mondo ance
Da Kronos a Kairòs
SPECIALE Assemblea Ance 2025
Scritto da
Rimettere al centro la capacità di agire
Pubblicato il
19/08/2025
Tempo di lettura
10'

L’assemblea 2025 di Ance invita a ripensare il tempo in chiave proattiva. Sui principali temi di interesse per il settore serve intervenire con strategie modello Pnrr
Diventare protagonisti del nostro tempo cogliendo i momenti giusti per agire. Il presente, solo un passaggio tra ieri e oggi. Sta a noi prendere una direzione. Può essere riassunto con queste parole il messaggio che Ance ha voluto diffondere durante l’assemblea annuale 2025, articolando un momento di incontro alla presenza di imprese, istituzioni e stakeholder del settore delle costruzioni, per discutere le sfide e le prospettive future.
Una mattina partecipata, moderata dalla giornalista Giovanna Pancheri di Sky Tg24, che, grazie anche a un’analisi del centro di ricerche di mercato Cresme, ha offerto ai presenti una panoramica su come cogliere al meglio le opportunità in una società in rapido cambiamento. Durante l’assemblea, sono intervenuti esponenti del Governo, rappresentanti del mondo economico e associativo, figure con vari incarichi a livello europeo, per analizzare le principali tematiche che interessano il comparto, tra cui l’innovazione tecnologica, le politiche di rigenerazione urbana, la riqualificazione energetica, il piano contro l’emergenza casa, il Pnrr.
Argomenti caldi che hanno trovato ampio spazio nella relazione della presidente Federica Brancaccio e negli interventi dei relatori protagonisti della giornata: il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, i ministri alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini e alla Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, l’ex commissario Ue per gli Affari economici e monetari, Paolo Gentiloni e la presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea, Irene Tinagli.
“Il tempo giusto”: il titolo dell’assemblea ha voluto rendere omaggio a Kairòs che, nell’antica Grecia, faceva riferimento al “momento opportuno”, quello favorevole e propizio da cogliere per poter vivere un tempo di qualità. Personificato e divinizzato in un giovane alato, simboleggia la fugacità delle opportunità e rappresenta il momento più indicato per agire. Per Ance questo momento è arrivato e tutti devono fare la loro parte per cogliere il tempo nella sua veloce istantaneità.
“Il tempo è una risorsa scarsa e troppo spesso sprecata. Dobbiamo rompere questo paradosso e diventarne protagonisti” ha scandito a chiare lettere la presidente Brancaccio nella parte iniziale della sua relazione, volendo opporre a Kairòs l’oppressione di Kronos, tempo tiranno, cronologico e sequenziale, che scorre all’infinito. “Se Kronos segna inesorabilmente il tempo, Kairòs rimette al centro la nostra capacità di agire. Il tempo non è solo una progressione numerica di istanti, ma anche ciò che possiamo scegliere di fare” ha chiarito Brancaccio, invitando tutti a liberarsi dalla tirannia di Kronos e a indossare le ali di Kairòs.
Tradotto nel concreto: basta essere sempre in emergenza, schiavi del tempo, timorosi di muoversi in una direzione e di reagire proattivamente alle sfide che il nostro tempo ci pone di fronte. “Dobbiamo reagire, senza paura e con coraggio. Come fecero i nostri padri alla fine di due guerre fratricide che sconvolsero il mondo nella prima metà del secolo scorso – ha spiegato la presidente – e dopo le quali abbiamo vissuto la stagione di pace e benessere più duratura che l’Europa abbia mai attraversato. Questo è lo spirito che deve condurci anche oggi”. Tanti i fronti, sviscerati durante l’intervento della presidente Brancaccio, su cui serve muoversi con tempestività, incisività e programmazione.
Nuove generazioni in fuga: a rischio la tenuta sociale
“L’occupazione è cresciuta, ma avere un lavoro non basta più per raggiungere l’indipendenza. Due ragazzi su tre, tra i 18 e i 34 anni, vivono ancora con i genitori”. Riportando ai presenti i dati contenuti nell’ultimo rapporto annuale dell’Istat, che presentano un Paese sempre più vecchio e incapace di pensare ai propri giovani, Ance ha sottolineato un problema da non sottovalutare per garantire la tenuta sociale nazionale.
Come chiarisce l’Istituto di statistica italiano, “le nuove generazioni incontrano ostacoli nei loro percorsi di transizione alla vita adulta, che diventano sempre più lunghi e complessi. I motivi sono molteplici: instabilità lavorativa, difficoltà abitativa, incertezza economica. La prolungata dipendenza dalla famiglia di origine, che si riflette anche sulle scelte riproduttive, contribuendo al calo della natalità”. Pesano il costo della vita e la scarsa offerta di servizi alla persona che portano i giovani ad essere caregiver dei propri familiari, oppure a rimanere senza supporto nella crescita dei figli.
