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Urbanpromo Firenze: Nature Based Solutions Nuove idee per città più resilienti

Scritto da

Enrica Procaccini

Pubblicato il

25/12/2025

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2'

Il pavimento realizzato con il legno di vecchie botti, le microalghe per assorbire anidride carbonica, la parte vegetativa dei funghi trasformata in mattoni per nuove costruzioni. Le soluzioni basate sulle capacità della natura di impattare positivamente sulla vivibilità dei centri urbani sono state al centro del convegno organizzato dall’Ance nell’ambito della 22esima edizione di Urbanpromo – Progetti per il Paese, la manifestazione promossa dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e organizzata dalla società Urbit all’Innovation Center di Firenze. “Le Nature Based Solutions (Nbs) rappresentano un nuovo scenario per garantire la gestione resiliente delle città – dice in apertura dei lavori il presidente di Ance Toscana, Rossano Massai – Ma sono necessari finanziamenti stabili e continui, una semplificazione delle procedure amministrative, un rapporto più collaborativo con le sovrintendenze e l’avvio di un nuovo modello pubblico-privato”. Il cambio di paradigma della progettazione urbana, che guarda al verde come a un asset strategico per la resilienza, è un processo già in atto. “Va, però, implementato”, spiega Stefano Betti, vicepresidente dell’Ance (Edilizia e Territorio): “Dobbiamo ragionare come costruttori del verde. Le Nbs sono già calate nei nostri progetti. Sono parte integrate dello sviluppo della città”. Al dibattito sono intervenuti Cinzia Davoli del Servizio Sviluppo sostenibile della Città metropolitana di Milano, Giovanni Marinelli dell’Università Politecnica delle Marche e Angela Panza dell’Ordine degli architetti di Milano. Tutti d’accordo su un punto: il verde è un investimento ed ha i suoi costi, che devono essere messi in conto già nella fase della progettazione. Ma, un verde attrezzato ha la capacità di far salire, e non di poco, il valore immobiliare. Altro momento importante dell’appuntamento fiorentino quello introdotto e moderato dalla vicepresidente dell’Ance (Transizione ecologica), Silvia Ricci: “Oggi possiamo toccare con mano soluzioni innovative frutto della ricerca accademica”. Come quelle illustrate da Andrea Grassi di Genius Loci Architettura (Gla), che, per la pavimentazione dell’Horto Restaurant, a Milano, ha recuperato il legno di vecchie botti di aceto e una miscelazione di lolla di riso e calce per insonorizzare gli ambienti. Dall’architetto Saverio Spadafora del Politecnico di Milano, invece, l’esperienza dell’uso del micelio, parte vegetativa dei funghi, che può essere trasformato in mattoni, pannelli, isolanti.

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