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I programmi dei Vicepresidenti elettivi
Le idee, i progetti e le proposte della nuova squadra di presidenza
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A cura della redazione
Pubblicato il
02/10/2026
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13'

STEFANO BETTI
Transizione ecologica
La politica associativa in materia di transizione ecologica punta a costruire un quadro normativo chiaro, stabile e proporzionato, capace di accompagnare le imprese nella transizione ambientale senza trasformarla in un ulteriore aggravio burocratico. L’obiettivo è fare della sostenibilità e dell’economia circolare leve di competitività, innovazione e rigenerazione del territorio, attraverso alcune direttrici prioritarie.
Semplificare e razionalizzare la normativa ambientale. La transizione ecologica deve essere accompagnata da un quadro regolatorio chiaro, stabile e concretamente applicabile. La revisione del Codice dell’Ambiente dovrà diventare l’occasione per superare sovrapposizioni, incertezze interpretative e procedure eccessivamente complesse, riducendo gli oneri per le imprese e rendendo più efficienti i procedimenti autorizzativi.
Fare dell’economia circolare una leva di competitività. Occorre valorizzare i materiali derivanti dalle attività di costruzione e demolizione, favorendone il recupero, il riutilizzo e la trasformazione in risorse. Particolare attenzione sarà dedicata alle terre e rocce da scavo, all’End of Waste e alla disciplina dei sottoprodotti, promuovendo regole più semplici e certe e un maggiore impiego dei materiali recuperati nei capitolati delle grandi stazioni appaltanti, anche attraverso attività di accompagnamento e formazione sul territorio con la definizione di modulistica unificata, procedure omogenee e la diffusione di linee guida operative.
Sbloccare le bonifiche e accelerare la rigenerazione dei territori. Le bonifiche devono diventare una vera leva di recupero delle aree degradate e di rigenerazione urbana, attraverso procedure proporzionate, tempi certi e una maggiore uniformità applicativa. L’azione sarà orientata anche a riconoscerne il ruolo di pubblica utilità, ridurre gli oneri e assicurare il coordinamento con le nuove discipline europee.
Accompagnare la decarbonizzazione con regole proporzionate e strumenti concreti. Sostenibilità, Esg, Cam e Dnsh devono sostenere la transizione senza tradursi in nuovi eccessivi adempimenti per le imprese. Tra gli obiettivi di mandato si prevede quindi il presidio dei processi normativi europei e nazionali e, parallelamente, lo sviluppo di strumenti operativi — dalla piattaforma unica sulla sostenibilità al Carbon Tool — per aiutare le imprese a misurare, gestire e ridurre il proprio impatto ambientale, trasformando la sostenibilità in un fattore di competitività.
REGINA DE ALBERTIS
Edilizia e Territorio
Casa accessibile: dall’attuazione del Piano Casa a nuovi modelli di investimento
Oltre all’attività di monitoraggio e supporto nell’attuazione del Piano Casa (recupero dell’Erp/Ers, valorizzazione del patrimonio pubblico, potenziamento del Fondo Housing Coesione), vi è la necessità di creare le condizioni per programmi di sviluppo abitativo ampliando l’accesso alle agevolazioni oggi previste solo per i grandi investimenti e sperimentando modelli innovativi basati sulle reti d’impresa e sulla collaborazione tra operatori.
Patto nazionale per il suolo e la rigenerazione urbana
Promozione di strumenti e risorse per accompagnare la rigenerazione urbana e ecologica, per supportare interventi di inverdimento e adattamento climatico. Tra le proposte, il rafforzamento dei fondi esistenti e la creazione di un quadro normativo nazionale che integri sostenibilità ambientale e sviluppo del territorio (con particolare riferimento all’attuazione del piano nazionale di ripristino sulla natura). Promuovere un approccio basato su incentivi, partenariato pubblico-privato e valorizzazione delle Nature Based Solutions. Elaborazione di una strategia nazionale che coniughi tutela del suolo e sviluppo delle città, riconoscendo la rigenerazione urbana come leva di competitività, sostenibilità e crescita attraverso una governance urbana dedicata, il rafforzamento del Fondo per la rigenerazione urbana e la revisione degli standard urbanistici.
Riforma del Testo Unico dell’Edilizia
Prosecuzione dell’azione di advocacy per la revisione del Dpr 380/2001 (Testo unico edilizia) attraverso il coinvolgimento di istituzioni, Regioni, enti locali e categorie professionali. L’obiettivo è favorire una modernizzazione organica della disciplina edilizia.
