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La Grande Muraglia Cinese

Il “drago di pietra” costruito in oltre millecinquecento anni di storia

Scritto da

EB

Pubblicato il

19/08/2025

Tempo di lettura

5'

Considerata una delle sette meraviglie del mondo moderno, la Grande Muraglia Cinese è una lunga serie di mura che domina la parte settentrionale della Cina. Dichiarata patrimonio dell’Umanità nel 1987, è stata costruita principalmente come forma di difesa dalle incursioni dei gruppi nomadi. A rendere quest’opera di grande ingegno umano ancora più unica, sono i suoi lunghissimi tempi di costruzione. Non è infatti possibile attribuire la realizzazione dell’opera a un solo sovrano o a una sola dinastia, ma questa deve essere interpretata come il frutto di un lavoro congiunto realizzato in oltre 1.500 anni di storia. Stando alle fonti più attendibili, infatti, la data simbolica dell’inizio dei lavori viene fatta risalire al 215 a.C. circa. Parliamo di una data indicativa in quanto, al momento della messa in opera, esistevano già alcuni tratti della fortificazione volti a proteggere gli abitanti dalle invasioni straniere e da quelle degli altri regni, che vennero collegati tra loro per volere dell’imperatore Qin Shi Huang. Nonostante buona parte delle mura preesistenti venne distrutte dopo l’unificazione dell’impero cinese, avvenuta nel 221 a.C., per favorire il commercio interno, al fine di proteggere la popolazione da forze nemiche, si optò per l’integrità di quelle situate al confine settentrionale, che furono addirittura rinforzate e meglio collegate. Il preziosissimo lavoro ad opera della dinastia Qin, però, fu molto breve: il tentativo di collegamento delle varie sezioni durò solo quindici anni, fino a quando la dinastia cadde, nel 207 a.C., e la Muraglia venne abbandonata a sé stessa, finendo in rovina.

Le dinastie che si susseguirono negli anni a venire intervennero sulla costruzione con una serie di opere di rinforzo strutturale, soprattutto sulle parti della Muraglia più soggette alle incursioni nemiche. I tratti più conosciuti sono senza dubbio quelli situati nella regione di Pechino e realizzati durante la dinastia Ming la quale, potendo avvalersi di nuovi materiali e tecniche di costruzione più moderne, fu in grado di preservarli meglio nel corso del tempo, tanto da accogliere in visita, ancora oggi, un numero elevatissimo di turisti provenienti da tutto il mondo. Fu proprio in questo intervallo temporale, infatti, che la minaccia rappresentata dall’invasione dei mongoli si fece più forte e concreta, al punto da rendere necessario il rafforzamento e l’ampliamento della fortificazione. Il consolidamento, avvenuto con mattoni e pietra, vide anche la realizzazione di elementi difensivi come torri di guardia, bastioni e sistemi di accesso fortificati. Fu questa serie di interventi a trasformare la costruzione da pura barriera difensiva a importante sistema di comunicazione e sorveglianza del territorio.

Dai mattoni alla pietra: i diversi materiali utilizzati per la costruzione

Un ulteriore aspetto che rende davvero eccezionale questa edificazione in muratura è la combinazione dei materiali impiegati per la sua costruzione. Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, la Grande Muraglia Cinese non è stata interamente realizzata con lo stesso materiale. La motivazione di procedere con componenti diverse è riconducibile principalmente a una ragione pratica legata alle condizioni del territorio: è sulla base della disponibilità di materie prime delle varie regioni cinesi lungo cui si sviluppa la Grande Muraglia che sono stati scelti gli elementi costruttivi da sfruttare.

Prima che si optasse per l’uso dei mattoni, si ricorreva a terra battuta, assi e legno. Fu solo durante la dinastia Ming che avvenne il passaggio definitivo ai mattoni, in grado di garantire un’accelerazione delle fasi del lavoro grazie alla loro maggiore facilità di trasporto. Se i mattoni erano meno complicati da trasportare, però, la pietra presentava il vantaggio di sopportare con più facilità il peso, tanto da essere scelta per la realizzazione delle fondamenta e dei passaggi interni.

Un unicum di lunghezza: pari a 16 volte l’Italia

Come è possibile immaginare dalla maestosità dell’opera, la costruzione della Grande Muraglia Cinese fu un’impresa epica che vide al lavoro milioni di lavoratori. Per la sua realizzazione, infatti, vennero convocati soldati, prigionieri, contadini e diverse reclute forzate.

Abbiamo ormai capito che la Grande Muraglia Cinese non può essere intesa come un’intera e unica costruzione, ma come un complesso di sezioni indipendenti tra loro. Proprio per questa motivazione, è ancora oggi impossibile determinare con certezza la sua lunghezza complessiva. Secondo uno degli studi più attendibili in materia, condotto dall’Amministrazione Statale del Patrimonio Culturale della Cina nel 2012, è emerso che la Grande Muraglia Cinese ha un’estensione totale di circa 21.196 chilometri (comprensiva anche delle varie ramificazioni e sezioni), con un’altezza media di 8.5 metri.

Quest’opera maestosa rappresenta ancora oggi una delle costruzioni testimoni del grande ingegno umano, esempio di come gli uomini abbiano saputo disegnare il paesaggio sulla base delle proprie necessità.

Il suo ruolo: da roccaforte difensiva a dimostrazione del potere imperiale

Si tende erroneamente ad attribuire a questa costruzione una funzione esclusivamente militare. È corretto ritenere sia nata principalmente per questo scopo, riuscendo però nel tempo ad evolversi e ad assolvere a funzioni differenti sulla base dei vari contesti storici. Ideata principalmente per proteggere i territori agricoli dalle incursioni degli invasori provenienti da Nord, la costruzione permetteva l’avvistamento del nemico, dando la possibilità di organizzare in tempo eventuali contrattacchi. Ben presto l’imponente struttura acquisì anche un’importante valenza commerciale: oltre a garantire un maggiore controllo sulle attività mercantili, si introdussero tasse e dazi doganali. L’opera rivestì anche un notevole valore comunicativo, in quanto semplificava la trasmissione di messaggi attraverso segnali di fumo o fuoco. Ovviamente, anche la funzione di dimostrazione del potere non è da sottovalutare. Una costruzione di tale portata contribuiva, infatti, a rappresentare la forza del governo dando l’immagine della grandezza e della potenza imperiale.

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