Emilia Romagna
Una nuova fase di progettazione per gli investimenti
Sostenibilità ambientale, Piano casa e rigenerazione urbana: su questo trittico si gioca il futuro dell'edilizia e delle infrastrutture

Scritto da
Vincenzo Colla
Pubblicato il
29/05/2026
Tempo di lettura
3'

Nell’aggiornamento di gennaio del World Economic Outlook, il Fondo monetario internazionale stima per l’Italia una crescita nel 2026 dello 0,7%. Previsioni leggermente migliori per l’Emilia-Romagna, che si confermerà locomotiva nazionale con un +0,9%. Tuttavia, uno scenario di prospettiva dove si progetta una crescita ai decimali rappresenta sempre un punto di sofferenza rispetto a un settore labour intensive e di traino per il mercato interno come quello delle infrastrutture e dell’edilizia.
Personalmente sono convinto che il post Pnrr debba aprire una nuova fase di progettazione per fare economia di scala sugli investimenti. In questo senso, vedo tre direttrici su cui operare. Innanzitutto, bisogna proseguire l’impegno sull’efficientamento energetico, che necessita di molte infrastrutture e di molto lavoro nel campo dell’edilizia. La sostenibilità ambientale resta infatti un obiettivo primario per il nostro futuro e in questo ambito il settore delle costruzioni ha certamente un ruolo centrale.
Dall’altra parte, non possiamo non vedere come il tema della casa sia diventato fondamentale per lo sviluppo socioeconomico dei nostri territori. Per questo, come Regione stiamo predisponendo un Piano Casa articolato, su cui siamo impegnati per 300 milioni di euro, che consenta di dare le giuste risposte alla necessità di abitazioni a prezzi calmierati o in housing sociale per lavoratori, studenti universitari, famiglie. Non intervenire vuol dire rischiare un impoverimento irreversibile delle nostre città.
In ultimo, abbiamo bisogno di rivedere il concetto di urbanistica, trovando nuove modalità per agevolare gli interventi di rigenerazione urbana. Sono convinto che l’operazione da mettere in campo a livello nazionale sia la costituzione di un fondo strutturale per la rigenerazione urbana nelle nostre città, finalizzato a dare risposta proprio a un bisogno di casa non più rinviabile.
Su questo trittico si gioca la prospettiva di un settore come quello dell’edilizia e delle infrastrutture, che per noi è fondamentale perché muove filiere ad ampio raggio. Considerate le tensioni geoeconomiche, inoltre, aprire sul mercato interno è condizione per conoscere e affrontare con più forza le dinamiche dei mercati esteri.
In questo scenario, seguiamo con grande attenzione la discussione in atto sulla bussola competitiva, anche per le possibili ricadute sui territori. Perché pensiamo che la nuova “taglia” di finanziamenti e di investimenti, per una Regione come l’Emilia-Romagna, sia quella europea, da considerare attraverso alleanze di progetto che coinvolgano anche le associazioni imprenditoriali, gli atenei, gli enti di ricerca e qualsiasi soggetto in grado di contribuire fattivamente all’obiettivo.
In questo scenario di cambiamento inedito, inoltre, diventa fondamentale agire sulla formazione per definire nuove competenze e riconvertire quelle esistenti, al fine di governare e non subire la digitalizzazione e le nuove tecnologie. Per questo, come Regione continueremo a sostenere le scuole edili.
Vincenzo Colla
Vicepresidente, delega a Sviluppo economico e green economy, Energia, Formazione, Università e ricerca
Ance Emilia Romagna: imprese, territorio, sviluppo
Ance Emilia Romagna è l’organizzazione che rappresenta e tutela gli interessi delle imprese che operano nel settore delle costruzioni a livello regionale, promuovendo sviluppo, sicurezza e innovazione. Inquadrata all’interno della struttura nazionale di Ance, svolge funzioni di coordinamento e indirizzo strategico a livello regionale, favorendo il dialogo con le istituzioni e il confronto sui principali temi del comparto.
Ance Emilia Romagna riunisce le associazioni territoriali del sistema Ance presenti in regione, che rappresentano centinaia di imprese. Le associazioni attualmente sono sei, frutto di recenti processi di fusione e accorpamento, ma garantiscono la rappresentanza di tutte e nove le province dell’Emilia-Romagna.
Dal 2022 la Presidenza è affidata a Maurizio Croci: sotto la sua guida, Ance Emilia Romagna ha rafforzato la propria presenza pubblica e il dialogo con le istituzioni, promuovendo un’agenda che mette al centro la rigenerazione urbana, il rilancio dell’edilizia residenziale sociale e la sostenibilità ambientale.
Particolare rilievo assume l’impegno sul fronte della formazione, considerata un fattore strategico per la sicurezza, l’innovazione e la competitività delle imprese. Nel 2024 è stato inoltre avviato il Gruppo Giovani Imprenditori Edili regionale, con l’obiettivo di sostenere il ricambio generazionale e rafforzare la cultura d’impresa.
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