Dopo l’assemblea dello scorso anno, incentrata sul tema della prospettiva, pensando alle nuove generazioni Ance aveva chiesto un grande piano nazionale per ridare accesso alla casa, allo studio e a un futuro che troppo spesso viene loro negato. Un piano intenzionato a far fronte alle conseguenze di precarietà lavorativa, instabilità economica, difficoltà nel trovare un’occupazione e nell’avere accesso a servizi di assistenza all’infanzia per i propri figli e costi della vita sempre più alti, in particolare per quanto riguarda le abitazioni.
Preoccupazioni che aumentano l’insoddisfazione tra i giovani e portano il tasso di fecondità in Italia ai minimi storici, con sempre meno bambini che nascono ogni anno. Criticità che portano il Paese al progressivo invecchiamento della popolazione, favorito anche dalla fuga all’estero dei “cervelli”, ovvero di professionisti altamente qualificati e talentuosi, alla ricerca di migliori opportunità di lavoro e condizioni di vita.
“Chi può scappa. Nel 2023 – ha precisato Brancaccio –, sono andati via dall’Italia 21mila giovani con un alto livello di istruzione, più del doppio rispetto ai dieci anni precedenti”. E anche all’interno del Paese c’è una forte tendenza a spostarsi verso le città che offrono maggiori opportunità a livello lavorativo e di servizi, con il rischio di spopolamento di intere aree. In questo contesto, l’Associazione monitora il fenomeno mentre propone azioni volte a contrastare le gravi tendenze demografiche che minacciano il futuro dei territori meridionali: calo della popolazione, invecchiamento e fuga di giovani laureati verso il Centro-Nord.
Ance ha toccato anche il tema dei posti letto per gli studenti, allarmando su come l’offerta risulti indietro rispetto alla domanda: “Secondo la Corte dei Conti – ha riportato l’Associazione – la realizzazione di posti letto per studenti universitari previsti dal Pnrr è in ritardo. Nelle principali città universitarie la percentuale di posti realizzati con i fondi europei resta bassa. A Roma è stato coperto solo il 18% del fabbisogno minimo, a Milano il 14%, a Torino l’11%, a Napoli il 10%, a Padova il 6%, a Bologna e a Palermo il 5%”.
L’appello dell’Associazione è intervenire prontamente per prevenire il rischio flop per gli studentati Pnrr e trovare soluzioni efficaci per offrire posizioni lavorative adeguate per i giovani laureati, con contratti sicuri e stipendi più competitivi, promuovendo misure per favorire opportunità di crescita e sviluppo professionale all’interno dei nostri confini e in modo diffuso in tutto il Paese. “La tenuta sociale va di pari passo con quella economica e con quella del lavoro. Non siamo riusciti finora a immaginare piani strategici di medio e lungo periodo con ricadute stabili e durature. Ci si è affidati, troppo spesso, a provvedimenti temporanei, sempre appesi al filo della proroga” ha chiosato la presidente, invitando a cambiare direzione per agire efficacemente.
La crisi abitativa, un’emergenza europea
Insieme alle difficoltà segnate dalla precaria situazione giovanile si inserisce il grave problema della crisi abitativa. “Trovare una casa oggi è molto più difficile che trovare lavoro” ha affermato la presidente di Ance. “Anzi si tratta di due fattori ormai inversamente proporzionali. Dove le case sono accessibili non c’è lavoro e dove c’è offerta di lavoro non si trovano case. Un paradosso che determina un’emergenza sociale”. Per questo serve intervenire con urgenza sulle politiche abitative, che oggi rappresentano una delle sfide più urgenti per il futuro dell’Italia e dell’Europa, per garantire alle persone un diritto fondamentale: l’accesso alla casa.
Priorità che, se soddisfatta, si traduce in maggiore coesione sociale, qualità della vita e attrattività dei territori. Oggi invece vediamo aumentare i costi abitativi e la frammentazione delle competenze in materia aggrava il problema creando maggiori incertezze. A livello delle amministrazioni centrali, ha precisato l’Associazione, ci sono infatti più di 40 tra strutture ministeriali, enti e società pubbliche che si contendono le diverse competenze sulla casa, peraltro distribuite in misura poco chiara e disfunzionale, nonché in assenza di un sistema informativo centralizzato. Un effetto dispersivo amplificato anche dalla legislazione regionale e da quella di attuazione degli Enti locali.
Ance è convinta che sia necessario un intervento strutturale a livello europeo, che vada oltre la mera riduzione dei costi di costruzione tramite l’industrializzazione dei processi e che tenga conto delle specificità nazionali e dei diversi contesti socioeconomici e urbani dei 27 Stati membri. Qualcosa fortunatamente si è mosso. In Europa è stata costituita una commissione parlamentare ad hoc e al commissario designato per l’energia Dan Jørgensen è stata attribuita una delega specifica sull’edilizia abitativa. In Italia, positivo il reindirizzamento dei fondi di coesione dando priorità all’accesso alla casa, mentre il Salva Casa e la revisione del Testo unico dell’edilizia danno segnali incoraggianti.
