voci del territorio
Pnrr all’ultimo miglio L’Emilia-Romagna guarda al dopo 2026
Confronto a tutto campo promosso dall’Associazione regionale su investimenti e sviluppo oltre la scadenza del Piano
Scritto da
Daniela Codispoti
Pubblicato il
31/05/2026
Tempo di lettura
2'

Qual è il futuro degli investimenti pubblici dopo il 2026? E a che punto è l’attuazione del Pnrr in Emilia-Romagna? A questi interrogativi ha risposto il convegno “Emilia-Romagna: l’ultimo miglio del Pnrr. Bilanci e prospettive future”, promosso da Ance Emilia Romagna il 2 febbraio al Tecnopolo Dama di Bologna, che ha riunito istituzioni, imprese e mondo delle costruzioni per fare il punto sui cantieri e tracciare le strategie dei prossimi anni.
Al centro del dibattito, una fase cruciale del Pnrr: da un lato la necessità di rispettare le scadenze operative, dall’altro l’urgenza di trasformare le risorse straordinarie del Piano in leve strutturali di sviluppo territoriale. Una sfida che chiama in causa capacità amministrativa, progettazione di qualità e continuità degli investimenti pubblici.
Ad aprire i lavori del convegno è stato Maurizio Croci, presidente di Ance Emilia Romagna, che ha sottolineato come il vero obiettivo non sia soltanto portare a termine i progetti finanziati, ma garantire una programmazione stabile anche oltre la conclusione del Pnrr, valorizzando e consolidando l’approccio orientato ai risultati.
Un risultato possibile, ha evidenziato il presidente, solo attraverso una collaborazione virtuosa tra pubblica amministrazione e imprese, che sarà centrale anche per affrontare le principali sfide future, a partire dal tema dell’abitare.
Secondo il vicepresidente Ance Piero Petrucco, il Pnrr ha rappresentato una “scommessa praticamente vinta”, grazie alle semplificazioni introdotte e al lavoro congiunto tra settore pubblico e privato. A un miglio dal traguardo, ha osservato, il Piano dispone di tutte le condizioni per essere completato con successo, a patto di utilizzare in modo efficace la flessibilità concessa anche dall’Unione europea.
Sulla stessa linea il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla, che ha rimarcato il valore strategico degli investimenti del Pnrr per la competitività del territorio, la crescita economica e la transizione verso uno sviluppo sostenibile.
Colla ha ribadito l’importanza di capitalizzare l’esperienza maturata, trasformando gli interventi emergenziali in politiche strutturali capaci di rafforzare il sistema produttivo.
A trarre le conclusioni è stato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che ha sottolineato la necessità di integrare le risorse del Pnrr con le politiche di coesione per garantire continuità e stabilità agli interventi nel medio-lungo periodo.
Guardando alla fase finale del Piano, il ministro ha ribadito l’apertura del Governo a una gestione flessibile dell’“ultimo miglio”, accogliendo la sollecitazione dell’Ance avanzata in occasione della presentazione dell’Osservatorio congiunturale del 20 gennaio, per accompagnare i territori nel completamento dei progetti e centrare tutti i traguardi previsti.
Tommaso Foti ha infine richiamato il ruolo chiave della capacità amministrativa e progettuale, indicando nella qualità della governance uno dei principali fattori che hanno permesso al Pnrr di decollare.
Moderati da Giorgio Santilli, direttore di Diac, i lavori hanno confermato come l’ultimo miglio del Pnrr rappresenti una fase decisiva non solo per completare gli investimenti in corso, ma per costruire una prospettiva di sviluppo per l’Emilia-Romagna e per l’intero Paese oltre il 2026.
Articoli correlati
interviste
Le videointerviste per lo Speciale Ance 80
Leggi articolo
intervento
Una comunità di imprese che ha reso l’Italia più forte e moderna
Leggi articolo
architettura
La Loggia di Ammannati a Villa Giulia: i fondi per il restauro da Ance e Ance Roma – Acer
Leggi articolo
l’inchiesta: prevenire è meglio che curare
Intervista a Nello Musumeci – “L’Italia Paese fragile: prioritario completare i cantieri già partiti”
Leggi articolo
voci del territorio
Emilia-Romagna: nella Regione già aperti 16mila cantieri
Leggi articolo
voci del territorio
Riqualificare gli spazi per rigenerare le comunità
Leggi articolo
Tag collegati:
Altri articoli

Il costo delle calamità: 358 miliardi in 80 anni
l’inchiesta: prevenire è meglio che curare

Dissesto idrogeologico: un piano strutturale di manutenzione per il territorio
l’inchiesta: prevenire è meglio che curare

Intervista a Nello Musumeci – “L’Italia Paese fragile: prioritario completare i cantieri già partiti”
l’inchiesta: prevenire è meglio che curare



