la nostra storia

Guardare in prospettiva per affrontare il presente e immaginare il futuro

2022-2026

Scritto da

Federica Brancaccio

Pubblicato il

04/06/2026

Tempo di lettura

4'

La mia Presidenza è iniziata con un mare in tempesta. Tra gli strascichi finali della pandemia, la fretta di far ripartire il settore e nuove elezioni politiche.

Poche settimane dopo l’insediamento, il Governo Meloni, preoccupato per l’andamento fuori controllo della spesa pubblica, dichiara guerra al Superbonus. Gli incentivi vengono repentinamente e drasticamente ridimensionati e inizia una campagna mediatica che mette alla gogna chiunque li avesse sostenuti.

Per le nostre imprese, ma anche per tanti cittadini rimasti nel guado, inizia un momento difficile, a tratti drammatico, nel quale cerchiamo di mantenere i nervi saldi e la barra dritta, ricordando che noi, per primi e inascoltati, già in tempi non sospetti, avevamo chiesto di limitare l’utilizzo di quegli ingenti fondi pubblici solo a operatori e imprese qualificate.

In quelle ore, ragionare in modo sereno e analizzare concretamente i costi e benefici di misure approvate da più Governi non era possibile. Ci siamo quindi appellati al grande senso di responsabilità che da sempre ci contraddistingue e abbiamo optato per una strategia di dialogo e di inclusione, cercando alleanze e costruendo percorsi comuni.

Convinti che perseguire il bene comune, facendo crescere l’economia e le imprese, non fosse una chimera da idealisti, ma una prospettiva possibile da costruire con costanza e grande impegno.

Ed è quello che, insieme a tanti colleghi e collaboratori appassionati, abbiamo cercato di fare in questi anni difficili segnati da tante, troppe tragedie e da continue tensioni internazionali che rendono sempre più incerte le prospettive future.

Le 14 tappe di Città in scena su tutto il territorio, rese possibili grazie alla nostra straordinaria rete associativa, e la grande Conferenza internazionale Città nel futuro 2030-2050, con i big della politica e delle istituzioni, aperta dal Presidente della Camera lo scorso ottobre a Roma, ne sono un valido esempio.

Così come le tante occasioni di riflessione con i protagonisti del mondo istituzionale, politico ed economico che abbiamo promosso presso la nostra sede e non solo, su tanti temi di interesse per l’economia e la società, necessari alcune volte anche per affrontare emergenze e contrastare azioni non in linea con le esigenze delle imprese.

E poi le grandi avventure della filiera riunita in modo unitario sotto Fondamentale.

Non posso non essere orgogliosa di un’operazione di grande lungimiranza e visione di tutti i partner delle undici sigle, sia datoriali che sindacali, che insieme ai nostri enti bilaterali hanno creduto in un progetto ambizioso nato dalla necessità di raccontare a tutti il valore, la storia e il futuro del nostro lavoro.

Un messaggio forte che siamo riusciti a trasmettere grazie al cortometraggio, visto in tv da 15 milioni di persone, realizzato da Luca Zingaretti, icona del cinema e della fiction italiana di qualità, che ha scelto di mettere la faccia sul nostro settore ricordando quanto di bello ha fatto nei secoli e quanto potrà fare per il nostro Paese.

Con questa consapevolezza e forti della grande attenzione suscitata anche da parte di molte istituzioni che hanno plaudito all’operazione, ci siamo lanciati poi in un’altra importante iniziativa, sostenendo il progetto speciale Construction Futures all’interno della Biennale di Venezia.

Un’edizione da record grazie al suo curatore visionario, Carlo Ratti, che ci ha voluti fortemente coinvolgere e che ringrazio ancora per i mesi intensi di lavoro e per gli incredibili stimoli che ci ha dato per affrontare importanti sfide future.

Ci ha emozionato vedere centinaia di giovani delle scuole edili, tanti amici, colleghi emozionarsi di fronte a progetti innovativi per ripensare il nostro modo di abitare e vivere le città con il coinvolgimento delle nuove tecnologie e della robotica.

Emozione che ha colto di sorpresa anche le istituzioni, i ministri, come Matteo Salvini, che sono venuti a vedere con i propri occhi cosa ci prospetta il domani.

Un’emozione forte mi ha accompagnato anche nei tanti incontri sul territorio, nelle assemblee delle grandi e piccole sedi. Nelle riunioni di lavoro, quelle concitate e anche quelle più conviviali.

Di ognuno di questi momenti mi porto un ricordo indelebile fatto di esperienze, affetto, amicizie e di confronti utili a capire che spesso non c’è una soluzione unica da percorrere e che nella condivisione si trova la strada migliore.

Confronto, discussione, analisi e proposte. Non sono mai mancati grazie alla grande professionalità della struttura Ance: non si contano i documenti, i pareri, le audizioni e le note tecniche che sono stati sfornati in tutti questi 1460 giorni convulsi e in tutte le volte che abbiamo avuto l’occasione di esporre le nostre idee e di confrontarle in pubblico o in incontri privati.

Le questioni che abbiamo cercato di affrontare sono tante e tutte di grande rilievo: emergenza abitativa, adattamento climatico, trasparenza e concorrenza nelle opere pubbliche, qualità e sicurezza del lavoro, difesa delle tutele contrattuali per i lavoratori, innovazione dei processi e studio delle nuove tecnologie.

E poi la grande sfida del Pnrr, che abbiamo raccolto e nella quale abbiamo creduto fino in fondo, nonostante i venti di scetticismo.

Questioni primarie per il nostro futuro, non solo opportunità di lavoro. Ed è in questo connubio virtuoso di interessi pubblici e privati, capaci di convergere su obiettivi comuni nell’interesse della collettività, che si esalta per me il senso stesso dell’Associazione.

Quella in cui credo e continuerò a credere sempre con passione e convinzione.

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