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Gli interventi di ospiti d’eccezione

SPECIALE Assemblea Ance 2025

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A cura della redazione

Pubblicato il

19/08/2025

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4'

L’Assemblea 2025 ha proposto alla platea presente gli interventi di relatori di alto profilo. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha messo al centro del suo discorso il ruolo delle città “piattaforme ideali per testare soluzioni nuove per affrontare il cambiamento climatico, per ridurre le diseguaglianze, per creare pieno accesso ai diritti, per creare ricchezza e benessere”, annunciando, insieme alla presidente di Ance, l’appuntamento di ottobre con la conferenza Città nel futuro 2030-2050.

Gualtieri ha inoltre voluto sottolineare l’efficacia del “metodo Giubileo”, modello di cooperazione sperimentato a Roma con successo, che si fonda sulla collaborazione tra istituzioni e, come precisa il primo cittadino, soprattutto su una cultura del fare e degli obiettivi.

‘Le nostre città – ha affermato il ministro alla Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo – diventano sempre più centrali per combattere la desertificazione demografica”. In Senato si sta lavorando sulla rigenerazione urbana per cercare di promuovere città sostenibili, attraverso una visione e una pianificazione più moderna. “La Pa – ha proseguito Zangrillo – deve essere alleata del sistema impresa. Il tema della semplificazione è una delle urgenze. Abbiamo portato in Parlamento e sono diventate legge circa 300 semplificazioni, l’obiettivo delle 600 entro il 2026 è assicurato”.

Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, ha evidenziato il ruolo da protagonista dei Comuni che, con l’esperienza del Pnrr e delle politiche di coesione, emergono come attori principali nella realizzazione di grandi opere, nella messa in atto di strategie di sviluppo urbano, di rigenerazione urbana e per contrastare la crisi abitativa. “Oggi l’emergenza principale è la casa – ha sottolineato il presidente Manfredi –, nelle nostre città abbiamo una emergenza abitativa straordinaria, che pesa su giovani e lavoratori: il Piano casa è fondamentale e oggi rappresenta la vera priorità”.

Altra sfida prioritaria, quella della rigenerazione urbana che, secondo Manfredi, deve integrare la rigenerazione fisica con la rigenerazione sociale. La richiesta del presidente dell’Anci, in linea con il pensiero dei costruttori edili, è arrivare a una certezza normativa per poter programmare, anche guardando a dopo il Pnrr, sapendo oggi quali saranno le risorse che avremo a disposizione nei prossimi anni.

Sul Piano è intervenuto il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, chiarendo che la flessibilità ha permesso un adeguamento delle misure di intervento consentendo di proseguire e superare le attuazioni di uno strumento così completo. “Quando fu fatta la revisione del Pnrr nel 2023 furono fatti spostare fuori dal piano 22 miliardi di euro per i progetti. C’era il rischio che non venissero completati entro agosto 2026 e quindi sono stati messi fuori dal piano per garantire a questi progetti la possibilità di andare oltre questa tempistica” ha chiarito Fitto.

“Oggi parlare di proroghe è complicato, ma al tempo stesso dobbiamo come italiani mettere al centro della nostra iniziativa in Europa la necessità di ripetere un’operazione di finanziamento comune”. Che senza finanziamenti comuni non possiamo affrontare sfide del futuro è un pensiero condiviso anche dall’ex commissario Ue per gli Affari economici e monetari, Paolo Gentiloni, che segnala la necessità di ricorrere agli Eurobond per rispondere efficacemente su temi quali transizione ecologica, difesa, innovazione: “Servono anche adesso o sarà impossibile affrontare le sfide che attendono il continente. Se l’Europa non agisce insieme, torneremo a muoverci ognuno con il proprio bilancio nazionale e resteremo indietro”.

Un altro dei temi su cui fare fronte comune è sicuramente quello della casa. Ampio lo spazio dedicato al tema dell’emergenza abitativa, toccato a più riprese durante l’Assemblea. “L’Unione Europea deve esserci” ha detto a chiare lettere la presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea, Irene Tinagli. Aggiungendo che il problema della casa interessa soprattutto la classe media e determina pesanti ricadute a livello sociale, Tinagli ha suggerito di guardare ai meccanismi del Next Generation Eu, portando avanti anche misure per un’industria europea delle costruzioni forte, capace di innovare e generare occupazione. E per farlo, ha chiarito, “servono strumenti finanziari nuovi, ma anche un salto di qualità politico”.

Intanto, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato che la bozza di definizione della revisione del Testo unico sull’edilizia è in dirittura d’arrivo. Ha poi segnalato che nelle infrastrutture sono in corso 204,6 miliardi di investimenti, portando all’attenzione dei presenti alcuni dati: bene le ferrovie con 125,3 miliardi, seguono poi le strade con 44 miliardi, il Tpl con 26,25 miliardi, le infrastrutture idriche con 6,3 miliardi e il Pinqua, il piano sulla qualità dell’abitare, con 2,8 miliardi.

“Per la prima volta – ha infine concluso il ministro – abbiamo messo in piedi un piano nazionale per la gestione del tema acqua. Sono previsti 12 miliardi di investimenti per 418 progetti, di cui 122 per acquedotti, 137 per opere di adduzione, 66 invasi e 93 derivazioni. Abbiamo già finanziato 950 milioni per le prime 62 opere su tutto il territorio nazionale”.

Durante l’assemblea è intervenuto con un videomessaggio anche il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, che ha sottolineato l’importanza di mettere al centro la persona in tutti i ragionamenti e programmi per il futuro, specialmente nel contesto lavorativo, e di non considerare la tecnologia come sostituto del lavoro umano, ma come strumento di supporto. Ha inoltre evidenziato la necessità di costruire un’architettura di pace, affrontando temi come la situazione a Gaza e il dialogo in Ucraina.

Zuppi ha anche richiamato l’eredità di Papa Francesco, sottolineando l’importanza di uscire dalle logiche del consenso e dell’abitudine per amare e dialogare, anche quando non si è d’accordo con la mentalità comune.

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