Storie di filiera

Coibentare con un Sistema a Cappotto per contenere i consumi ed efficientare l’involucro edilizio

L’isolamento termico priorità per la riqualificazione energetica del parco immobiliare europeo. L’Italia il principale mercato

Scritto da

Laura Mesa

Pubblicato il

19/08/2025

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11'

Sostenibilità, efficienza energetica, edifici a basso impatto ambientale. Ridurre l’impronta ecologica del patrimonio costruito lungo l’intero ciclo di vita di un immobile attraverso diffuse azioni di riqualificazione dell’esistente è una necessità sempre più impellente, anche a fronte della strategia introdotta dal Green Deal europeo, che punta a rendere l’Ue il primo continente a zero emissioni di carbonio entro il 2050. Ad oggi, secondo i dati relativi all’efficienza energetica del parco edilizio europeo (fonte Energy Efficiency Guide, EAE 2024), gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico finale dell’Europa e del 36% delle sue emissioni di gas serra, ma l’impegno a raggiungere un impatto climatico zero è prioritario e reso a chiare lettere nel testo della Direttiva europea sull’efficienza energetica, che ha messo al primo posto il “principio dell’efficienza”.

“Energy Efficiency First” è infatti il leitmotiv fondamentale della politica energetica dell’Ue, a cui progettisti e costruttori sono chiamati a rispondere prontamente adottando le soluzioni innovative, performanti ed ecosostenibili oggi a disposizione. Si riservano un ampio spazio in questo contesto i sistemi Etics (External Thermal Insulation Composite System) o Sistemi a Cappotto, preziosi alleati nel raggiungimento degli obiettivi ambientali, economici e sociali dell’Europa. Sociali in quanto un’azione diffusa verso l’isolamento termico degli edifici farebbe fronte anche alla dipendenza e alla povertà energetica: secondo i dati di giugno 2024 del Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e il clima), nel 2022 circa 2,6 milioni di famiglie italiane non sono state in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione, pari al 9,9% delle famiglie residenti.

Il nostro Paese rappresenta oggi il più grande mercato del continente: secondo i dati di EAE, l’associazione europea dei produttori di Sistemi a Cappotto, l’isolamento termico delle pareti esterne risulta essere, in termini di prestazioni, la soluzione più performante, specialmente in Italia (gli altri Stati considerati dallo studio sono Polonia, Francia, Germania, Repubblica Ceca e Austria). Nel biennio 2022-2023, favorito dagli interventi legati al Superbonus 110%, il mercato del Sistema a Cappotto è cresciuto molto. Anche dopo il grande slancio dato dal maxi-incentivo rimane comunque alta l’attenzione verso questa tipologia di coibentazione e, in generale, nei confronti dell’isolamento termico degli edifici per migliorare il comfort abitativo, garantire il risparmio in bolletta, contribuire a contrastare la povertà energetica e circoscrivere l’impatto ambientale di un immobile, limitando le emissioni di CO2.

Il ricorso al Sistema a Cappotto, realizzato secondo rigorosi criteri di qualità, può ridurle fino al 50%. Lo dichiara Cortexa, progetto associativo nato nel 2007 come riferimento italiano per questa tipologia di prodotto, dallo scorso anno all’interno della filiera di Federcostruzioni, precisando che: “È necessario prendere in considerazione i parametri specifici del singolo edificio, quali dimensione, altezza, esposizione, ubicazione, superfici opache e trasparenti, tipologia impianti e strutture verticali/orizzontali dell’edificio. Esistono poi programmi di calcolo ‘certificati’ che permettono di considerare tutti questi elementi per determinare la quantità di energia impiegata per riscaldare e raffrescare lo spazio abitativo”.

Al fine di orientarsi verso un isolamento termico a cappotto di qualità, Cortexa evidenzia alcuni requisiti fondamentali: la certificazione e marcatura CE di Sistema, la corretta progettazione, e la posa a regola d’arte a cura di applicatori formati e con competenze certificate. Aspetti indispensabili per garantire il ruolo strategico di questa tipologia di efficientamento dell’involucro edilizio, da sostenere – secondo i vertici di Cortexa – promuovendo anche una certificazione dei lavori di coibentazione, oggi non obbligatoria né tantomeno richiesta per l’ottenimento di detrazioni fiscali, a differenza di quanto accade per impianti elettrici e caldaie.

“I dati Enea relativi all’impiego delle risorse destinate agli interventi effettuati con l’Ecobonus rilevano che il Sistema a Cappotto è quello che più di tutti contribuisce all’obiettivo di riduzione dei consumi energetici e che il costo per kW/h di energia risparmiata con il Sistema a Cappotto è inferiore al costo di tutte le altre tipologie di interventi finanziati” chiarisce la realtà di stampo associativo, aggiungendo che il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ed efficienza in edilizia in Italia deve guardare però anche a un più ampio e capillare piano di sviluppo e incentivazione per realizzare gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione del patrimonio edilizio europeo previsti dalla Direttiva Epbd (Energy Performance of Building Directive).

