voci del territorio
Emilia-Romagna: nella Regione già aperti 16mila cantieri
Centro Studi Ance
Scritto da
Amalia Sabatini
Pubblicato il
31/05/2026
Tempo di lettura
2'

Il conto alla rovescia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è entrato nella sua fase decisiva: entro il 31 agosto 2026 dovranno essere raggiunti tutti gli obiettivi concordati con l’Unione europea.
In questo scenario, il Pnrr si è rivelato non solo uno strumento finanziario straordinario, ma anche una palestra per accelerare l’attuazione degli investimenti infrastrutturali nel Paese. A livello nazionale, la spesa ha già superato i 100 miliardi di euro, di cui circa la metà destinata a investimenti che coinvolgono il settore dell’edilizia.
Questo si traduce in 16.000 cantieri aperti su tutto il territorio, molti dei quali già in fase avanzata o conclusi, che hanno coinvolto un numero significativo di imprese di costruzioni, circa 5.600. Un’accelerazione senza precedenti che ha inciso profondamente sulle dinamiche del settore.
In questo contesto, l’Emilia-Romagna si distingue tra le regioni più dinamiche nell’attuazione del Piano. La regione ha beneficiato di 10 miliardi di euro di finanziamenti Pnrr, di cui circa la metà destinata alle costruzioni.
Il risultato è un’intensa attività che ha visto l’apertura di 1.300 cantieri, sostenuta da una solida capacità amministrativa degli enti territoriali e da un tessuto imprenditoriale strutturato e reattivo.
Non a caso, la spesa in conto capitale dei comuni della regione ha subito un’evidente accelerazione nella fase post-pandemica, registrando negli ultimi cinque anni un aumento del 149%, segno di una ritrovata capacità di programmazione e di utilizzo delle risorse.
Il monitoraggio dei cantieri Pnrr, svolto dall’Ance sulla base dei dati Cnce_Edilconnect, evidenzia un quadro complessivamente positivo. Il 69% dei cantieri risulta già concluso o in fase avanzata, mentre le principali complessità si concentrano negli interventi di dimensione più elevata, come quelli ferroviari. Al contrario, le opere diffuse sul territorio, tipicamente gestite dagli enti locali, mostrano una capacità di avanzamento più rapida.
Tuttavia, la fase finale del Pnrr presenta ancora incertezze, legate al disallineamento tra obiettivi europei e tempistiche dei bandi nazionali. In questo contesto, sono decisivi chiarimenti operativi per garantire maggiore flessibilità ed evitare rallentamenti.
Fermo restando la necessità di un’accelerazione in questa fase finale, il Pnrr ha già prodotto effetti strutturali rilevanti. Il settore delle costruzioni ha avviato un processo di rafforzamento e modernizzazione: le imprese hanno investito in innovazione, ampliato la propria capacità organizzativa e incrementato l’occupazione.
In Emilia-Romagna, in particolare, le imprese impegnate nei lavori Pnrr hanno registrato un aumento significativo del numero degli addetti, che sono passati dai 12.600 del 2017 ai 22.700 del 2024.
La vera sfida, ora, è consolidare questi risultati attraverso una programmazione stabile e di lungo periodo, capace di dare continuità agli investimenti e certezze agli operatori economici. Solo così sarà possibile evitare una brusca contrazione del settore dopo la fine del Piano europeo.
L’esperienza dell’Emilia-Romagna dimostra che, quando amministrazioni efficienti e imprese solide lavorano in sinergia, è possibile trasformare una straordinaria opportunità finanziaria in un reale motore di sviluppo.
Il Pnrr può così diventare non solo una risposta alla crisi, ma un punto di partenza per una nuova stagione di crescita.
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