“Per imprimere una vera svolta alle politiche per le città e per la casa occorre ancora una volta adottare il modello Pnrr: governance e obiettivi chiari, riforme e investimenti certi” ha dichiarato Brancaccio. “Istanze che portiamo avanti sia in Europa con la Fiec sia in Italia dove, grazie a Francesco Rutelli che ne è l’ispiratore e il coordinatore, abbiamo immaginato una grande Conferenza internazionale sul futuro delle città che si terrà a Roma dal 7 al 9 ottobre al MAXXI. Un lavoro che stiamo facendo insieme a importanti realtà italiane che si stanno unendo a noi per cercare di dare risposte immediate sull’adattamento e il disagio abitativo”.
Ance ha già strutturato una possibile linea operativa, insieme a Confindustria, diffondendo una proposta di piano per la casa accessibile che permette di mobilitare risorse private, assistite da garanzie pubbliche, sfruttando la sinergia tra operatori ed enti territoriali. “Finora non è stato possibile incanalarla nei giusti binari – ha aggiunto la presidente -, ma se ci crediamo occorre un coordinamento centrale affinché tante iniziative, che oggi sono in corso, confluiscano in un solo progetto Paese”. Progetto che, secondo l’Associazione, dovrebbe contare su risorse pubbliche, almeno 15 miliardi da destinare al disagio abitativo, e capitali privati, se opportunamente coinvolti.
Guardare in prospettiva in un mondo segnato da conflitti
Cercare di superare paure, incertezze, ritrosie è sicuramente un obiettivo reso ancor più difficile dal contesto internazionale che non può che richiamare anche l’attenzione del nostro Paese. Le guerre in Ucraina e Medioriente causano gravissime conseguenze sulle popolazioni coinvolte e migliaia di vittime civili. Una drammatica crisi di valori e di umanità che non deve lasciarci indifferenti. Ancor più a livello europeo, dal momento che, come ricorda l’Ance, l’Ue ha vinto nel 2012 il premio Nobel per la pace, la riconciliazione, la democrazia e i diritti umani.
Bisogna reagire rapidamente e scuotere le coscienze per non abbandonarsi a rassegnazione e disinteresse, sforzandosi di lavorare ad una visione per il futuro. Qui l’Associazione, nelle parole della sua presidente, richiama l’Assemblea 2024 per ricordare l’importanza e il significato di avere prospettive, in particolar modo per restituire alle nuove generazioni speranza e fiducia nel domani. Il primo passo è lasciare indietro politiche a singhiozzo, di breve respiro, limitate nel tempo e nella portata.
“Dobbiamo segnare una reale discontinuità con il passato e riuscire a incidere in modo tangibile sulle priorità. Se dare un futuro ai nostri giovani è un’esigenza di questo Paese e dell’Europa intera, allora non abbiamo più tempo da perdere. Ascoltiamo l’appello del presidente Mattarella e di altri illustri esponenti delle istituzioni che chiedono all’Europa politiche efficaci per il nostro futuro. Dobbiamo tornare a essere il Continente esempio per cultura, diritti umani e la tutela della democrazia” ha voluto ribadire Brancaccio.
L’Associazione ha poi portato l’esempio della rete ferroviaria italiana, per sottolineare che, quando i finanziamenti sono costanti e c’è una strategia di lungo termine, le cose funzionano davvero. Lo stesso andrebbe applicato alla rete stradale e autostradale, oltre che ai servizi, al commercio, alla mobilità e a tanti altri settori. “Anche l’andamento discontinuo delle opere dei comuni, spazzate via negli anni del Patto di Stabilità, ha avuto come risultato che tante città non hanno servizi sufficienti: scuole, ospedali, trasporto pubblico. Bisogna porvi rimedio” ha puntualizzato Brancaccio.
“Il futuro si costruisce adesso e dobbiamo abbattere le barriere che si stanno alzando. Barriere e dazi che non tutelano, ma che amplificano le divisioni e le distanze. Chiudere le porte delle università e sfavorire la libera circolazione di persone e merci farà danni enormi non solo oggi, ma soprattutto domani”.
Articoli correlati
interviste
Le videointerviste per lo Speciale Ance 80
Leggi articolo
mondo ance
Gli ottant’anni di Ance, un numero speciale per celebrare il ruolo dei costruttori
Leggi articolo
la nostra storia
Così abbiamo superato la grande crisi degli anni Novanta
Leggi articolo
la nostra storia
L’industria delle costruzioni strumento della modernizzazione del Paese
Leggi articolo
la nostra storia
Ance motore della crescita nel rispetto della legalità e dei diritti
Leggi articolo
la nostra storia
La passione e l’ottimismo della ragione i miei quattro anni di montagne russe
Leggi articolo
Tag collegati:






