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Dopo Milano Cortina, riflettori puntati sull’America’s Cup

A Napoli, nel 2027, la competizione velica più antica e prestigiosa: stimato un impatto economico superiore a 1,2 miliardi di euro

Scritto da

Enrica Procaccini

Pubblicato il

29/05/2026

Tempo di lettura

5'

Il conto alla rovescia è già partito. Napoli è la città scelta dal Team New Zealand per ospitare la 38ª edizione dell’America’s Cup, appuntamento clou della vela internazionale, in calendario nel 2027, preceduto dalla Louis Vuitton Cup, che si terrà, sempre a Napoli, già nell’estate di quest’anno. Le gare preparatorie daranno modo agli equipaggi di sperimentare il campo di regata in vista delle finali dell’anno successivo. La città campana sarà, dunque, protagonista delle più importanti competizioni veliche del mondo per due anni.

L’ufficio di statistica del Ministero del Turismo, insieme alla Luiss Business School, ha calcolato che la competizione velica più antica e prestigiosa al mondo avrà un impatto economico complessivo superiore a 1,2 miliardi di euro, attirando oltre 1,5 milioni di visitatori, creando circa 11.000 posti di lavoro e stimolando, allo stesso tempo, turismo, nautica e investimenti infrastrutturali a lungo termine.

La base di riferimento sono i dati pubblicati da Unimpresa, tra le prime associazioni imprenditoriali ad avere approfondito il tema. In particolare, secondo il Centro Studi dell’Associazione, l’America’s Cup 2027 potrebbe generare, nell’immediato, oltre 690 milioni di euro di benefici economici per Napoli e il suo territorio, tra impatto diretto, indiretto e indotto.

Si prevede che solo la spesa turistica diretta, tra alloggi, ristorazione e trasporti, potrà generare circa 370 milioni di euro. A questa cifra si sommano 70 milioni di euro legati all’organizzazione locale dell’evento e 21,6 milioni di euro derivanti dalle spese dei team velici presenti in città per oltre tre mesi. L’indotto legato a investimenti pubblici e privati, bonifiche, porti e fan zone, si aggira su 165 milioni di euro.

La città si rifà il look

Diversi i quartieri della città interessati dall’evento. Le regate, come già avvenuto per le World Series 2012-2013, si terranno al Lungomare di via Caracciolo, nello specchio d’acqua compreso tra il Molo San Vincenzo e Mergellina, con Capri sullo sfondo.

Il Race Village sarà alla Rotonda Diaz, mentre il centro ospitalità a Castel dell’Ovo. Ci saranno anche due maxi-schermi: uno alla Rotonda Diaz, l’altro in piazza del Plebiscito. Sempre su via Caracciolo saranno installati gli stand con bar, ristoranti e vendita di gadget, nonché gli spalti per gli spettatori.

Ma, secondo il progetto dell’America’s Cup, la vera rivoluzione sarà a Bagnoli, grande incompiuta dai tempi della dismissione dell’Italsider, oggi oggetto di un profondo progetto di rigenerazione.

Bagnoli: da area industriale abbandonata a waterfront internazionale

L’area di Bagnoli, un tempo sede del grande polo siderurgico Italsider, è stata a lungo simbolo di degrado industriale e abbandono. Dopo decenni di attesa, solo negli ultimi anni si è avviato un complesso processo di bonifica e riqualificazione grazie alla nomina di un Commissario straordinario e a un Programma di rigenerazione urbana, Praru, che ha potuto accelerare proprio per la prospettiva di un evento internazionale come la Coppa America.

Per oltre trent’anni si è discusso di come utilizzare quel tratto di costa e di mare. I problemi si sono concentrati soprattutto sulla “colmata a mare”, una piastra di 195mila metri quadrati realizzata negli anni Sessanta riempiendo con cemento e scarti industriali il tratto compreso tra due pontili a servizio dello stabilimento dell’Ilva, dove per oltre un secolo sono stati prodotti ghisa e acciaio.

Diventerà una piattaforma di circa 20 ettari che sarà destinata, in occasione della Coppa America, alle strutture movibili di servizio ai team. Secondo il rendering svelato a Genova nel corso dell’ultimo Salone Nautico, saranno allestite qui le “case” del defender e degli sfidanti, ma anche le basi dei team donne e dei giovani.

Un pontile sarà destinato al pubblico che così potrà ammirare da vicino le barche a vela che rientreranno nelle basi dopo le regate. Una struttura a “T” sarà destinata all’ormeggio degli yacht.

L’intero Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana prevede un investimento pubblico di circa 1,7 miliardi di euro a valere su Fondi commissariali e su Fondi di sviluppo e coesione 2014-2020 e 2021-2027.

Complessivamente i finanziamenti sono destinati prevalentemente alla copertura dei costi per il risanamento ambientale, a terra e a mare, per circa 1 miliardo di euro; per le infrastrutture, 270 milioni di euro; per la rigenerazione e le altre attività connesse, circa 430 milioni di euro.

Ai fondi pubblici si aggiungeranno quelli privati connessi al processo di rigenerazione urbana, nonché altre fonti pubbliche necessarie per la realizzazione di interventi infrastrutturali all’esterno dell’Area di rilevante interesse nazionale di Bagnoli.

America’s Cup, la sfida del sindaco Manfredi

A Bagnoli, il cronoprogramma dei lavori è già in avanzata evoluzione: a dicembre scorso è stata avviata la demolizione del pontile centrale dell’ex Italsider e la tombatura della colmata. Le operazioni sono coordinate per garantire standard di sicurezza e compatibilità ambientale, con l’obiettivo di restituire alla città una nuova frontiera di città-mare, integrata con spazi pubblici, servizi e attività economiche.

La Coppa America è destinata a lasciare un’eredità alla città. Napoli, questo l’impegno dell’amministrazione comunale, è al lavoro per essere all’altezza della sfida e confermare il suo ruolo di capitale del Mediterraneo.

“Abbiamo davanti una sfida importante – ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – È un evento decisivo per la città, e ci stiamo impegnando al massimo perché si tratta di un’occasione globale che porta con sé un ritorno d’immagine significativo, ma anche un impatto economico rilevante”.

Bagnoli, che per decenni è stato il simbolo di ritardi e immobilismo, diventa proprio grazie all’America’s Cup un laboratorio di rigenerazione che può ispirare nuove modalità di intervento nelle aree post-industriali italiane.

Pieno supporto anche dal neo governatore della Campania, Roberto Fico, che nel discorso di insediamento del nuovo consiglio regionale ha dichiarato a proposito della Coppa America: “La Regione farà in tutto la sua parte insieme al Comune affinché questo appuntamento sia un successo per tutto il territorio”.

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