Innovazione, qualità e gestione del patrimonio immobiliare
Rafforzamento dei servizi Ance attraverso la diffusione di nuovi modelli contrattuali tra cui quelli collaborativi. Approfondimento delle opportunità dell’Intelligenza Artificiale (IA) per la gestione delle pratiche edilizie. Promozione e predisposizione del Fascicolo del Fabbricato e del Piano di Manutenzione, nell’ottica di incentivare una migliore programmazione del ciclo di vita del patrimonio immobiliare.
MASSIMO ANGELO DELDOSSI
Tecnologia e Innovazione
Sostenibilità, innovazione e competitività non sono obiettivi alternativi, ma parti della stessa strategia di crescita: su questa premessa poggia il programma 2026–2030 della Vicepresidenza Ance Tecnologie e Innovazione.
La casa come infrastruttura sociale
Non esiste vera transizione ecologica senza la sostenibilità sociale. Da una parte, l’efficienza energetica resta un obiettivo fondamentale, anche se pesa il ritardo nel recepimento nazionale della direttiva Epbd. Serve un sistema di incentivi stabile, con priorità all’isolamento dell’involucro. Dall’altra parte, la casa va riconosciuta come una vera infrastruttura sociale, come scuole e ospedali. Occorre promuovere un “Social Sustainability Rating” che misuri accessibilità economica, mixité sociale, inclusione e qualità degli spazi.
Industrializzazione e ciclo di vita
L’edilizia industrializzata non deve più essere interpretata come semplice produzione di componenti fuori sito, ma come un nuovo paradigma basato su flessibilità, adattabilità e circolarità, lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. L’obiettivo è permettere l’adeguamento degli edifici ai cambiamenti dei bisogni con interventi rapidi e impatti minimi. Lo strumento sarà il Life Cycle Thinking, che andrà sempre più integrato nei processi, nei capitolati e nelle procedure di progettazione pubblica e privata.
Il digitale come infrastruttura dell’impresa
Il digitale non è una dotazione di software, ma la nuova infrastruttura organizzativa dell’impresa. Il problema non è la scarsità di dati: è la loro dispersione tra documenti, gestionali che non si parlano e fogli di calcolo. Serve un sistema di controllo che integri Bim, Erp e contabilità lavori per monitorare le performance aziendali. Ance accompagnerà Pmi e Pa con i servizi di formazione e test di tecnologie digitali proposte da Dihcube 2.0.
Il cantiere che misura
L’intelligenza artificiale può fare del cantiere una fonte continua di dati certificati: lettura dei documenti di trasporto, verifica dei materiali impiegati, aggiornamento del digital twin, documentazione per Esg e certificazioni di sostenibitlità. Gli stessi dati possono alimentare il monitoraggio delle performance del cantiere e la gestione dei rischi di commessa. La sostenibilità passa così dalla dichiarazione alla misurazione. Nella stessa direzione va lo studio sulla robotica di cantiere, a supporto dei lavoratori.
VANESSA PESENTI
Economico fiscale e tributario
La politica associativa sul piano fiscale punta a costruire un quadro di misure stabile e favorevole alla crescita del settore, sostenendo investimenti, riqualificazione del patrimonio e competitività delle imprese, seguendo alcune direttrici prioritarie.
Casa accessibile e vivibile
Promuovere una politica fiscale che renda l’accesso all’abitazione sostenibile sotto il profilo sociale, economico e ambientale. Da un lato, riducendo il carico fiscale sugli operatori nella fase di acquisto e trasformazione degli immobili e sostenendo anche la successiva gestione degli alloggi. Dall’altro, accompagnando la riqualificazione del patrimonio immobiliare con un sistema di incentivi stabile, modulato in funzione del reddito dei beneficiari, e dei risultati da raggiungere in termini di risparmio energetico e sicurezza sismica. In questa direzione vanno misure, da veicolare nella prossima manovra di Bilancio, come la riapertura dei termini degli incentivi alla valorizzazione edilizia, della detrazione del 50% dell’Iva per l’acquisto di abitazioni ad alta efficienza energetica e delle agevolazioni per i giovani under 36 che acquistano la prima casa.
Liquidità
Ridurre l’impatto finanziario della fiscalità sulle imprese, ponendo particolare attenzione agli effetti dello split payment, individuando meccanismi e misure che consentano un più rapido recupero della liquidità e intervenendo, sul limite annuo di compensazione dei crediti d’imposta, in particolare per i crediti Iva.
