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Opere pubbliche e Pnrr: dati incoraggianti
SPECIALE Assemblea Ance 2025
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A cura della redazione
Pubblicato il
19/08/2025
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Grazie a un’anteprima fornita dai dati del Cresme, Ance ha presentato una fotografia aggiornata sullo stato delle opere pubbliche da cui si evidenzia che nessuna grande opera nel mondo viene realizzata nei tempi e nei costi previsti. Tenuto conto di 16mila progetti in 136 Paesi, nel 92% dei casi si registrano ritardi e nell’85% un aumento delle spese. “Pesa ovunque – ha espresso in sintesi la presidente Brancaccio – la burocrazia e l’assenza di una corretta pianificazione. Criticità in cui l’Italia era maestra e che oggi invece, grazie al Pnrr e al nuovo Codice degli appalti, sono in parte superate con una forte accelerazione sia nell’attribuzione delle risorse, meno di sei mesi, sia nei tempi di affidamento di un’opera, passati da oltre un anno a poco più di tre mesi”. L’Italia non risulta più essere novizia nella pianificazione delle opere e sulla spesa per il Pnrr siamo più avanti di come sembra.
I tempi di affidamento di una gara nel nostro Paese passano, con la stagione delle riforme, da 14,3 mesi a quattro mesi. Per i lavori finanziati dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza da 16,9 mesi si scende a tre mesi.
I dati dell’Osservatorio Pnrr dell’Ance, basato sulle informazioni delle Casse edili, dicono che il 60% dei cantieri è in corso o concluso. Una percentuale senza dubbio incoraggiante, ma permane la difficoltà di gestire il tempo. “Per programmare bene occorre provare a immaginare scenari che durino” è la posizione dell’Associazione. “Il piano partorito dall’Italia, più volte aggiornato, ha introdotto un nuovo modello decisionale e di gestione con target chiari, obiettivi precisi, risorse certe e riforme. Grazie a questa spinta innovativa si sono aperti tanti cantieri, ma certo, dopo anni di immobilismo non potevamo pensare di riuscire a fare tutto e i numeri sulla spesa raccontano le difficoltà di portare a termine gli obiettivi prefissati”.
Dall’analisi dell’Ance i veri protagonisti del Pnrr risultano essere i Comuni. A partire dal 2018, dopo il blocco degli investimenti dovuto al Patto di stabilità, la spesa per opere pubbliche nei territori è più che raddoppiata (+129%). Passando da 9,5 miliardi di euro a oltre 21,7 miliardi nel 2024. Un’accelerazione ancora più evidente a partire dal 2023, sotto la spinta del Pnrr. Negli ultimi due anni, infatti, la spesa per opere dei Comuni è aumentata del 64% e nel primo trimestre del 2025 di un ulteriore 10,8%.
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