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Fiec: una storia di sostenibilità e progresso lunga 120 anni
Scritto da
Enrica Procaccini
Pubblicato il
29/05/2026
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4'

Una sfida nuova, fatta di sostenibilità, housing e gestione ottimale delle risorse idriche, che affonda le sue radici in un passato lontano. Molto lontano. Era il 1905 quando, in un’Europa ignara dei due conflitti mondiali che di lì a poco l’avrebbero ridotta in macerie, nasceva la Fiec, la Federazione europea dell’Industria edile. Un’organizzazione pensata per rappresentare e promuovere gli interessi di un segmento fondamentale dell’economia, quello delle costruzioni, contribuendo, al tempo stesso, ad accrescere la conoscenza del settore presso i decisori politici e il grande pubblico.
A 120 anni dalla sua fondazione, in uno scenario profondamente mutato nella geografia, nei saperi e nelle tecnologie, la Fiec guarda al futuro rilanciando la propria missione: accompagnare il progresso europeo attraverso un’industria delle costruzioni sempre più sostenibile, resiliente e competitiva.
L’importante traguardo è stato celebrato il 3 dicembre scorso presso il prestigioso Concert Noble di Bruxelles. L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, del Parlamento e l’eccellenza del mondo delle costruzioni. Ad aprire l’incontro è stato il presidente della Federazione, Piero Petrucco, in carica da maggio del 2024, che è anche vicepresidente dell’Ance con delega al Centro Studi. A lui il compito di ripercorrere il significato storico e simbolico dell’anniversario della Fiec, che oggi raccoglie 32 federazioni di 27 Paesi europei, rappresenta oltre 3 milioni di imprese e 12 milioni di lavoratori e incide per circa il 10% del Pil europeo.
«Dal 1905, la Fiec unisce i costruttori europei, promuovendo il progresso e la sostenibilità, nonché una prosperità condivisa in tutto l’ecosistema delle costruzioni, in un contesto industriale in continua evoluzione», ha dichiarato Petrucco, sottolineando il ruolo centrale della Federazione nel panorama economico e sociale europeo.
Sul palco anche Jessika Roswall, commissaria europea responsabile per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare e competitiva, che ha voluto rimarcare l’importanza strategica del settore e della Fiec nel progetto comunitario. «Mi congratulo con la Fiec per i suoi 120 anni di innovazione e leadership. Da molto tempo siete un partner cruciale e prezioso negli sforzi dell’Unione europea per costruire una società prospera e fiorente. Oggi il vostro ruolo è più importante che mai», ha dichiarato.
Il dibattito istituzionale è stato arricchito dagli interventi di due importanti membri del Parlamento europeo: la vicepresidente Antonella Sberna (Ecr) e Irene Tinagli (S&D), alla guida della Commissione speciale sulla crisi abitativa in Europa dell’Eurocamera. Entrambe hanno voluto richiamare l’attenzione sulle sfide legate all’accesso alla casa, alla rigenerazione urbana e agli investimenti.
Un riconoscimento alla storia e al ruolo della Fiec è giunto anche da Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, che ha affidato a un video il suo messaggio di auguri. «Oggi il vostro settore si trova al crocevia di alcune delle nostre sfide più grandi: l’edilizia abitativa, la transizione verde, la carenza di manodopera», ha esordito. «Le sfide sono reali – ha scandito – ma lo sono anche le opportunità. L’Europa ha bisogno di costruire di più. L’Europa ha bisogno di costruire in modo più verde. E l’Europa ha bisogno di investire nei suoi lavoratori, negli uomini e nelle donne che rendono tutto questo possibile», per concludere, poi, che «il settore delle costruzioni sarà al centro del futuro dell’Europa e la Commissione europea sarà al vostro fianco in ogni fase del percorso».
Nel corso della serata, un tributo speciale è stato rivolto a Christophe Maes, già presidente di Embuild, la federazione belga membro della Fiec. È stata inoltre celebrata la presidenza onoraria del vicepresidente della Federazione, l’irlandese Philip Crampton. Dalla Germania, inoltre, è giunto il videomessaggio di auguri di Thomas Bauer, presidente onorario della Fiec dal 2018 al 2022.
Particolarmente toccante è stato il momento dedicato all’Ucraina. Un video realizzato dalla Cbu, la Confederazione dei costruttori dell’Ucraina, membro della Fiec, ha mostrato la drammaticità del conflitto in corso: una guerra di distruzione, fatta di sofferenza, di perdita di vite umane, ma anche di danni incalcolabili al patrimonio edilizio, alle infrastrutture e alle capacità produttive del Paese.
Le immagini del video, introdotto dall’intervento di Kjetil Tonning, presidente onorario della Fiec e chairman della task force Fiec-Eic (European International Contractors) “Ucraina”, hanno restituito, al tempo stesso, la forza e la determinazione dei costruttori e dei lavoratori edili ucraini, impegnati giorno dopo giorno nella ricostruzione: casa dopo casa, scuola dopo scuola, ponte dopo ponte.
Tra memoria storica e sguardo al futuro, le celebrazioni dei 120 anni della Fiec hanno confermato il ruolo della Federazione come motore di sviluppo sostenibile e di progresso. Una storia lunga più di un secolo che, tra memoria e innovazione, continua a segnare il cammino dell’industria delle costruzioni europee.
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