incipit
Ripensare il centro urbano come organismo vivo e attento alla cultura

Scritto da
Adriano Baffelli
Pubblicato il
28/12/2025
Tempo di lettura
2'

Grazie alla vivace iniziativa Città nel Futuro, ospitata dal Maxxi di Roma, i temi dell’adattamento climatico, dell’emergenza abitativa e della sostenibilità urbana si intrecciano in una riflessione comune: ripensare la città come organismo vivo, capace di reagire, accogliere e rigenerare.
L’adattamento climatico, oggi, non è più solo una questione ambientale ma anche sociale: gli eventi estremi, le isole di calore, la scarsità d’acqua ridefiniscono le priorità dell’abitare. L’emergenza casa, in tale contesto, non è soltanto mancanza di alloggi ma perdita di sicurezza, di accesso, di prossimità.
Serve allora una città sociale, che ricostruisca legami e mutualità, dove lo spazio pubblico torni a essere infrastruttura di comunità. Le infrastrutture, infatti, non sono solo reti materiali ma dispositivi civici che connettono persone e risorse: mobilità sostenibile, verde urbano, energia condivisa, dati aperti.
Dalla città indifesa, esposta alle vulnerabilità climatiche e sociali, occorre passare alla città spugna, capace di assorbire le piogge come le differenze, di trattenere e restituire valore, trasformando l’acqua da minaccia a risorsa e la fragilità in occasione di progetto.
Le città sostenibili non nascono da modelli astratti ma da pratiche quotidiane: riuso del costruito, mix funzionale, economie circolari di quartiere, politiche di equità nell’accesso ai servizi.
Nelle pagine che seguono trovate interessanti approfondimenti e riflessioni proposti da qualificati giornalisti e professionisti di varia estrazione. Un’opportunità per continuare il dialogo andato in scena al Maxxi, grazie alla sapiente regia dell’Ance, della presidente Federica Brancaccio e alla direzione di Francesco Rutelli, già sindaco di Roma e ministro per le Attività e i Beni culturali.
Nel suo libro “Città vince città perde”, Rutelli ricorda il fondamentale ruolo della cultura come motore di sviluppo urbano: “Lo sviluppo urbano richiede trasformazioni incessanti, ben programmate, progettate e realizzate. E infrastrutture contemporanee, fisiche e digitali. Senza la cultura – scrive Francesco Rutelli – le città restano immobili, dunque, regrediscono”.
Finis coronat opus.
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