Benché risultino tra i grandi assenti della strategia Ue, anche gli edifici storici, previa verifica di eventuali vincoli e assicurato l’impiego di materiali compatibili con quelli esistenti, possono beneficiare ampiamente della posa di un Sistema a Cappotto. Anche questa categoria di immobili, che rappresenta gran parte del patrimonio costruito italiano (più di tre milioni di edifici sono stati edificati prima della metà degli anni Quaranta), può infatti riscontrare migliorie sia sul fronte del risparmio energetico, sia nella conservazione delle superfici murarie, risolvendo alcune delle principali patologie delle facciate.

Il cappotto termico: impegno per la qualità e per un costruito sostenibile

Presidente Deri, cosa rende il cappotto la più diffusa tra le soluzioni per l’isolamento termico degli edifici disponibili oggi sul mercato? Ha a disposizione anche qualche dato da condividere con i lettori?

I dati di EAE, associazione europea di cui Cortexa è socio fondatore, confermano che l’isolamento termico delle pareti esterne è quello che offre le più ampie opportunità di miglioramento in termini di efficienza energetica specialmente in Italia, dove il 30% del risparmio energetico totale dovuto alle ristrutturazioni si ottiene isolando l’involucro edilizio (Energy Efficiency Guide, EAE 2024). La vantaggiosità del Sistema a Cappotto è inoltre confermata dalle statistiche Enea, sviluppate analizzando i casi effettivamente realizzati usufruendo dell’Ecobonus, dalle quali emerge che non solo il Cappotto è la misura che in assoluto consente di risparmiare maggiore energia, bensì che il costo a kWh risparmiato è il più basso. Il Sistema a Cappotto permette di contenere i consumi energetici di un edificio, evitare gli sprechi di energia e ridurre le emissioni di anidride carbonica (secondo le stime del Centro Studi Cortexa aggiornate al 15 aprile 2025, circa 20 kg di CO2 per ogni m2 installato). Migliora, inoltre, il comfort termico sia in estate che in inverno. Il Sistema a Cappotto, per concludere, è fondamentale perché l’unica energia veramente sostenibile è quella che non viene inutilmente sprecata.

L’attenzione a livello nazionale rispetto a questa tipologia di isolamento e, in generale, al tema della coibentazione e dell’efficienza energetica, si può ritenere conseguenza di una maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali e il comfort abitativo, oppure era già un’esigenza diffusamente percepita anche prima della spinta data dalle politiche green europee e dagli incentivi fiscali degli ultimi anni?

Dalla nascita di Cortexa, nel 2007, il mondo è profondamente cambiato in termini di sensibilità verso le tematiche di tutela dell’ambiente. Se prima la discussione avveniva in un gruppo più ristretto di specialisti, oggi temi come l’efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia sono diventatati un’esigenza diffusa e condivisa anche dai privati cittadini. I cambiamenti climatici, come il riscaldamento globale e gli eventi metereologici estremi, sono sempre più tangibili e richiedono un intervento immediato sul costruito. Ne è una prova quanto emerso dal sondaggio Cortexa 2024 rivolto a circa 700 progettisti, in cui il 30% dei committenti sceglie il Sistema a Cappotto per migliorare il comfort della propria abitazione, a differenza dei risultati di un precedente sondaggio realizzato del 2022 in cui il Sistema veniva scelto principalmente per raggiungere i requisiti di accesso agli incentivi fiscali. Questo cambio di rotta evidenzia l’esigenza di proteggere le abitazioni dalle elevate temperature, senza un incremento dei costi in bolletta. Grazie al Sistema a Cappotto, l’edificio acquisisce un’elevata capacità termica, che consente di mantenere stabile la temperatura interna, riducendo il fabbisogno di raffreddamento degli edifici in estate e nei climi caldi.

Come possono distinguere committenti e progettisti un cappotto termico di qualità? Ci sono parametri fondamentali da tenere in considerazione quando si decide di valutare questa soluzione per l’isolamento di un immobile?

Dal sondaggio del 2024 è emerso un cambiamento profondo e positivo nella percezione del ruolo della qualità dei Sistemi a Cappotto: il 73% dei circa 700 progettisti partecipanti dichiara che non è sufficiente scegliere un “cappotto qualunque”, bensì un Sistema dotato di tutte le certificazioni necessarie. Come raccomandato da Cortexa sin dal 2007, promuoviamo il Sistema a Cappotto fornito come “kit” da un unico produttore, dotato di certificato ETA, che riporta la valutazione documentata delle caratteristiche del Sistema cui si riferisce, e marcatura CE; progettato correttamente secondo la norma Uni/Tr 11715:2018 e Manuale Cortexa; posato a cura di applicatori formati e con competenze certificate secondo la norma Uni 11716:2018 e Manuale Cortexa.

Quali conseguenze possono derivare da una scorretta coibentazione dell’involucro edilizio? È vero che isolare troppo un immobile può portare a problemi di umidità, condensa e muffa?