Competitività e riforme
Costruire una politica fiscale di medio-lungo periodo a sostegno della crescita, della capitalizzazione e del rafforzamento patrimoniale delle imprese, accompagnando soprattutto quelle di minori dimensioni nei percorsi di sviluppo organizzativo e aziendale. Rafforzare il confronto con Mef, Parlamento e Agenzia delle Entrate per attuare la riforma fiscale, tutelare le aliquote Iva ridotte applicate all’edilizia, semplificare gli adempimenti.
Supporto al sistema
Supportare le imprese, attraverso il sistema associativo, nel dialogo con l’Agenzia delle Entrate su questioni particolari e presentare istanze di consulenza giuridica su questioni di interesse generale del settore.
PIERO PETRUCCO
Centro studi
Il Programma del Comitato Centro Studi per il quadriennio 2026-2030 punta a rafforzare il ruolo del Centro Studi Ance come riferimento nazionale per la conoscenza dell’economia delle costruzioni, accompagnando alla tradizionale attività di monitoraggio una più forte capacità di analisi strategica e previsiva. L’obiettivo è evolvere da semplice “Osservatorio economico” a vero e proprio Centro di informazione economica, in grado di interpretare e anticipare i cambiamenti del settore e fornire alle imprese e al sistema associativo strumenti utili per orientare decisioni e strategie.
L’ambito di interesse del Comitato sarà fortemente orientato al futuro: dall’andamento del mercato e degli investimenti pubblici alle trasformazioni demografiche, climatiche e tecnologiche, dall’evoluzione del mercato del lavoro alla produttività e competitività delle imprese, fino alla finanza, ai nuovi strumenti di investimento e al partenariato pubblico-privato. Particolare attenzione sarà riservata alle nuove esigenze dell’abitare, alla rigenerazione urbana, alle nuove asset class immobiliari e alla trasformazione delle filiere produttive.
Principali attività previste:
Rafforzamento dell’Osservatorio Congiunturale, con un nuovo modello previsionale a 2-3 anni, monitoraggio degli investimenti, delle opere pubbliche, del Pnrr e della politica di coesione.
Sviluppo degli Scenari Regionali, con analisi territoriali più tempestive e maggiore integrazione dei dati.
Monitoraggio continuativo delle politiche pubbliche e valutazione dei loro effetti sul settore.
Realizzazione di studi strategici, seminari e webinar su abitare, clima, produttività, non residenziale, filiere e impatto sociale e sugli altri temi legati al cambiamento in atto.
Potenziamento delle banche dati, uso dell’intelligenza artificiale, dashboard interattive e nuovi strumenti previsionali.
Analisi continua dei bilanci delle imprese di costruzioni, al fine di isolare i principali indicatori economici, finanziari e patrimoniali e rendere possibile alle singole imprese un confronto , attraverso una specifica dashboard, tra i propri risultati e quelli di settore.
Approfondimento delle diverse forme di finanziamento – credito bancario, obbligazioni, fondi, mercato dei capitali, strumenti pubblici – e del Ppp.
LUIGI SCHIAVO
Rapporti interni
Rafforzare identità, appartenenza e partecipazione
Consolidare il senso di appartenenza ad Ance, rafforzando la consapevolezza di essere parte di una casa comune fondata su valori, obiettivi e responsabilità condivise. Rendere l’adesione sempre più concreta attraverso il coinvolgimento, il confronto continuo e una partecipazione consapevole, così da accrescere l’autorevolezza e l’efficacia dell’Associazione nella rappresentanza delle imprese.
Ascolto e valorizzazione dei territori
Rafforzare il confronto con le Associazioni territoriali e gli Organismi regionali, tenendo conto della varietà delle realtà per dimensioni, organizzazione e priorità. Favorire un ascolto diretto, anche attraverso incontri sul territorio, per comprendere meglio esigenze ed esperienze, valorizzare le diverse realtà e trasformare il confronto in un contributo concreto.
Rendere Ance sempre più forte, attrattiva e riconoscibile
Accrescere la capacità del Sistema di essere un punto di riferimento autorevole per le imprese di costruzione in ogni territorio, ampliando la partecipazione associativa e rendendo più evidente il valore dell’adesione. Investire sulla qualità e sull’omogeneità dei servizi, valorizzare le competenze presenti nella rete e sostenere le realtà territoriali che presentano maggiori criticità. Favorire, dove necessario, collaborazione e condivisione di competenze e servizi per rafforzare l’intero Sistema e costruire un’Ance più coesa, attrattiva e rappresentativa, capace di coinvolgere nuove imprese.
Evoluzione e semplificazione del modello associativo
Avviare una riflessione organica sull’organizzazione del Sistema associativo, valutando possibili interventi di razionalizzazione e semplificazione delle regole, con particolare attenzione alle modalità di accesso e ai principali meccanismi di funzionamento, per rendere il sistema più chiaro, lineare e funzionale rispetto alle esigenze attuali.
