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Dissesto: gli enormi costi del mancato intervento pur conoscendo la fragilità del Paese

Scritto da

Adriano Baffelli

Pubblicato il

31/05/2026

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2'

AnceMag si rinnova nel segno di un settore sempre più strategico

Il dissesto idrogeologico è uno dei problemi strutturali più gravi del territorio italiano. Non si tratta di emergenze occasionali, ma di una condizione cronica che accompagna la storia del paese da decenni. Frane, alluvioni, smottamenti e colate di fango si ripetono con regolarità quasi annuale, trasformando piogge intense, eventi naturali, in disastri annunciati. Il risultato è un paradosso italiano: conosciamo perfettamente la fragilità del territorio, ma continuiamo a intervenire più dopo le tragedie che prima che accadano.

Per sensibilizzare sul tema abbiamo deciso di dedicargli particolare attenzione in questo numero di AnceMag, grazie anche all’inchiesta “Italia, oltre il dissesto”. La rivista dei costruttori offre un significativo spazio al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. Devastante evento naturale, dal quale la comunità locale seppe trarre forza per ridisegnare con coraggio il proprio futuro, così come i protagonisti della filiera del costruito, insieme alle istituzioni nazionali e locali – doveroso ricordare la tenace opera del ministro Giuseppe Zamberletti, Commissario straordinario del dopo sisma e “padre” della Protezione Civile italiana e il ruolo della Regione a Statuto Speciale del Friuli-Venezia Giulia – ricavarono utili insegnamenti, che contribuirono a dar vita al “Modello Friuli”, ancor oggi studiato e replicato anche all’estero.

Pagine dedicate, quindi, a quello che possiamo definire un paese strutturalmente fragile, qual è la nostra cara Italia. I dati ufficiali delineano un quadro inequivocabile. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), il 94,5% dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico, tra frane, alluvioni, valanghe ed erosione costiera. In termini assoluti significa 7.462 comuni su 7.896. L’ultima plastica e tragica rappresentazione di questa fragilità è legata all’incredibile smottamento di Niscemi, in Sicilia. L’elenco dei disastri naturali è, però, infinito. L’unica soluzione rimane nel modificare il paradosso italiano, non fermandosi alla conoscenza del fenomeno ma intervenendo con programmazione ed efficacia.

Finis coronat opus

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