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Il ponte di Øresund: un simbolo di unione

Abbraccio architettonico tra Danimarca e Svezia, delinea un percorso combinato su strada e rotaia

Scritto da

EB

Pubblicato il

17/10/2025

Tempo di lettura

5'

Il ponte di Øresund: un collegamento tra Danimarca e Svezia

Danimarca e Svezia, due regioni in un passato recente divise dallo stretto di Øresund e ora unite da un abbraccio architettonico che è diventato un esempio magistrale di ingegneria. Oggi, infatti, queste ultime distano pochi chilometri per merito della costruzione di un incredibile ponte che prende il nome proprio dallo stretto che fino agli anni ’90 ha limitato i collegamenti tra i due stati.

Il più lungo ponte strallato d’Europa adibito al traffico stradale e ferroviario non è soltanto una grande opera ingegneristica, ma rappresenta anche il simbolo di una forte unione: Øresund, infatti, ha reso possibile il collegamento dell’isola danese di Selandia, dove sorge Copenaghen, alla contea di Skåne (Scania), dove invece è localizzata Malmö, la terza città più popolata della Svezia.

L’imponente costruzione si estende lungo un percorso combinato su strada e rotaia, sviluppato in tre tappe: un esteso ponte, un’isola artificiale e un tunnel sottomarino. Prima della sua inaugurazione, l’unico modo per attraversare lo stretto era mediante imbarcazioni.

Di conseguenza, la realizzazione di un’infrastruttura ibrida di tale portata ha avuto un impatto significativo sulla vita degli abitanti delle due nazioni, dando loro la possibilità di spostarsi con facilità per motivi di lavoro, shopping o svago. Oggi è infatti possibile raggiungere l’altro capo dello stretto in soli dieci minuti di auto o in poco più di mezz’ora se si opta per la ferrovia.

Il 1° luglio del 2000, al cospetto della regina di Danimarca Margherita II e del re svedese Carlo XVI Gustavo, si è tenuta la celebrativa inaugurazione. L’enorme struttura, realizzata in acciaio e cemento armato, si compone di un tratto con un’ampia autostrada a quattro corsie, sotto la quale scorrono due linee ferroviarie.

In corrispondenza dell’isola di Peberholm, costruita ad hoc per consentire il passaggio al centro dello stretto, il ponte si trasforma in un tunnel sott’acqua che riaffiora nei pressi dell’aeroporto Kastrup di Copenaghen.

Il più lungo ponte strallato d’Europa, adibito al traffico stradale e ferroviario, non è soltanto una grande opera ingegneristica, ma rappresenta anche il simbolo di una forte unione.

Una chirurgica operazione di assemblaggio

L’eccezionalità di questa immensa opera ingegneristica sta anche nella sua robustezza: il ponte di Øresund, infatti, è stato concepito per sopportare un carico senza precedenti per una costruzione di tipo strallato.

Non solo il tunnel Drogden, ma anche il ponte è in buona parte frutto di prefabbricazione: le otto travi portanti sono state trasportate fino a Malmö attraverso chiatte e successivamente assemblate sul posto.

Su ogni lato della campata centrale sono inoltre presenti travi prefabbricate in Spagna e trasportate, questa volta, mediante una gru galleggiante, costruita appositamente per assolvere a tale compito e denominata Svaven, termine che in svedese significa “cigno”.

Il ponte a tiranti è sostenuto da due torri gemelle situate a un’altezza di 204 metri sul livello del mare, il che lo rende la struttura in cemento più alta di tutta la Svezia. Infine, i suoi oltre centosessanta cavi seguono il classico andamento ad arpa.

Alla base dei lavori per il collegamento, c’è una grande opera di dragaggio per l’estrazione di una consistente quantità di materiale, estratto dal fondo del mare e utilizzato soprattutto per la costruzione dell’isola artificiale di Peberholm.

Questi passaggi sono la testimonianza di come l’opera sia stata il frutto di un’operazione chirurgica di assemblamento delle varie parti, che ha cambiato radicalmente la vita e il volto di due luoghi, dove fascino e innovazione si incontrano generando una perfetta armonia.

L’isola di Peberholm: da costruzione artificiale a riserva naturale

Un’infrastruttura lunga sedici chilometri

Complessivamente, la costruzione ha una lunghezza approssimativa di sedici chilometri: quasi otto chilometri del tracciato sono occupati dal ponte, mentre il tunnel subacqueo, collocato sul lato danese dello stretto, ha una lunghezza di quattro chilometri.

Grazie alla sua elevata estensione, il tunnel di Drogden è il più lungo al mondo. Con una profondità di undici metri e una larghezza di quarantasei, si compone di cinque gallerie parallele: due destinate alla ferrovia, altre due per l’autostrada e un’ultima per le emergenze.

In particolare, è formato da venti elementi prefabbricati e realizzati in cemento, ciascuno composto a sua volta da otto sezioni separate.

Peberholm, l’anello di congiunzione tra ponte e tunnel

L’isola artificiale, che copre un tratto della medesima distanza, è il luogo in cui il ponte e la galleria al coperto si fondono: la lingua di terra al centro dello stretto funge infatti da elemento di transizione, diventando l’anello di congiunzione tra le due sezioni.

L’avvio dei lavori da questo punto fu il frutto di una decisione strategica che rispondeva a precise esigenze progettuali. L’isola, infatti, fu la prima sezione ad essere realizzata quando nel 1995 vennero inaugurati i lavori.

In particolare, si partì dal collocamento di diverse tonnellate di roccia per tracciarne il perimetro mediante enormi massi estratti in Svezia. Successivamente, si effettuò il riempimento con circa due milioni di metri cubi di fondale marino.

A rendere ancora più incredibile la costruzione è il fatto che, con il tempo, l’isola plasmata dall’ingegno umano si sia trasformata in una vera e propria riserva naturale ospitante flora e fauna locali per un totale di oltre cinquecento specie che in questo luogo, simbolo di grande armonia tra uomo e natura, possono vivere indisturbate.

Un ponte senza precedenti costruito in 4 anni

Le stime suggeriscono che ogni anno il ponte sia attraversato da quasi 7 milioni di veicoli.

I lavori di costruzione del ponte sono entrati nel vivo nell’ottobre del 1995 e sono giunti a conclusione solo quattro anni più tardi. Il risultato è un’opera di straordinario valore, realizzata in tempi brevi e frutto di grande precisione, meticolosità e attenzione ai dettagli.

La spesa complessiva per la sua edificazione è stimata attorno ai 30 miliardi di corone danesi, una cifra corrispondente a circa quattro miliardi di euro.

Dietro tale opera inestimabile si nasconde l’ingegno di Georg K.S. Rotne, l’architetto danese responsabile del progetto, supportato da un team di ingegneri progettisti, tra i quali And Madsen, Jorgen Nissen, Jorgen Gimsing, Niels Gimsing e Klaus Falbe Hansen.

Le stime suggeriscono che ogni anno il ponte sia attraversato da quasi 7 milioni di veicoli, per lo più mezzi privati, che corrispondono a circa il 90% del totale.

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