la nostra storia

La passione e l’ottimismo della ragione i miei quattro anni di montagne russe

2017-2022

Scritto da

Gabriele Buia

Pubblicato il

04/06/2026

Tempo di lettura

5'

“`html

Frequento questa Associazione da quasi 30 anni e da altrettanti indosso la spilletta Ance sul bavero della giacca. Un’identità che non ho mai rinnegato anche quando ho rivestito altri ruoli.

Tutti sanno che per me l’Ance è casa, un modo unico di fare associazione: passione e concretezza.

La prima volta da Presidente era stata amara. Per senso di responsabilità mi ero reso disponibile come vicario a prendere in mano il timone dell’Associazione rimasta orfana di uno dei presidenti più rappresentativi della sua storia: Claudio De Albertis, scomparso prematuramente nel dicembre del 2016.

Invece di aspettare la conclusione del mandato avevo comunque preferito chiamare gli associati al voto e così nel 2017 sono stato eletto Presidente, le prime elezioni con un mandato secco di quattro anni.

Anni di crisi, di maggioranze politiche instabili, quattro ministri dei lavori pubblici in quattro anni, un Paese immobile, incapace di crescere, reduce da terribili eventi calamitosi come il terremoto del Centro Italia del 2016 e ferito da sciagure come il crollo del Ponte Morandi, che aveva messo in mostra, ancora una volta, la nostra incredibile fragilità.

Arrendersi mai. Abbiamo allora provato a reagire. Nel farlo abbiamo dichiarato guerra alla burocrazia, il potere occulto senza nome capace di frenare ogni processo decisionale e impedire al nostro Paese di spendere le risorse necessarie per crescere e fare cose utili per tutti i cittadini.

Un paradosso ancora più inaccettabile per un territorio, come il nostro, bisognoso di manutenzione e di tanti lavori piccoli e grandi capaci di mettere in moto il settore dell’edilizia, eccezionale volano per l’economia.

Di qui la decisione di passare all’azione e di scegliere forme di mobilitazione mai sperimentate prima dalla nostra Associazione, come la campagna Sbloccacantieri e, l’anno dopo, quella di Bloccadegrado.

In pochi mesi le iniziative si sono diffuse in modo capillare su tutto il territorio, grazie anche al grande impegno del sistema associativo, e poco dopo il Governo ha deciso di adottare un provvedimento che, guarda caso, prenderà proprio il nome di decreto Sblocca Cantieri, introducendo alcune prime semplificazioni procedurali che suggerivamo da tempo.

Mentre ci apprestavamo a registrare qualche primo spiraglio di ripresa, il mondo si è fermato per la pandemia.

Ripensarci oggi sembra impossibile: paura, incredulità, necessità di prendere in breve tempo decisioni difficili e mai sperimentate prima. Ma ancora una volta abbiamo scelto di non farci immobilizzare dalla paura e di reagire.

Grazie anche al sacrificio di tanti nostri collaboratori, l’Ance non si è mai fermata neanche durante i primi mesi di lockdown assoluto, quando solo i servizi essenziali rimanevano attivi.

I nostri uffici, seppur con tutte le precauzioni e le misure di sicurezza necessarie, sono rimasti sempre aperti, i centralini operativi come presidio a supporto di tante imprese e anche cittadini in difficoltà.

Sono stati anni durissimi, in cui siamo stati chiamati a svolgere un ruolo determinante per la ripresa del nostro Paese.

Il Piano di ripresa e resilienza varato dall’Italia ha sancito in modo chiaro questa forza del nostro settore come traino per la ripresa economica e sociale, tant’è che il 50% delle risorse complessive hanno impattato sul nostro settore.

Un risultato importante che ci ha visto tornare ancora una volta protagonisti della ripresa. Come nel Dopoguerra, quando il Paese chiama, l’edilizia c’è.

Ma per far atterrare le risorse e per trasformare i progetti in cantieri la strada non è stata facile.

Seppur spesso in condizioni estreme e grazie anche a una squadra di ragazze e ragazzi dell’Ance davvero straordinaria, con la quale ho condiviso questo emozionante percorso, siamo comunque riusciti a ottenere risultati importanti per le nostre imprese.

I decreti aiuti, i prezzari straordinari, l’anticipazione, i bonus edilizi, i fondi europei per l’avvio di un polo di innovazione digitale dedicato al settore, solo per citarne alcuni.

Sono state leve fondamentali per la ripresa non solo del nostro settore ma di tutto il Paese, che, grazie anche ai primi passi del Pnrr nel 2021 e alla ripresa dei lavori pubblici, ha avuto ritmi di crescita più alti di tutta Europa.

Certo, col senno di poi, se ci avessero dato ascolto quando chiedevamo di limitare a operatori qualificati l’utilizzo dei fondi pubblici, una decisione forte, storica anche per la nostra Associazione, tante frodi si sarebbero potute evitare e la spesa si sarebbe potuta tenere sotto controllo.

Ma è indubbio che senza questi provvedimenti l’Italia non avrebbe avuto i ritmi di crescita dell’11% del Pil nel biennio 2021-2022.

C’è poi un altro tema strategico che mi stava particolarmente a cuore per il futuro: le città.

Il tema “rigenerazione urbana” era già da anni al centro di convegni, seminari e dibattiti, senza riuscire a fare un passo in avanti nella realizzazione di norme e strumenti capaci di promuoverlo in modo concreto.

Abbiamo costituito un Comitato tecnico scientifico composto da chi, per competenza e statura intellettuale e professionale, avesse maturato ragionamenti e idee efficaci e abbiamo dialogato su questi temi per tutto un anno.

Il risultato di questo lavoro lo abbiamo presentato a Parma a maggio del 2022 in una due giorni che mi ha riempito di orgoglio per il livello e la qualità dei ragionamenti e delle proposte che sono stati raccolti nelle pagine del decalogo per la rigenerazione urbana.

Spero sia servito a tracciare la strada da seguire per la trasformazione dei nostri centri urbani.

Siamo ancora lontani, purtroppo, dal raggiungere tutti i traguardi che ci siamo prefissati. Ma finché ad animarci saranno la passione e gli ideali che ci contraddistinguono, sono certo che tanti altri risultati non tarderanno ad arrivare nell’interesse delle nostre imprese e di tutta la collettività.

Viva Ance.

“`

Articoli correlati

  • interviste

    Le videointerviste per lo Speciale Ance 80

    Leggi articolo

  • mondo ance

    Gli ottant’anni di Ance, un numero speciale per celebrare il ruolo dei costruttori

    Leggi articolo

  • la nostra storia

    Così abbiamo superato la grande crisi degli anni Novanta

    Leggi articolo

  • la nostra storia

    L’industria delle costruzioni strumento della modernizzazione del Paese

    Leggi articolo

  • la nostra storia

    Ance motore della crescita nel rispetto della legalità e dei diritti

    Leggi articolo

  • la nostra storia

    Guardare in prospettiva per affrontare il presente e immaginare il futuro

    Leggi articolo

Condividi

Resta al passo
grazie ai contenuti di ANCEmag

Iscriviti Ora

Dai visibilità alla tua azienda
Richiedi informazioni

Altri articoli

  • Le videointerviste per lo Speciale Ance 80

    interviste

  • Gli ottant’anni di Ance, un numero speciale per celebrare il ruolo dei costruttori

    mondo ance

  • Il posto delle costruzioni nella Costituzione

    analisi