la recensione
Costruttori, una guida per il futuro prossimo venturo
Nel testo, con prefazione di Maria Chiara Voci, le parole per costruire un presente affamato di possibilità

Scritto da
Adriano Baffelli
Pubblicato il
19/10/2025
Tempo di lettura
3'

Sono contento di aver arricchito le mie mediterranee vacanze con la lettura del saggio “Il filo a piombo del XXI secolo” di Fabio Millevoi, uscito per i tipi di Graphe.it, edizioni di Perugia, agile libro che vi consiglio. L’autore, direttore di Ance Friuli-Venezia Giulia, futurista e docente a contratto in Futures studies e Sistemi anticipanti, presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste, co-founder dell’Associazione futuristi italiani e di “Noi di Spoiler”, nonché vicepresidente di In/Arch Triveneto, ci offre un concentrato di riflessioni pratiche sull’incertezza del presente, declinato attraverso un linguaggio agile, a tratti ironico e, soprattutto, operativo. La metafora del filo a piombo, fonte di verticale stabilità, si fa simbolo di guida in un’era frammentata.
Già dalla prefazione di Maria Chiara Voci emergono i tratti di una vera e propria “rivoluzione nella filiera delle costruzioni”, che parte da un cambiamento culturale quotidiano e non da astratte dichiarazioni d’intenti. Millevoi costruisce un alfabeto contemporaneo composto da dieci parole-valori, riprese nella pagina che segue. Tra queste, la complicità emerge come “malta relazionale” indispensabile per tenere insieme il progetto di un fare comune e coeso. È nel contrasto tra l’abitudine al lamento e la tensione verso il gesto concreto che il libro rinnova il paradigma della responsabilità: “Il lamento è umano, ma agire è trasformativo”, ammonisce Millevoi.
Il lettore non rimane spettatore: tra stimoli narrativi, domande provocatorie come “E se le città avessero una scadenza?”, e il gioco “Filo 2035”, l’invito è quello di praticare il futuro, non predirlo. Nelle pagine dedicate all’approfondimento del concetto di ridurre, con riferimento al trasformare il bisogno di meno nella capacità di creare meglio, l’autore dialoga con Silvia Ricci, vicepresidente di Ance con delega alla Transizione ecologica. Ricci, rispondendo alla domanda su come orientarsi in un questo paesaggio disseminato di insidie, evidenzia come in un mondo di consumi eccessivi l’economia circolare, nonostante le difficoltà, non sia un ideale ma un cambio di prospettiva che costringe a innovare, a sperimentare e a ridefinire il modello di business. Così, le aziende che abbracciano la “riduzione” come principio guida non stanno solo adattandosi all’economia circolare ma stanno, altresì, integrando pienamente la logica Esg.
Sono molte le riflessioni offerte da Fabio Millevoi a quanti intendono comprendere quali strade gli operatori edili debbano seguire per valorizzare il cospicuo patrimonio di esperienze maturate con la capacità di intraprendere strade nuove. Scrive il futurista triestino a proposito dei vecchi modelli operativi, che si rivelano inadeguati per affrontare la complessità e l’incertezza di un mondo in costante trasformazione: “È arrivato il momento di scrivere un nuovo libretto di istruzioni, capace di guidare i costruttori in un’epoca che richiede metodi freschi, adattivi e innovativi”.
In tale spazio di approfondimento delle interessanti riflessioni su presente e futuro del costruito, Millevoi richiama i contributi di un altro vicepresidente Ance, con delega per Tecnologia e Innovazione, Massimo Angelo Deldossi, che esorta con convinzione le imprese a un cambio di paradigma in tema di edilizia e intelligenza artificiale. Un libro da leggere con la volontà di applicare, dopo le opportune riflessioni che le intense pagine favoriscono, le innovative indicazioni dell’autore, capace di proporre una cassetta di attrezzi concettuali: intelligenza emotiva, complicità, consapevolezza, gioco, responsabilità. Nel suo saggio, Millevoi ci invita a smettere di lamentarci del presente e a iniziare a costruire il domani, rendendolo una sorta di pratico e utile manifesto di azione, condiviso da chi costruisce veramente, dall’imprenditore al manager, dalle figure dell’associazione di settore a quelle che operano in cantiere.
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