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Le grandi opere pubbliche laboratorio della crescita
Scritto da
Massimo Locci
Pubblicato il
05/07/2026
Tempo di lettura
4'
Le grandi opere rappresentano un tassello fondamentale della crescita di una nazione e dell’immagine internazionale. Tra queste ricoprono un ruolo di primo piano le infrastrutture, sia per la valenza ingegneristica, che presuppone una equivalente organizzazione imprenditoriale, sia per la qualità espressiva e, quindi, architettonica. Strade, autostrade, ponti, ferrovie, aeroporti costituiscono uno dei capitali sociali.
Il nostro boom economico è stato sostenuto proprio da una fase di grandi opere pubbliche, che è coincisa con l’inaugurazione dell’Autostrada del Sole, le attrezzature per le Olimpiadi di Roma, le grandi strutture espositive per il Centenario dell’Unità d’Italia, il Traforo del Monte Bianco. In quella stessa fase si sperimentano nuovi materiali, nuove tecniche e modalità produttive. Si afferma in quegli anni una cultura condivisa del costruire cui partecipano in uguale misura progettisti, imprese e industrie di componenti edilizie.
“Il dato costruttivo e strutturale- afferma Sergio Poretti- è elemento pregnante nella genesi del progetto non solo per ingegneri quali Nervi o Morandi, ma anche per architetti come Gardella, Libera o Castiglioni…”. Non a caso a Morandi e a Nervi fu assegnata la prestigiosa Medaglia d’oro dall’Ordine degli Ingegneri del Regno Unito, unici italiani ad averla ottenuta.
Tra le opere strutturali più rilevanti di questo dopoguerra proprio il Viadotto Polcevera a Genova (1959-‘67) realizzato da Morandi, tristemente noto per il crollo del 2018, ma che rappresenta un prodotto di alta cultura tecnica. Caratterizzato da pochi ed essenziali elementi strutturali, lo sperimentale ponte fu concepito agli albori del cemento armato precompresso e rappresentava un’infrastruttura importantissima in termini viabilistici, alla quale è mancata la basilare manutenzione e una protezione dall’aggressivo contesto ambientale e dal vertiginoso aumento del traffico.
Per risolvere le medesime problematiche sull’Autostrada del sole si è stati più previdenti, realizzando (2004) la Variante di valico che ha consentito, nel tratto appenninico, di dimezzare il traffico sul tracciato storico e di salvaguardare anche le opere di ingegneria degli anni ’60, come l’ardito viadotto ad arco sul torrente Aglio.
Il ponte più sperimentale degli anni ’70 è quello realizzato sul Basento a Potenza da Sergio Musmeci, capolavoro concepito come una tensostruttura a doppia curvatura equitesa: una sottile membrana in c.a. conformata plasticamente per sostenere l’impalcato viabile e per consentire un percorso pedonale nel piano sottostante.
Fra i sistemi ferroviari è rilevante la direttissima Roma-Firenze, realizzata in tempi brevissimi nel 1977, che si può considerare la prima linea veloce realizzata in Europa: consentiva di percorrere la tratta in un’ora e mezza con i locomotori di allora.
Infrastrutture significative per la vita dei cittadini, gli acquedotti sono da sempre grandi opere d’ingegno. Quello sotterraneo del Peschiera (1980) è uno dei più grandi e lunghi al mondo (14 metri cubi al secondo e quasi 130 km). Un’opera grandiosa che non ha rilevanza architettonica ma presenta importanti soluzioni tecniche e costruttive.
Importanti sono state le opere pubbliche per i grandi eventi, come le Olimpiadi, i Campionati mondiali di calcio, i Giubilei. Tra quelle per la XVII Olimpiade si segnala l’elegante Palazzetto dello sport di Nervi e Vitellozzi (1956-’58), che può considerarsi un prototipo di struttura sportiva al coperto di media grandezza (luci di 78 metri) e a basso costo. L’immagine complessiva è particolarmente convincente per le eleganti soluzioni di dettaglio e il disegno plastico degli elementi portanti, pensati come cavalletti a y che sorreggono la prefabbricata cupola nervata.
Nello stesso periodo con l’edificio di testa si completa la Stazione Termini, iniziata da Angiolo Mazzoni (1938) e completata (1956) dai gruppi coordinati da Eugenio Montuori e Annibale Vitellozzi. La sinuosa copertura (luce libera di 53 metri) crea una piazza urbana in dialogo con le mura serviane e le Terme di Diocleziano.
Contemporaneamente si realizza il nuovo aeroporto Leonardo da Vinci a Fiumicino, opera strategica del sistema aeroportuale internazionale.
Con le Olimpiadi del 2006 Torino ha avviato un processo di rigenerazione integrale, iniziato con l’interramento della linea ferroviaria e la riconversione di molte aree produttive dismesse. In particolare il villaggio olimpico ha offerto l’occasione di riqualificare gli ex mercati generali e di connetterli, con un ponte e un iconico arco rosso, al complesso monumentale della Fiat Lingotto, ristrutturato da Renzo Piano (1985).
Spesso sono grandi opere anche gli edifici per la fede. Tra le opere di architettura sacra si segnalano la Chiesa sull’autostrada di Giovanni Michelucci (1964), pensata come una membrana in calcestruzzo sospesa a cavalletti e puntelli ramificati, e la chiesa del Giubileo del 2000 di Richard Meier. Realizzata con calcestruzzo bianco catalitico ad alta fluidità, riprende l’idea classica di spazio che si espande, gonfiando le pareti esterne come vele.
Opera di rilievo è anche la Moschea di Roma, la più grande del mondo non islamico. Completata da Portoghesi e Mousawi nel ’91, fonde simbolicamente etimi delle due culture: archi, trame curvilinee concentriche, cupole a gradoni, occidente e oriente a confronto.
Massimo Locci – Vice Presidente IN/Arch
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