CARLO TRESTINI
Relazioni industriali e affari sociali
Attuare: trasferta nazionale (con commissione), denuncia unica edile, F-24, protocollo attuativo sorveglianza sanitaria, regolamento premialità enti virtuosi e classificazione lavoratori.
Contrastare il dumping a tutela dei Ccnl delle organizzazioni comparativamente più rappresentative di settore.
Individuare proposte contrattuali per una migliore organizzazione del lavoro edile.
Valorizzare la bilateralità per formazione, sicurezza, welfare, legalità e regolarità.
Rafforzare i rapporti di rappresentanza con le altre parti datoriali edili.
Inserire il requisito della percentuale di lavoratori in Cassa Edile ai fini Soa.
Rafforzare il ruolo dei Formedil territoriali in materia di sicurezza, anche con protocolli con il Ministero del Lavoro e l’Inl.
Agire sulle soglie di esenzione fiscale e contributiva per mensa e trasferta.
Introdurre detassazione e decontribuzione strutturale delle ore di straordinario e formazione, escluse quelle obbligatorie sulla sicurezza svolte con gli enti bilaterali.
Adeguare automaticamente prezzari e tabelle ministeriali sui costi della manodopera con i rinnovi contrattuali.
Prevedere decontribuzione e detassazione degli incrementi retributivi dei rinnovi contrattuali.
Favorire l’ingresso regolare di lavoratori stranieri, attraverso la formazione nei Paesi di origine e procedure più snelle.
Richiedere la non ribassabilità dei costi della manodopera negli appalti pubblici.
Ripristinare, per i premi Inail, la riduzione contributiva annuale per il settore edile (11,50%).
Equiparare l’aliquota Cigo per gli operai edili (4,70%) a quella del settore industriale (1,70%-2%).
Rendere strutturale la norma che esclude, anche per le imprese edili, gli eventi oggettivamente non evitabili dal computo del limite massimo della Cigo e migliorare la normativa per le stagioni invernali.
Introdurre una norma per l’applicazione della Cigo eventi meteo ai lavoratori distaccati.
Destinare ulteriori risorse Inail per ridurre i costi delle imprese che investono in sicurezza, anche con misure previste dal rinnovo contrattuale.
Monitorare l’attuazione del badge di cantiere, proponendo una fase sperimentale e la limitazione ai cantieri con determinate fasce di importo lavori.
FRANCESCO TUCCILLO
Opere pubbliche
Rafforzare il mercato dei lavori pubblici dopo il Pnrr. La fine della stagione straordinaria degli investimenti europei deve aprire una fase stabile di programmazione, capace di garantire continuità degli interventi, manutenzione, qualità delle opere e certezza delle risorse. Il principio del risultato può funzionare solo in un mercato aperto, dinamico e realmente concorrenziale, in cui siano premiate qualità, capacità e innovazione.
Garantire sostenibilità economica ed equilibrio dei contratti. È prioritario chiudere definitivamente le pendenze legate al caro materiali e al Dl Aiuti, assicurando copertura finanziaria e tempi certi di pagamento. Occorre inoltre garantire stime realistiche delle opere, corretto aggiornamento dei prezzi ed equilibrio contrattuale durante l’esecuzione, valorizzando anche il Collegio Consultivo Tecnico come strumento di prevenzione dei blocchi e del contenzioso.
Costruire un sistema di qualificazione moderno e proporzionato. La qualificazione deve premiare esperienza, sicurezza, affidabilità e qualità senza trasformarsi in una barriera ingiustificata all’accesso al mercato, soprattutto per le imprese di minori dimensioni. In questo quadro va superata la criticità introdotta dal Correttivo sui Cel, consentendo all’appaltatore di valorizzare, ai fini della qualificazione, anche i lavori affidati in subappalto.
Aprire il mercato e rafforzare la concorrenza. Occorre ridurre le aree sottratte al confronto competitivo, intervenendo sui concessionari “senza gara” nei settori speciali, limitando il ricorso all’in house e rendendo il partenariato pubblico-privato più semplice, contendibile e attrattivo. Posizione da affermare anche nell’ambito dell’iter di approvazione delle nuove norme Ue sugli appalti che devono essere orientate alla concorrenza effettiva, tutelando la capacità delle imprese europee di competere e investire. Occorre poi mantenere un confronto stabile con le grandi stazioni appaltanti, in particolare Anas e Rfi, su prezzari, pagamenti e applicazione coerente delle norme.
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