa lo Stretto dei Dardanelli, in Turchia, creando un collegamento diretto tra Europa e Asia.

Costruito in poco meno di cinque anni, è una delle più importanti opere ingegneristiche del suo genere. Attraversarlo richiede soltanto pochi minuti, ma il vantaggio è significativo: la costruzione consente infatti di evitare il traghetto e di risparmiare fino a un’ora e mezza di percorrenza, rendendo gli spostamenti tra le due sponde molto più rapidi ed efficienti.

Le sue caratteristiche gli hanno consentito di superare il ponte Akashi Kaikyō, in Giappone, che fino ad allora deteneva il record mondiale per lunghezza, conquistando il primato di ponte sospeso più lungo del mondo. La costruzione rientra nel piano Vision 2023, che mira alla realizzazione di una rete di grandi opere, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico del Paese attraverso l’ammodernamento delle sue infrastrutture.

Il completamento del ponte è stato celebrato il 13 novembre 2021 con l’assemblaggio dell’ultimo segmento, alla presenza del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, mentre nella primavera del 2022 è avvenuta l’inaugurazione con una solenne cerimonia ufficiale.

Processi costruttivi e strategie di montaggio

Per la sua realizzazione, che ha richiesto l’impiego di 180mila tonnellate di acciaio, è stato necessario un grande dispiegamento di forze, risorse e competenze. Lo studio di ingegneria Cowi, che ne ha progettato la costruzione, si è avvalso di elementi prefabbricati, preparati a terra e assemblati in opera, contribuendo ad accelerare l’esecuzione dei lavori.

Ne sono una testimonianza le lamiere in acciaio utilizzate per la costruzione delle torri, accoppiate a terra e poi posizionate in quota; successivamente sono state installate le passerelle di servizio su entrambi i lati del ponte, utilizzate in seguito per la posa dei cavi principali. Per meglio comprendere l’entità della costruzione, basti pensare che questi ultimi sono composti da 144 fili per la campata principale e 148 per quelle laterali, per una lunghezza totale di 162mila chilometri. Infine, si è passati ai portali di sollevamento che hanno permesso di collegare i singoli conci di ponte ai cavi sospesi.

Un caso esemplare di complessità ingegneristica

La collocazione del ponte tra le città turche di Gallipoli e Lapseki ha comportato rilevanti sfide progettuali e costruttive, che hanno richiesto l’adozione di soluzioni ingegneristiche specifiche. La zona, infatti, non solo è soggetta a elevata attività sismica, ma è soprattutto esposta ai venti molto forti che soffiano nello stretto. Proprio per far fronte a questa esigenza, il ponte è stato dotato di due grandi cassoni, utili a garantire una perfetta stabilità aerodinamica.

Inoltre, è stato necessario rendere agibile il ponte al passaggio di enormi navi container. Tra gli elementi più sorprendenti c’è da considerare la decisione di avviare una serie di interventi speciali per il consolidamento dei fondali. Le torri dell’infrastruttura sono state infatti posizionate su fondazioni speciali, costituite da un blocco imponente e molto pesante di calcestruzzo e acciaio, che è stato riempito di acqua, appoggiato sul terreno e rinforzato da quasi 200 tubi di acciaio dal diametro di oltre 2 metri ciascuno.

Per garantire maggiore sicurezza nei momenti di pericolo sismico, si è inoltre deciso di inserire della ghiaia tra la zattera e i pali di acciaio, permettendo così alle torri di muoversi in libertà e dissipare energia senza danneggiare la struttura.

Architettura e simboli: i richiami alla storia e all’identità nazionale

Fin dall’iniziale fase di progettazione, alcune dimensioni del ponte sono state definite con l’intento di omaggiare momenti significativi della storia della Nazione. Un esempio emblematico è rappresentato dall’altezza delle due torri principali in acciaio, che raggiungono i 318 metri. Questa misura richiama simbolicamente la campagna di Gallipoli – in turco Çanakkale Savaşları o Battaglia di Çanakkale – vinta dall’esercito ottomano il 18 marzo del 1915, uno tra gli episodi più rilevanti della storia turca.

Una data, quella del 18 marzo, che ritorna: i lavori sono infatti iniziati il 18 marzo del 2017, mentre nella stessa data del 2022 si è svolta l’inaugurazione. Anche la campata centrale, con i suoi 2.023 metri, celebra il centenario di nascita della Repubblica turca, mentre i colori rosso e bianco sono un chiaro rimando alla bandiera nazionale.

Il Know-How italiano al servizio dell’infrastruttura

L’investimento complessivo per la realizzazione dell’opera è stato di 2,5 miliardi di euro, una cifra che testimonia la complessità tecnica e l’importanza strategica di un’infrastruttura diventata un punto di riferimento per l’ingegneria mondiale. Anche l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano in questa straordinaria realizzazione: l’azienda Fip Mec Srl di Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, ha infatti fornito gli speciali dispositivi di appoggio e i sistemi antisismici del ponte, componenti essenziali per garantirne sicurezza, durabilità e prestazioni anche in un’area caratterizzata da un’elevata sismicità.

Il ponte sullo stretto di Akashi, il secondo ponte sospeso più lungo al mondo

Il ponte sullo stretto di Akashi collega la città di Kōbe, sull’isola di Honshū, all’isola di Awaji. Con una lunghezza complessiva di 3.911 metri, una campata principale di 1.991 e un’altezza di 282,8 metri, è oggi il secondo ponte sospeso più lungo del mondo. Durante la fase di costruzione, l’area in cui è localizzata l’infrastruttura è stata colpita dal violento terremoto di Kōbe, di magnitudo 6,8. Le due torri del ponte hanno dimostrato un’elevata capacità di resistenza, senza riportare danni strutturali significativi, a conferma della solidità.

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