voci del territorio

Rigenerazione e coesione: in Calabria la sfida europea per lo sviluppo sostenibile

Per la prima volta in Calabria l’European Week of Regions and Cities – #EURegionsWeek 2025 giunta alla 23ª edizione

Scritto da

Maria Rita Galati

Pubblicato il

25/12/2025

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4'

CATANZARO – La rigenerazione urbana non può essere intesa come una semplice operazione edilizia, ma come un processo complesso che rimette al centro la persona, la qualità dell’abitare e la coesione delle comunità, in una visione che integri crescita economica, sostenibilità ambientale e diritti sociali. Parte da questa riflessione, all’insegna del motto “Dare forma al domani, insieme” – che ha accompagnato la 23a European Week of Regions and Cities – #EURegionsWeek 2025, l’iniziativa organizzata nell’ambito della più importante manifestazione europea dedicata allo sviluppo territoriale sostenibile, approdata per la prima volta in Calabria grazie all’impegno di Ance Calabria, della Regione Calabria e dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il seminario “Rigenerazione urbana come motore di sviluppo economico e coesione sociale”, promosso da Ance Calabria con il patrocinio della Regione e il contributo scientifico di Abitalab, laboratorio di ricerca del Dipartimento Architettura e Design (dAeD) dell’Università Mediterranea, ha rappresentato un’occasione di confronto concreto in cui i territori sono diventati protagonisti del dibattito e, al centro della riflessione sulle politiche pubbliche, gli interlocutori hanno posto le persone e i bisogni della comunità. Istituzioni, mondo accademico, imprese e professionisti si sono confrontati con l’obiettivo di individuare strategie condivise per costruire un modello di sviluppo che tenga insieme innovazione, sostenibilità, inclusione e legalità, mettendo al centro la persona e la qualità dell’abitare. Non a caso, Michele Laganà, presidente di Ance Reggio Calabria, ha aperto i lavori citando Heidegger e puntando sul valore dell’azione collettiva: «Plasmare il futuro insieme significa concepire la città come un luogo vivo, in continua trasformazione, dove ciascun attore — pubblico o privato — contribuisce a dare forma a una visione comune. Rigenerare non è un verbo tecnico, ma un atto politico e culturale che rimette al centro la responsabilità condivisa verso il bene comune». L’eurodeputata Giusi Princi ha posto l’accento sull’importanza del diritto alla casa come fulcro delle nuove politiche europee: «L’accessibilità abitativa è l’architrave della nuova politica di coesione.

L’abitazione non deve essere solo uno spazio fisico, ma un luogo di inclusione e di comunità, dove si concretizza la giustizia sociale. Per questo, in sede europea, abbiamo previsto la possibilità di destinare fino al 15% delle risorse, in modo flessibile, alle politiche sociali e all’edilizia residenziale pubblica. Lo spazio urbano — ha aggiunto — deve tornare a essere il luogo in cui si costruiscono equità, dignità e partecipazione. E quando si parla di bisogni dei territori non devono esistere colori politici: deve prevalere un sano campanilismo, il colore del Mediterraneo, simbolo di appartenenza, dialogo e solidarietà». Qual è il ruolo dell’università come motore di innovazione e ponte tra conoscenza e società? Lo spiega il prorettore alla Ricerca dell’Università Mediterranea, Massimo Lauria: «Questo tema può essere affrontato solo costruendo una rete di attori capaci di partecipare e condividere. La nostra università vuole essere una civic university, che mette a disposizione del territorio il sapere prodotto attraverso la ricerca per trasformarlo in valore sociale. La speranza progettuale è una dimensione collettiva: si alimenta solo se abbiamo, tutti insieme, una visione ottimistica e consapevole del futuro». Per il presidente di Ance Calabria, Roberto Rugna, «il disegno di legge nazionale sulla rigenerazione urbana rappresenta un’occasione che non possiamo perdere: serve un quadro normativo organico, capace di coordinare Pnrr, fondi regionali e programmi europei, garantendo tempi certi e regole chiare. Solo così potremo passare dai progetti pilota alle politiche permanenti. E in questo percorso il social housing è la chiave per unire inclusione sociale, sostenibilità ambientale e rilancio economico: dare casa non significa soltanto costruire abitazioni, ma costruire comunità». Ampio spazio è stato dedicato al contributo della professoressa Consuelo Nava, direttrice del Dipartimento Architettura e Design della Mediterranea e responsabile scientifica di Abitalab, che ha presentato le attività di ricerca legate alla Strategia Rekap, dedicata allo sviluppo di tecnologie adattive per la rigenerazione urbana in scenari di cambiamento climatico. «Lavoriamo per costruire un modello calabrese di sostenibilità urbana — ha spiegato Nava — fondato su competenze, relazioni e responsabilità condivise.

La collaborazione con Ance e con le istituzioni regionali è per noi un esempio concreto di come la ricerca possa diventare politica pubblica, capace di incidere sui processi di trasformazione dei territori». Il direttore generale di Ance, Romain Bocognani — dopo gli interventi del dirigente del Dipartimento Programmazione Unitaria della Regione Calabria, Felice Iracà, e del presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara — ha richiamato la necessità di una visione di lungo periodo: «Chi non guarda ai prossimi venti o trent’anni è fuori dai giochi. Le città del futuro devono essere progettate con un pensiero che superi la frammentazione attuale: oggi in Italia esistono oltre quaranta dipartimenti che si occupano di abitazione, e questo rallenta i processi decisionali. La nuova programmazione europea offre l’occasione per ridisegnare la politica di coesione, rendendola più integrata, flessibile e attenta ai bisogni dei territori». Gli interrogativi non mancano: si può rendere attrattivo l’investimento in housing sociale? Come possono dialogare pubblico e privato in ambiti rigenerativi? Serve un’urbanistica quantica, capace di adattarsi, di intercettare le esigenze, di garantire stabilità e chiarezza. La Calabria può essere il luogo ideale per sperimentare nuovi modelli di innovazione urbanistica e amministrativa.

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