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Ottant’anni di cantieri, una finestra sul futuro

La mostra di Ance Belluno, realizzata con la Fondazione Milano Cortina racconta l’evoluzione del territorio e le nuove sfide post-Olimpiadi

Scritto da

Daniela Codispoti

Pubblicato il

29/05/2026

Tempo di lettura

4'

Non sono solo un anniversario: ottant’anni sono un patrimonio di storie, di mani che costruiscono, di imprese che crescono insieme a un territorio. In occasione dell’80° anniversario dalla fondazione della Sezione dei Costruttori Edili, Ance Belluno ha avviato un importante progetto dedicato alla storia, al ruolo sociale e al contributo tecnico delle imprese edili che, negli ultimi decenni, hanno modellato il paesaggio urbano e infrastrutturale della provincia.

Per celebrare questa ricorrenza, l’Associazione ha promosso una grande esposizione fotografica pubblica a Belluno, con il patrocinio di Simico SpA e l’inclusione dell’iniziativa nell’ambito dell’Olimpiade culturale da parte della Fondazione Milano Cortina 2026, aperta al grande pubblico dal 5 dicembre 2025 al 1° marzo 2026.

Il progetto ripercorre le principali trasformazioni del territorio bellunese: una mostra pensata per raccontare, da un lato, come l’edilizia abbia lasciato un segno profondo non solo nelle opere realizzate, ma anche nella vita e nello sviluppo sociale bellunese e, dall’altro, la capacità delle imprese di affrontare quotidianamente difficoltà tecniche insite nella morfologia montana e, in particolare, dolomitica del territorio.

Tra immagini in bianco e nero, scatti d’epoca e fotografie più recenti, il visitatore è guidato a osservare da vicino come sono cambiati i cantieri, i materiali, le tecnologie, e come l’ingegno delle imprese abbia saputo adattarsi, innovare, resistere e immaginare nuovi orizzonti.

La mostra è articolata in due sezioni complementari: una parte analogica, con materiali storici, fotografie d’archivio e documenti che raccontano decenni di cantieri e opere significative, e una parte digitale, fruibile tramite visori, che permette al pubblico di esplorare modelli tridimensionali di alcune opere iconiche del territorio, restituendo un’esperienza immersiva e innovativa.

Una parte, infine, è dedicata alla Scuola edile – C.F.S. di Sedico, recentemente protagonista dello spot Fondamentale, attraverso la presenza di due manufatti realizzati dagli allievi e diversi utensili da lavoro della tradizione locale.

Il progetto, promosso da Ance Belluno, intende rappresentare un omaggio al passato ma anche una finestra aperta sul futuro. Vuole infatti dire a tutti che l’edilizia è, sì, costruzione ma allo stesso tempo cura ed evoluzione dell’ambiente, dei mezzi e delle maestranze, nonché capacità di immaginare ciò che ancora non esiste e renderlo possibile.

Un viaggio nella memoria e nell’innovazione, dunque, che rende onore alle radici dell’edilizia bellunese e alle sue capacità di evolvere e affrontare nuove sfide. Una storia lunga e ancora tutta da costruire.

Intervista al Presidente Paolo De Cian

“Le imprese del territorio hanno dimostrato di essere all’altezza della sfida dei Giochi”

Da una parte gli 80 anni dalla fondazione della Sezione dei Costruttori Edili di Ance Belluno, dall’altra l’appuntamento con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Un’opportunità unica, sintetizzata nella mostra inaugurata nei giorni scorsi.

«La dimostrazione concreta della capacità che, negli anni, la nostra Associazione ha saputo dare al territorio: una presenza viva e produttiva per l’intera comunità», spiega nell’intervista ad Ance Mag Paolo De Cian, presidente di Ance Belluno.

La mostra racconta anche i profondi cambiamenti che ci sono stati nel settore a partire dagli anni Sessanta.

«Sì, c’è stata una forte evoluzione non solo dal punto di vista delle innovazioni tecnologiche, ma anche nel modo di fare le cose, di lavorare. Negli anni Sessanta c’era una passione che si leggeva come una scintilla anche negli occhi dei lavoratori e degli imprenditori. Scintilla che, forse, oggi si è persa, anche a causa della stratificazione normativa.

Ma la nostra presenza sul territorio è ancora forte. La Sezione conta imprese all’avanguardia, tra le quali anche diverse realtà storiche, che hanno saputo innovare e innovarsi nel tempo, in grado di realizzare opere di notevole contenuto tecnologico. A livello locale, il settore è alla pari delle altre realtà manifatturiere bellunesi».

Quali sono i numeri principali del settore?

«Attualmente abbiamo 38 imprese iscritte, su una novantina che operano nel territorio, con oltre mille lavoratori su 4.000 iscritti alla cassa edile».

In che modo le Olimpiadi hanno influito sul settore?

«Le nostre imprese sono state, ovviamente, coinvolte nelle opere e, soprattutto, nell’indotto. A Cortina e dintorni ci sono moltissime gru in azione e il settore ha dimostrato di saper raccogliere la sfida delle Olimpiadi.

Credo che le ricadute più importanti saranno quelle successive all’evento, anche in termini di reputazione. Arriveranno nelle nostre regioni milioni di turisti e le immagini delle nostre vallate circoleranno a livello mondiale, con un numero enorme di spettatori».

Che cosa si aspetta?

«Che possano continuare e, anzi, essere implementati i grandi cambiamenti che hanno interessato la nostra regione. Penso, soprattutto, all’estensione della stagione turistica, che ormai dura l’intero anno, nonché al completamento delle opere infrastrutturali che stanno interessando la nostra Provincia e al potenziamento dei collegamenti, soprattutto verso la Pedemontana veneta; opere necessarie per garantire la vivacità del tessuto economico locale e lo sviluppo delle nostre imprese».

Ultima domanda: come sarà il 2026?

«Sono ottimista: sarà ancora un anno positivo per la filiera delle costruzioni. L’Associazione sta lavorando bene e, soprattutto, ha messo sul tavolo temi importanti con forti ricadute sociali, come, ad esempio, quello dell’emergenza abitativa. Occorre individuare gli strumenti per favorire le fasce di reddito più deboli e i giovani».

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