Il Sistema a Cappotto è la migliore soluzione per l’isolamento dell’involucro edilizio, purché si rispettino i tre requisiti fondamentali: certificazione del Sistema, corretta progettazione e posa a regola d’arte. Va da sé che, se anche uno solo di questi punti non dovesse essere rispettato, verrebbe meno l’efficacia del lavoro realizzato.

Per quanto riguarda l’insorgenza di muffe, è doveroso sfatare il mito che il cappotto termico generi problemi di muffa e condensa perché ancora alcuni pensano che questa tecnologia non permetta alle pareti di “respirare”. In realtà è doveroso sottolineare che la qualità dell’aria interna e quindi la quantità di umidità presente nell’ambiente è unicamente legata al corretto ricambio dell’aria. Le case non hanno mai “respirato” attraverso le loro pareti.

Il Sistema a Cappotto, al contrario di quanto si pensa, risolve i problemi di muffa e condensa superficiale, in quanto è in grado di correggere e risolvere i ponti termici, ovvero zone locali dell’involucro in cui si verifica una discontinuità tra flusso di calore in entrata e in uscita, causando punti freddi e favorendo lo sviluppo di muffe e condense.

Ci sono dati sull’effettivo risparmio energetico di un’abitazione che adotta un Sistema a Cappotto? Quanto incide sul valore dell’immobile l’adozione di tale soluzione per l’isolamento termico?

Per comprendere quanto si può risparmiare con un Sistema a Cappotto, è necessario prendere in considerazione i parametri specifici del singolo edificio: dimensione, altezza, esposizione, ubicazione, superfici opache e trasparenti, tipologia impianti e strutture verticali/orizzontali. Programmi di calcolo permettono di considerare tutti i parametri per identificare la quantità di energia spesa per riscaldare e raffrescare lo spazio abitativo. Cortexa, nella guida “Sistema a Cappotto e sostenibilità in edilizia”, ha voluto sviluppare degli esempi sui quali è stata ipotizzata l’applicazione del solo Sistema a Cappotto, con il relativo calcolo del risparmio dei consumi. I risultati ottenuti sono: risparmio dal 30 al 33% di energia per una villetta a due piani e dal 40 al 45% per un condominio a otto piani.

Presidente Deri, puntare all’efficienza energetica con un Sistema a Cappotto rappresenta già di per sé un impegno per una maggiore sostenibilità dal punto di vista ambientale. Se guardiamo ai materiali isolanti con cui si realizza, ci sono valide soluzioni che risultano essere più ecocompatibili e naturali di altre?

Sul mercato esistono diversi materiali isolanti idonei per l’utilizzo nei Sistemi a Cappotto. È importante che il pannello isolante sia parte del “kit” fornito dal produttore del Sistema, assicurando che rientri nelle specifiche stabilite nell’ETA. Se un componente, come il pannello isolante, è immesso sul mercato da un altro soggetto, il produttore del Sistema a Cappotto non può garantire il controllo di tale componente rispetto alle caratteristiche specificate nell’ETA e pertanto non può assicurare le prestazioni dichiarate nella DoP (Dichiarazione di Prestazione) del kit. Per quanto concerne la sostenibilità, i Sistemi a Cappotto e quindi anche i materiali isolanti parte del sistema, devono essere selezionati tenendo conto della tipologia di edificio, della sua dislocazione, degli obiettivi del progetto e delle prescrizioni legislative. Qualsiasi sia il materiale isolante prescelto, il Sistema a Cappotto resta sostenibile in quanto consente di risparmiare energia più di quanto ne serva per produrlo. Sarà poi il progettista a scegliere il sistema e l’isolante più idoneo per il progetto specifico.

Si sente spesso parlare di altre tecniche per minimizzare la dispersione termica all’interno delle abitazioni: cappotti nanotecnologici, pitture, rasanti e altri rivestimenti termoriflettenti. In caso di applicazione di questi materiali, come si deve comportare il progettista che deve “asseverare” la prestazione termica effettiva?

Sul mercato vengono promosse molte soluzioni e non tutte possono essere considerate materiali isolanti. Per questo aspetto è bene fare riferimento alla nota di Enea sulla prestazione degli stessi, aggiornata al 2 dicembre 2020, nella quale viene chiarito quali sono i materiali isolanti a tutti gli effetti e agli approfondimenti che abbiamo pubblicato sul sito di Cortexa in cui specifichiamo nel dettaglio cosa può essere considerato un materiale isolante e cosa no. Questa documentazione vuole essere riferimento oggettivo per orientare tutti i progettisti che devono “asseverare” la prestazione termica effettiva.

In conclusione, i materiali isolanti e i materiali senza marcatura CE o con marcatura CE ma funzione principale diversa da quella isolante, non possono essere confrontati. I primi sottostanno a delle regole atte a tutelare il consumatore finale, i secondi possono comportarsi in maniera meno vincolata, senza controlli né regole codificate, non potendo garantire le prestazioni di risparmio energetico atteso dal consumatore finale né nell’immediato, né nel lungo termine.

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