azimut
La Mori Tower di Tokyo architettura antisismica che fa scuola nel mondo
È tra gli esempi innovativi dell’impiego delle più moderne tecnologie esistenti per rendere più sicuri gli edifici esposti al rischio di terremoti
Scritto da
EB
Pubblicato il
31/05/2026
Tempo di lettura
5'

In un’area ad elevato rischio sismico come il Giappone, l’attenzione verso le tecnologie di mitigazione sismica rappresenta uno degli elementi cardine delle politiche di sicurezza, tanto da rendere il Paese un punto di riferimento internazionale sul tema. Tra i più grandi progetti che si sviluppano lungo questa direttrice spicca il Roppongi Hills: uno dei complessi urbani più avanzati del Giappone, considerato il primo prototipo di smart city a Tokyo.
La Mori Tower, fulcro dell’esclusivo quartiere residenziale, è un grattacielo alto 238 metri e composto da 54 piani, oltre ai sei interrati, destinato a un uso misto. L’edificio, completato nel 2003 e intitolato al costruttore Minoru Mori, imprenditore immobiliare tra i più potenti e influenti del Giappone, è presto diventato non solo il cuore pulsante dell’intero quartiere, ma anche uno dei simboli della capitale giapponese.
La torre, infatti, svetta sul profilo della metropoli, contribuendo a ridefinirne lo skyline. L’attenzione al benessere dei residenti, l’abbondanza di spazi verdi, il rispetto dell’ambiente e la sensibilità rivolta al tema della sicurezza sono i fattori predominanti che gli hanno valso l’appellativo di “Artelligent City”. L’intero quartiere, ideato per limitare al massimo i consumi, è riuscito a raggiungere un risparmio energetico pari al 20%.
Tecnologie antisismiche e strategie per la riduzione dell’impatto ambientale
La Mori Tower è tra gli esempi innovativi dell’impiego delle più moderne tecnologie esistenti nel campo antisismico. Ben 192 ammortizzatori, denominati Green Mass Damper, sono stati installati nella torre per la loro capacità di assorbire il movimento causato dal vento o dalle scosse sismiche, trasferendolo a bracci meccanici idraulici riempiti con un fluido oleoso ad alta viscosità.
La torre poggia inoltre su speciali colonne, denominate CTF, costituite da tubi d’acciaio riempiti di calcestruzzo che, combinando in modo efficace le proprietà dei due materiali, garantiscono un’elevata resistenza alle deformazioni.
Infine, il verde pensile della torre non ha una funzione puramente decorativa, ma serve anche ad assorbire e ad attutire le oscillazioni mediante una sottile lamina in gomma che separa le due parti, quella verde e quella strutturale, alleviandone l’impatto.
Durante la costruzione della Mori Tower, particolare attenzione è stata riservata anche al contenimento dell’impatto ambientale, seguendo un approccio orientato alla sostenibilità. Il sistema di raffrescamento e riscaldamento dell’aria, ad esempio, utilizza una tecnologia di cogenerazione che combina energia elettrica e termica con il recupero del calore.
Nel seminterrato è inoltre presente un impianto di trattamento delle acque grigie, che permette di riutilizzarle, una volta purificate, per diversi servizi interni alla torre. Infine, sono presenti anche ampi bacini destinati alla raccolta e al recupero dell’acqua piovana, con l’obiettivo di ridurre il consumo idrico complessivo.
Struttura e organizzazione degli spazi interni
Gli interni ospitano, oltre a lussuose residenze e a hotel a cinque stelle, anche gli uffici di importanti società multinazionali, tra cui Google, Apple, Lenovo e Goldman Sachs. All’interno del complesso sono inoltre presenti spazi internazionali, svariati locali e un centro commerciale.
Non mancano una libreria e un club con accesso riservato ai soli soci, ma la principale attrazione si trova al 52esimo piano: un osservatorio panoramico da cui è possibile ammirare una vista spettacolare sull’intera città. Al piano superiore si trova invece il Mori Art Museum, un museo di arte contemporanea che ospita importanti opere di artisti giapponesi e internazionali.
Roppongi Hills: un quartiere artistico e innovativo
La Mori Tower è inserita in un contesto molto innovativo e stimolante, in un quartiere che abbraccia, oltre alla funzionalità, anche l’arte e l’estetica. Proprio in prossimità dell’ingresso alla torre è situata l’opera “Maman” di Louise Bourgeois, una scultura in bronzo e acciaio che raffigura un ragno gigante. Divenuta ben presto punto di ritrovo per abitanti e turisti, è spesso protagonista di scatti meravigliosi.
Curioso è il fatto che anche la collocazione della statua sia stata oggetto di un’attenta valutazione preventiva. Considerata l’elevata sismicità del Giappone, si è scelto infatti di non fissarla rigidamente al terreno, ma di appoggiarla semplicemente al suolo. In questo modo, la struttura è in grado di muoversi leggermente durante un terremoto, riducendo il rischio di danni strutturali.
Non mancano inoltre gli spazi verdi: il Mori Garden rappresenta un’oasi di tranquillità inattesa, con laghetti, piccole cascate e una vegetazione tipicamente giapponese, che contribuiscono a creare un’atmosfera suggestiva e rilassante.
Il rischio sismico in Giappone
Per meglio comprendere l’importanza di simili progetti per un territorio come quello giapponese, è utile guardare ai numeri. Si stima che in Giappone si verifichino circa 5mila terremoti ogni anno, di cui quasi novecento con magnitudo compresa tra 4,0 e 4,9.
Nel corso della storia del Paese si sono verificati sismi con una magnitudo pari o superiore a 7.0 che hanno generato una profonda devastazione. Tra i più noti ricordiamo il grande terremoto del Kanto del 1923, con oltre 100mila vittime, quello di Kobe del 1995, che causò la morte di oltre 4.500 abitanti, e quello più recente del Tohoku, avvenuto nel 2011, con una magnitudo di 9,1, oggi considerato il più forte terremoto mai registrato in Giappone.
L’elevata sismicità del Giappone è dovuta a diversi fattori, primo fra tutti la sua posizione geografica. Il Paese si estende infatti lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, una vasta area caratterizzata dalla presenza di numerosi vulcani attivi e da un’intensa attività sismica.
È inoltre situato al di sopra di quattro placche tettoniche che, scorrendo l’una contro l’altra, generano con frequenza terremoti. Un ulteriore elemento è rappresentato dalla Fossa del Giappone, una profonda depressione oceanica associata a un’intensa attività geologica per la presenza al suo interno di numerosi vulcani attivi.
Proprio i fenomeni che interessano quest’area sono ritenuti responsabili di alcune delle catastrofi naturali più gravi che hanno colpito il Paese, tra cui il terremoto e lo tsunami del Tohoku del marzo 2011. • EB
Tag collegati:
Altri articoli

Il costo delle calamità: 358 miliardi in 80 anni
l’inchiesta: prevenire è meglio che curare

Dissesto idrogeologico: un piano strutturale di manutenzione per il territorio
l’inchiesta: prevenire è meglio che curare

Intervista a Nello Musumeci – “L’Italia Paese fragile: prioritario completare i cantieri già partiti”
l’inchiesta: prevenire è meglio che curare



