politiche fiscali

Parità di genere e inclusione: le norme e le proposte

Scritto da

Vanessa Pesenti

Pubblicato il

29/05/2026

Tempo di lettura

4'

Lo scorso 13 novembre si è tenuto presso la sede di Ance Varese il quarto incontro della manifestazione ANChE Donna, dedicato ai temi dell’inclusione e della parità di genere. L’evento fa parte di un ciclo di incontri articolato in cinque tappe, promosso da Ance Milano, Lodi, Monza e Brianza, in collaborazione con Ance Lombardia e le territoriali di Pavia, Cremona e Varese. La tappa varesina è stata dedicata al tema percorsi di parità di genere, inclusione, scenario normativo e proposte ed ha visto la partecipazione, tra le altre invitate, della Vicepresidente Ance per la linea Economico Fiscale Tributario Vanessa Pesenti, che ha contribuito, con la propria esperienza di imprenditrice, ad affrontare un tema ormai centrale nel dibattito pubblico, economico e politico. Riportiamo di seguito il testo del suo intervento.

«La parità di genere non è solo una questione sociale, ma riveste anche un’importanza strategica dal punto di vista economico. Studi statistici ed economici dimostrano che le aziende più performanti sono quelle inclusive: ambienti di lavoro che valorizzano le differenze stimolano creatività, innovazione, produttività, migliorano la reputazione e attraggono investitori e stakeholder.

Sin da bambina ho avuto la fortuna di vivere a stretto contatto con il mondo dell’edilizia grazie alla mia famiglia. L’esperienza diretta nei cantieri, il contatto con le maestranze, l’osservazione delle fasi operative e delle scelte tecniche mi hanno permesso di maturare una profonda familiarità con il mondo delle costruzioni, sentendo di farne legittimamente “parte”, al di là del mio essere donna. Credo che la conoscenza del lavoro e delle sue implicazioni tecniche sia un passaggio cruciale per consentire alle donne di entrare nel mondo dell’edilizia e comprenderne le potenzialità.

Oggi sempre più donne scelgono percorsi tecnici e professionali, architette e ingegnere si avvicinano con convinzione al mondo delle costruzioni, portando nuove competenze, sensibilità progettuale e attenzione alla qualità, alla sicurezza e alla sostenibilità dei processi edilizi. Tra le ingegnere iscritte all’albo si registra una crescita importante: dal 9% nel 2007 al 17% attuale. Le iscrizioni femminili alle lauree Stem sono aumentate del 30% negli ultimi dieci anni.

Il ricambio generazionale ha un ruolo decisivo nell’abbattimento di barriere culturali, economiche e sociali che per troppo tempo hanno limitato l’accesso delle donne ad alcuni ambiti professionali. È significativo che oggi una donna stia guidando la nostra Associazione e che sempre più figure femminili ricoprano ruoli di vertice nelle imprese. Si tratta di segnali incoraggianti, che indicano un cambiamento in atto anche in un settore tradizionalmente complesso come quello delle costruzioni.

Tuttavia, il traguardo della piena parità non è ancora raggiunto e il tragitto che resta da percorrere non è facile. Il tema della parità di genere è uno dei pilastri dell’ESG, dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). In questa cornice, l’Italia ha elaborato nel 2021 la “Strategia Nazionale per la Parità di Genere 2021-2025”, che prevede la certificazione della parità di genere, introdotta dalla Prassi UNI/PdR 125:2022.

Questa certificazione è uno strumento volontario, ma fortemente incentivato. Oltre a promuovere l’inclusione, consente alle imprese di ottenere vantaggi concreti, come punteggi premiali negli appalti pubblici. Tuttavia, è necessario che venga declinata considerando le specificità settoriali, dal momento che il settore delle costruzioni è caratterizzato da una manodopera operaia quasi esclusivamente maschile, per la natura fisica e operativa delle prestazioni.

Secondo il Ministero del Lavoro, nel 2023 il tasso di disparità di genere nel comparto è stato dell’81,9%, contro una media nazionale del 9,6%. Il 91% della forza lavoro è composta da uomini e solo il 9% da donne. Ma i dati del Fondo Prevedi mostrano che la presenza femminile tra gli operai è inferiore allo 0,50%, mentre tra gli impiegati amministrativi e tecnici arriva al 45%. Emerge una situazione di sostanziale parità. Tuttavia, la struttura del settore, composto prevalentemente da piccole imprese, vede nella manodopera operaia circa l’85% della forza lavoro complessiva, fattore che contribuisce alla ridotta presenza femminile in edilizia.

Questo scenario non deriva da atteggiamenti discriminatori, ma dalle caratteristiche intrinseche dell’offerta lavorativa. Più critica risulta invece la normativa sulle cosiddette “quote”, inizialmente introdotta per gli appalti Pnrr e ora estesa alla generalità degli appalti pubblici. Essa prevede che almeno il 30% delle nuove assunzioni sia destinato all’occupazione femminile o giovanile. Sebbene la norma consenta deroghe motivate, nella pratica le cosiddette “quote” vengono comunque inserite in numerosi bandi per lavori pubblici. Ciò impone vincoli di assunzione scollegati dalla realtà del nostro settore.

Più volte Ance ha proposto che le quote non si applicassero al personale operaio, ma la proposta non è stata accolta. È fondamentale che le Associazioni territoriali dell’Ance continuino a sensibilizzare le stazioni appaltanti sull’uso responsabile della deroga, per evitare l’introduzione automatica delle quote nei bandi per lavori pubblici.

Da parte nostra, come Ance, ci impegniamo quotidianamente per garantire parità, sicurezza e welfare a tutte le lavoratrici e i lavoratori del comparto, applicando con rigore le tutele previste dal contratto edile e promuovendo una cultura della sicurezza, della partecipazione e dell’inclusione.

Credo sia essenziale adottare un approccio dinamico, con una visione d’insieme capace di integrare persone, procedure, politiche, strategie e risorse in relazione ai diversi ambiti di intervento. Nonostante i progressi, la parità di genere resta una sfida aperta che richiede un cambio di prospettiva politico, sociale e culturale profondo».

Vanessa Pesenti
Vicepresidente Economico Fiscale Tributario, Ance

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