mondo ance
Quattro direttrici per il futuro e a crescita
SPECIALE Assemblea Ance 2025
Scritto da
A cura della redazione
Pubblicato il
19/08/2025
Tempo di lettura
4'

Rivoluzione Digitale • Dignità, lavoro e formazione • Rigenerazione urbana e casa •. Infrastrutture e adattamento
Oltre a voler spingere al cambiamento, Ance ha fornito una possibile strada da intraprendere, che segue quattro principali direttrici: rigenerazione delle città e accesso alla casa, infrastrutture per l’adattamento, rivoluzione digitale, dignità del lavoro e formazione. Partendo dal primo, vero a proprio mantra per l’Associazione, che vede nella riqualificazione di immobili e spazi urbani la chiave per far fronte a due mali antitetici del nostro tempo: calo demografico e sovraffollamento di alcune città.
Ad oggi gli interventi lungimiranti portati avanti dalle singole amministrazioni locali per ridare vita a spazi degradati e abbandonati restano casi isolati, che impiegano tanto tempo per essere realizzati. Portando alcuni esempi di luoghi in stallo, che ancora aspettano interventi di rigenerazione urbana, Ance ha esortato il Governo a definire un’agenda per le città, con responsabilità chiare e risorse certe. Serve una nuova legge sulla rigenerazione urbana e un modello Pnrr per raggiungere dei risultati tangibili.
“Occorre – ha puntualizzato la presidente Brancaccio – proporre nuovi strumenti, pensati oggi per domani. Ci vuole flessibilità di progettazione e di utilizzo. Altrimenti non saremo mai in grado di rispondere alle esigenze della società che cambia”. Inoltre, guardando alle politiche abitative, anche queste devono essere concepite considerando il rinnovamento urbano dei territori, promuovendo una visione complessiva di rigenerazione delle città che includa accessibilità, mobilità, servizi e infrastrutture di interesse collettivo.
Ad una nuova normativa specifica sulla rigenerazione urbana, finalizzata a creare un quadro omogeneo e garantito di strumenti semplificati e di incentivi urbanistico-edilizi, economici e fiscali, deve affiancarsi poi un piano per la riqualificazione energetica. Ance è impegnata affinché la transizione ecologica si strutturi in una vera e propria politica industriale “Con la definizione di obiettivi chiari, vincolanti, misurabili e strumenti per monitorarne l’attuazione” ha chiarito Brancaccio. “Una cabina di regia con una governance integrata e responsabilità condivisa da parte di tutte le istituzioni coinvolte: ambiente, economia e Gse. Infine, un mix sostenibile di leve fiscali e contributi diretti. Serve flessibilità per rispondere a esigenze diverse, dal condominio al capannone industriale”.
Un impegno che nasce dalla consapevolezza che la transizione ecologica non si esaurisce in mero adeguamento ma rappresenta una sfida che coinvolge direttamente anche l’intero settore delle costruzioni, richiedendo competenze specifiche, una visione a lungo periodo e, quindi, un supporto costante. La tutela dell’ambiente è resa priorità sempre più urgente guardando ai frequenti fenomeni climatici estremi. Ance ha ricordato che non esiste un piano organico per contrastarli. Le politiche di adattamento prevedono un insieme di strategie e azioni volte a ridurre la vulnerabilità delle società e degli ecosistemi agli impatti negativi del cambiamento climatico e, ha precisato l’Associazione, comportano un effettivo risparmio per i conti pubblici: “L’Ufficio parlamentare di bilancio ha stimato che una politica comune europea orientata in tal senso ridurrebbe di cinque volte l’impatto sulla finanza pubblica dei soli eventi climatici estremi”.
E mentre con il Green Deal l’Europa ha fissato il termine del 2050 per il raggiungimento della neutralità climatica, manca ancora una strategia industriale che affianchi agli obiettivi prefissati un sostegno per la loro reale applicazione. “Non possiamo limitarci a fissare scadenze e aggiungere oneri ai cittadini e alle imprese. Imprese che peraltro, seppur protagoniste di una stagione di grande rilancio dell’economia, faticano ancora, come negli anni di crisi, ad essere pagate” ha precisato la leader dell’Associazione. “Dopo oltre dieci anni dall’apertura della procedura di infrazione Ue sui pagamenti, ci vogliono ancora più di cinque mesi contro i 30 giorni previsti. Sui ristori per il caro materiali stiamo aspettando quasi tre miliardi di euro per lavori realizzati dal 2022 in poi. E c’è chi invece rischia di non riceverli mai, come le 2.500 imprese impegnate nei cinquemila cantieri finanziati con il Fondo Opere indifferibili”.
Mancati pagamenti certi che ledono la possibilità delle aziende di investire in innovazione e quindi nel futuro, compromettendo così la terza direttrice di crescita individuata dall’Associazione. Intanto, la rivoluzione digitale è in corso e l’edilizia, come molti altri settori, sono attraversati da un cambiamento epocale, segnato anche dall’entrata in gioco di nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Un’evoluzione a cui deve affiancarsi la formazione degli operatori del settore per poterne cogliere le reali opportunità, anche sul fronte della tutela dei lavoratori nei cantieri, per identificare in anticipo situazioni di pericolo e prevenire incidenti.
“Fare sicurezza in edilizia – ha spiegato Federica Brancaccio – è sicuramente più difficile che in altri settori industriali: il cantiere è una fabbrica in continuo movimento. Per questo è necessaria la qualificazione e la formazione di tutti gli operatori che vi lavorano. L’introduzione della patente a crediti è un primo passo in questa direzione, ma dobbiamo arrivare presto a un vero sistema di qualificazione di tutte le imprese. Per farlo non bastano norme e regole”.
Le nuove modalità di lavoro non devono però pensare di sostituire con la tecnologia il ruolo dell’uomo. La persona deve rimanere al centro del processo evolutivo e l’innovazione ritagliarsi un ruolo di supporto per limitare pericoli, fatica e accrescere la produttività e la qualità delle opere. In chiusura, nel ricordare le parole di Papa Leone XIV, “È la dignità della persona e del lavoro a dover essere salvaguardata”, il discorso della presidente di Ance ha esortato i presenti a utilizzare le nuove tecnologie per ridurre le disuguaglianze, colmare divari, tutelando i diritti dei lavoratori e allo stesso tempo migliorando la produttività delle imprese.
Articoli correlati
interviste
Le videointerviste per lo Speciale Ance 80
Leggi articolo
mondo ance
Gli ottant’anni di Ance, un numero speciale per celebrare il ruolo dei costruttori
Leggi articolo
la nostra storia
Così abbiamo superato la grande crisi degli anni Novanta
Leggi articolo
la nostra storia
L’industria delle costruzioni strumento della modernizzazione del Paese
Leggi articolo
la nostra storia
Ance motore della crescita nel rispetto della legalità e dei diritti
Leggi articolo
la nostra storia
La passione e l’ottimismo della ragione i miei quattro anni di montagne russe
Leggi articolo
Tag collegati:






