architettura

Rinaggiu: un parco che unisce

inclusione, memoria e natura per rigenerare la comunità

Scritto da

Gaia Pettena

Pubblicato il

19/08/2025

Tempo di lettura

7'

Nel cuore dell’Alta Gallura, a pochi passi da Tempio Pausania, in provincia di Sassari, sorge il nuovo Parco Inclusivo di Rinaggiu: un intervento che restituisce dignità a un’area urbana disomogenea e sottoutilizzata, trasformandola in un luogo flessibile, aperto ed accogliente.

Questo spazio pubblico multifunzionale rappresenta molto più di una semplice riqualificazione: è il risultato di una visione condivisa, che intreccia architettura, paesaggio e sostenibilità per offrire un’esperienza di incontro, gioco e sport accessibile a tutti.

Il progetto prende vita su un piccolo altopiano alle porte della città, in un contesto con un passato militare evidente e frammentato, caratterizzato da resti di edifici dismessi e poi demoliti, che hanno generato spazi residuali e funzioni temporanee. Il viale centrale che unisce le due palazzine situate alle estremità del sito fungeva da separazione tra i campi sportivi e la pista di pattinaggio da un lato e il sagrato con la nuova chiesa dall’altro.

In quel settore si trovava anche il parco tenda, utilizzato solo sporadicamente, mentre sul margine sud dell’altopiano l’area si chiudeva con la presenza della palazzina di comando, ormai in disuso, e di un rudere, circondato da una zona in avanzato stato di degrado.

Anziché cancellare questa stratificazione, il progetto di riqualificazione l’ha raccolta come elemento di radicamento al luogo e trasformata in valore, conservando la struttura assiale dell’insediamento preesistente e ricostruendo intorno ad essa una narrazione contemporanea dinamica, fatta di partecipazione, accessibilità e cura del paesaggio.

Inserito nel programma di opere dell’Unione dei Comuni dell’Alta Gallura, il parco rientra in una rete sovracomunale di spazi aperti attrezzati dalla rilevanza strategica a livello territoriale. La sua vocazione è quella di diventare un polo di riferimento per l’intera area, capace di offrire opportunità ricreative e sportive a una comunità variegata, intergenerazionale e inclusiva.

La creazione del nuovo parco si pone l’obiettivo di creare un segno concreto di rigenerazione pubblica, dando vita a un luogo capace di attrarre un’utenza eterogenea in cui tutte le persone – indipendentemente da età, abilità o interessi – possano trovare uno spazio di incontro adatto alle proprie esigenze, condividendo esperienze ed attività in un contesto polifunzionale e sostenibile.

Le scelte progettuali si sono basate su cinque capisaldi fondamentali che hanno guidato l’intero intervento. In primo luogo, l’inclusività ha rappresentato un criterio centrale: le attività ludiche e ricreative sono state pensate per stimolare differenti abilità motorie e sensoriali, coinvolgendo utenti con diversi livelli e tipologie di capacità.

La socialità ha giocato un ruolo altrettanto importante, con spazi e attrezzature disposti in modo da favorire l’incontro e la relazione tra i fruitori.

Un ulteriore principio guida è stato quello della flessibilità, che ha permesso di concepire un’area capace di adattarsi a usi ed esigenze differenti in ogni momento della giornata e in ogni stagione.

A ciò si è aggiunta la semplicità dell’impianto progettuale, chiaro, leggibile e privo di elementi superflui, così da renderlo facilmente fruibile e comprensibile.

Infine, la sostenibilità ha orientato l’intero intervento, grazie all’impiego di materiali riciclati o provenienti da scarti industriali, all’adozione di impianti ad alta efficienza energetica e a scelte rispettose dell’ambiente.

Nel rispetto dell’impianto centrale dell’ex caserma, il progetto ha suddiviso il parco in tre fasce trasversali, ciascuna con caratteristiche e funzioni specifiche.

La fascia urbana, collocata a nord-ovest, si pone in dialogo con la chiesa e con l’ex pista di pattinaggio – oggi trasformata in skate park – e ospita anche un volume ellittico che accoglie un bar/ristoro e gli spogliatoi.

La fascia centrale, dedicata alle attività sportive, prevede la riqualificazione dei campi da calcio e tennis esistenti e l’inserimento di nuovi impianti, tutti accessibili anche a persone con disabilità.

Infine, la fascia verde e ludica, situata a sud-est, accoglie giochi inclusivi, percorsi immersi nel verde, aree calisthenics e sistemi di fitodepurazione, in un paesaggio vegetale costruito con specie autoctone e orientato alla massima biodiversità locale.

Nell’ambito di questa organizzazione generale molto articolata, il progetto mira a contenere la specializzazione delle diverse aree del parco, privilegiando un approccio che riduce l’uso di attrezzature specifiche a favore di soluzioni flessibili e condivise.

Al tempo stesso, introduce elementi di coerenza attraverso la continuità nei materiali, nel disegno e nel trattamento delle superfici e degli spazi all’aperto.

Il sistema del verde non è solo scenografico, ma anche funzionale e sostenibile. Le specie utilizzate sono prevalentemente autoctone o adattate al clima locale, selezionate per garantire biodiversità, bassi consumi idrici e manutenzione ridotta.

L’organizzazione delle masse vegetali è stata studiata al fine di ottenere un elevato livello di autosufficienza e necessitare di una ridotta manutenzione mentre la scelta di alberi, arbusti ed erbacee assicura un impatto estetico attrattivo durante l’arco di tutto l’anno.

Il lato sud è caratterizzato da un disegno di un paesaggio naturale caratterizzato dall’alternanza di masse verdi e radure, integrandosi con le aree a prato.

Uno degli aspetti più caratterizzanti del progetto del parco è stato l’approccio partecipativo, pensato per radicare profondamente l’intervento nei bisogni e nelle aspettative reali della comunità.

Prima dell’avvio della progettazione vera e propria, è stata condotta un’analisi dettagliata del contesto urbano e paesaggistico, seguita da un percorso strutturato di coinvolgimento pubblico che ha visto protagonisti cittadini, associazioni, amministratori e tecnici.

Attraverso strumenti quali questionari, focus group (utilizzando il metodo “metaplan”) e un laboratorio ibrido ispirato ai principi del Service Design e alla metodologia Charrette, è stato possibile raccogliere istanze concrete e delineare un progetto realmente condiviso.

Nel corso del laboratorio, i partecipanti si sono confrontati con profili ipotetici – le cosiddette personas – pensati per rappresentare la diversità degli utenti del futuro parco.

Calandosi nei panni di questi personaggi, hanno riflettuto su due quesiti chiave: quali bisogni pratici il progetto avrebbe dovuto soddisfare e in che modo si si sarebbe articolata, nella quotidianità, l’esperienza d’uso degli spazi.

Le risposte emerse hanno fornito linee guida operative, successivamente integrate nel progetto grazie anche al supporto della società Narrazioni Urbane, specializzata in processi di rigenerazione urbana partecipata e già coinvolta in esperienze simili.

Il Parco di Rinaggiu è un modello esemplare di rigenerazione urbana e ambientale, in cui inclusione, paesaggio e memoria si intrecciano per creare nuove opportunità di relazione e senso di appartenenza.

Pensato per unire anziché dividere, il parco si configura come un “cuore verde” della comunità, un luogo dove ogni cittadino può sentirsi accolto e parte attiva di un progetto collettivo.

Il risultato è uno spazio che integra ambienti urbani, sport, natura e socialità, con una forte identità territoriale.

Il progetto è stato presentato, assieme ad altri 12 progetti regionali, in occasione della seconda tappa dell’edizione 2025 del Festival diffuso della rigenerazione urbana, Città in Scena, svoltasi ad Alghero il 10 giugno scorso.

Giunto alla sua terza edizione il Festival, promosso da Ance, Associazione Mecenate 90, Cidac e patrocinato da In/Arch, è sbarcato per la prima volta in Sardegna, dove si è distinta in modo particolare la sinergia tra amministrazioni pubbliche e operatori privati nella realizzazione di interventi di rigenerazione urbana, di diverse dimensioni e scale, dai progetti più contenuti a quelli di maggiore impatto.

SCHEDA TECNICA

PROGETTO: Compendio di Rinaggiu 1° Lotto Funzionale

LUOGO: Tempio Pausania, Provincia di Sassari

PROGETTISTI: VPS Architetti – Capogruppo (Architettura, Coordinamento Progettuale, Direzione dei Lavori)
Luigi Depperu (Architettura, Direzione operativa)
Dong Sub Bertin (Verde)
Studio Pintus (Strutture, Impianti, Sicurezza, Direzione operativa)
Simone Ferreli (Edilizia)
Luigino Gianelo Pala (Geologia)

PROGETTISTI DEL PAESAGGIO: Dong Sub Bertin/DSB LandScape

COMMITTENTE: Unione dei Comuni Alta Gallura

COLLABORATORI: Margherita Fenati, Francesca Olla, Sara Frau

CRONOLOGIA: 2019-2024

DATI DIMENSIONALI: 34.000 mq

IMPRESE ESECUTRICI: Ledda Costruzioni srl; SA.GI.LE srl; Eurogiardini Scarl (opere a verde)

COSTO DELL’OPERA: € 2.485.601,58

ARREDI: cestini Metalco Ermes, fontane Metalco Fuente, sedute su disegno in graniglia di cemento Madeddu Srl – Manufatti in Cemento

GIOCHI E ATTREZZATURE SPORTIVE: workout, castello gioco, altalene, tappeti elastici e altri arredi singoli STEBOAMBIENTE

COMPOSIZIONE BOTANICA

Vivai di provenienza: Eurogiardini Scarl

Alberature: Quercus ilex, Magnolia grandiflora, Quercus suber, Ostrya carpinifolia, Salix alba, Acer campestre, Populus nigra ‘Italica’, Phillyrea latifolia, Pistacia lentiscus, Arbutus unedo, Crataegus monogyna

Arbusti: Nerium oleander, Erica arborea, Rhamnus alaternus, Cytisus scoparius, Viburnum tinus, Erica terminalis, Helichrysum italicum, Juniperus communis ssp. Nana, Teucrium marum, Myrtus communis ‘Compacta’, Spartium junceum, Lavandula stoechas, Rosmarinus officinalis, Thymus capitatus, Echinacea angustifolia, Salvia officinalis

Tappeto erboso: Lippia repens, prato

N° DI ALBERI INSERITI NEL PROGETTO: 271 esemplari

PROGETTISTI

VPS Architetti nasce dalla collaborazione consolidata tra Giuseppe Vallifuoco, Mirco Pani e Ilene Steingut, al termine di un lungo percorso professionale condiviso. Attiva dal 2008, la società opera nei settori dell’architettura, della progettazione urbana e della pianificazione territoriale, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e della partecipazione. Il loro metodo di lavoro si distingue per un approccio cooperativo e privo di gerarchie, volto a costruire una visione integrata e complessiva di tutti gli elementi che compongono il progetto.

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