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Il nostro territorio è una risorsa inestimabile: prendiamocene cura
Scritto da
Federica Brancaccio
Pubblicato il
31/05/2026
Tempo di lettura
2'

Cinquant’anni sono passati da quel terribile 6 maggio del 1976 quando la terra tremò, sconvolgendo un territorio e spazzando via la vita e i ricordi di centinaia di persone. Una tragedia che ci colpì tutti come Paese, ma dalla quale grazie soprattutto all’impegno e alla grande forza di un popolo ci si è rialzati e si è tornati a guardare al futuro con grande forza e visione. Questo numero di AnceMag non poteva quindi che trarre ispirazione da quella drammatica esperienza che purtroppo in modi, tempi e luoghi diversi abbiamo dovuto rivivere più volte. Le analisi, i dati e le testimonianze che qui riportiamo grazie anche alla forza e alla lungimiranza del nostro sistema associativo sono un bagaglio importante del quale non possiamo che fare tesoro.
Il nostro territorio è una risorsa inestimabile di culture, professionalità ed eccellenze che ci rendono unici nel mondo. Ma anche molto fragile e bisognoso di cure. Non siamo secondi a nessuno in quanto a capacità di riparare i danni subiti e a rimboccarci le maniche per ripartire. A queste straordinarie qualità dobbiamo però saper affiancare anche la capacità di programmare e pianificare interventi di prevenzione e di messa in sicurezza del nostro territorio. In questa direzione abbiamo ancora tanto lavoro da fare.
Le informazioni che abbiamo e che e Mauro Grassi analizzano e che ringrazio vivamente per il grande lavoro svolto che traspare anche nell’ultimo volume –Fuori dalle emergenze– da loro realizzato e di cui trattiamo anche su queste pagine, devono potersi tradurre in politiche attive e in comportamenti virtuosi da parte dell’intero sistema Paese. Come Ance ripetiamo da anni, non c’è infrastruttura più importante che quella della manutenzione del nostro territorio.
La nostra filiera è ricca di eccellenze, professionalità e tecnologie all’avanguardia che possono aiutarci a ridurre i rischi derivanti dalle calamità naturali non solo di natura sismica, ma anche idrogeologica. Ma per metterle in moto occorrono strumenti e risorse adeguate, come è emerso chiaramente nel corso dell’evento che come Ance abbiamo organizzato il 15 aprile al quale hanno preso parte i massimi rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e della società civile che insieme a noi stanno animando il grande progetto di “Città nel futuro 2030-2050”.
Poche righe non bastano per ringraziare tutti coloro che insieme a noi stanno promuovendo e provando a diffondere la cultura della prevenzione e dell’adattamento. Una grande squadra di cui Ance si onora di fare parte, che speriamo possa contribuire a scrivere una nuova pagina della nostra storia.
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